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Adriano Sofri assolve gli assassini del commissario Calabresi

Il commissario Calabresi fu ucciso da coloro che, non credendo più nella giustizia, “confidando sul sentimento proprio”, vollero “vendicare le vittima di una violenza torbida e cieca”. Come questi signori nella fotografia  qui sotto , ripresi intenti a " vendicare" .



Bel modo, quello di Sofri , di assolvere una generazione di " vendicatori " senza neppure provare a  ripensare in qualche modo ai guasti causati da troppa " vendetta " sparsa a piene mani  con la P38 , nei " favolosi " anni '70 .

Ma fin qui tra virgolette, nulla di male. Ammettiamo che qualcuno, ora e oggi  si senta manlevato dalle parole del nostro " eroe" a " 
vendicare le vittima di una violenza torbida e cieca " ?

Sono nauseato dalle parole di Sofri, che non esprimono non solo alcun pentimento , ma neppure alcuna rielaborazione critica e penso ai molti potenziali volonterosi " vendicatori " e alla formidabile manleva fornita dalla " vittima" Sofri .

Sono nauseato da un'intera generazione di "cattivi maestri", bravissimi a ricordare le colpe altrui, rinfacciando invece alle proprie controparti  colpe storiche che risalgono a sessant'anni or sono, quando invece farebbero bene a pensare ai loro scheletri nell'armadio  ben più recenti , non parte della storia ma della cronaca . Non colpe dei padri  ricadute sui figli, ma colpe dirette .

Sono nauseato da chi confonde l'antifascismo e l'anticomunismo, ritenuti per decenni la medesima cosa o quasi . E sono nauseato da chi, oggi, si assolve autoreferenzialmente .

E sono nauseato da chi , nella nostra parte politica, presta il fianco alle autoassoluzioni .

Pike

Pubblicato il 17/9/2008 alle 8.30 nella rubrica Diario.

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