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In trincea, mi raccomando.

 

Quando si imbocca la scorciatoia dello slogan, dell'urlo e della battaglia

In trincea, mi raccomando


di Filippo Rossi



Sarebbe la strada più semplice. La gente lo vuole. Cosi dicono. La maggioranza degli italiani, anche. Vatti a vedere i sondaggi, mica si può andare contro lo spirito del tempo. Contro il popolo. Che democratici saremmo se non ascoltassimo la nostra gente e non ripetessimo, pari pari, quello che la gente pensa?

Meglio: quel che pensiamo che la gente pensi. E quindi, largo agli slogan facili facili. Al titolo sempre cubitale. Tre parole sono meglio di quattro. Due meglio di tre...

È quello che, d´altra parte, la gente cerca: quella pessima declinazione della semplicità che porta il nome di elementarità. E noi semplicità gli dobbiamo dare. 



Pubblicità. Slogan ed elementarità: ecco la ricetta. Poco importa se la realtà è molto più complicata di uno slogan. Poco importa se a parlare con la gente, quella vera, quella fatta d´individui, non si scopre questo blocco monolitico che qualcuno ci vuol far credere. Poco importa se si scoprono persone che capiscono e vivono la complessità di una società che sanno in vorticosa evoluzione. Persone che ancora hanno il coraggio della vergogna. A destra, a sinistra, al centro. Poco importa. La strada semplice, prima di tutto.

La scorciatoia dialettica e lessicale. Che fa di ogni fenomeno, un´emergenza. Che fa di ogni legge, un manifesto. E di ogni dibattito, una campagna elettorale. Di ogni convegno, un comizio. Che fa di ogni battuta, una necessaria provocazione. Di ogni confronto d´idee, una guerra valoriale.

Esercito del bene contro quello del male. Armate le menti per andare in prima linea. Battaglia. Trincea. Assalto all´arma bianca. È frenesia. Faccia cattiva, mi raccomando. L'urlo che copre le voci, la propaganda anche quando non serve. Elementarietà, appunto. Per parlare a tutti. Che poi significa non parlare a nessuno. Parlare alla pancia del paese. La nostra gente. Mai al cuore.

Figuriamoci al cervello. È questa l´unica strada. Così sembra. Così dicono. Così ripetono fino alla nausea.

Senza convincerci, purtroppo. Anzi, per fortuna.

10 maggio 2009


Pubblicato il 13/5/2009 alle 14.0 nella rubrica Diario.

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