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Olimpiadi: Gasparri e Meloni rilanciano il boicottaggio, ma Fini e Frattini frenano

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«Dagli atleti azzurri serve un gesto forte ed in questo senso anche disertare l'inaugurazione sarebbe un segnale importante da dare, visto che il problema dei diritti in Cina sembra ormai caduto nel dimenticatoio». Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, conferma e rilancia all'agenzia Ansa l'appello del suo collega di partito, il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, che ha chiesto agli atleti di schierarsi in difesa dei diritti umani. 

«Ognuno - ha spiegato la Meloni - ha una responsabilità e tutti quelli che rappresentano l'Italia, compresi gli atleti, sono lì in rappresentanza di una democrazia che si basa su dei valori fondanti». «Il presupposto di questi Giochi - ha sottolineato il ministro di An - era proprio quello di cercare di chiedere con maggiore forza alla Cina passi avanti in materia di diritti umani e civili». Invece, ha aggiunto, «non si è mosso nulla ed anzi il problema sembra del tutto dimenticato».

Pensando a come gli atleti debbano dimostrare il loro dissenso verso il regime cinese, la Meloni ritiene lecito scegliere la forma che si ritiene più opportuna, compresa quella di gesti forti, come, ad esempio «disertare la cerimonia di inaugurazione dei Giochi». Di diverso avviso il ministro per le Riforme Umberto Bossi: «Mi sembra un pò ipocrita che uno vada là, per poi manifestare dissenso», mentre anche il presidente della Camera e leader di An, Gianranco Fini, si affretta a definire le Olimpiadi «
una festa di fratellanza dei popoli e l'esperienza dimostra che ogni qualvolta si è ricorso al boicottaggio non si è raggiunto l'obiettivo che ci si prefiggeva». 




Il ministro degli Esteri Franco Frattini, che rappresenterà il Governo italiano nella cerimonia inaugurale di Pechino, ha precisato che «gli atleti sfileranno regolarmente». «Su questi temi - ha spiegato Frattini - non c'è una posizione comune del Governo. Io posso dire di aver accolto positivamente l'invito del presidente Berlusconi a rappresentare il governo a Pechino. Una presenza che condivido pienamente. Non esiste quindi - chiarisce ancora il ministro -
l'ipotesi che il governo sia in tribuna mentre in pista non ci siano gli atleti».

Un appello per la pace e il rispetto dei diritti civili risuonerà, in Italia, da Assisi proprio nel giorno in cui si aprono i giochi olimpici. Promotori della giornata di riflessione sui diritti umani e le Olimpiadi come "strumento di pace per le nazioni nel mondo e per il Tibet" i Radicali, insieme all'amministrazione comunale della cittadina umbra, all'Anci e all'Arci regionali. L'iniziativa è stata presentata stamane nella sede del partito Radicale dal leader Marco Pannella, da Rita Bernardini, radicale e deputata del Pd, Bruno Mellano, presidente nazionale dei Radicali italiani, Lucio Malan, senatore del Pdl e vice presidente dell'intergruppo parlamentare per il Tibet, e dal sindaco di Assisi Claudio Ricci. La giornata inizierà alle 11 con un seminario sui diritti civili e sulla libertà di religione; a seguire, in Piazza del Comune, interventi sul Tibet e uno spettacolo con musiche e danze dei monaci tibetani. Il sindaco di Assisi ha poi spiegato che la manifestazione si concluderà alle 14, nel minuto esatto in cui si apriranno i Giochi con i rintocchi della campana delle Laudi della Torre del Popolo. «Poco prima delle 14 farò un gesto simbolico, che non rivelo - ha detto il sindaco di Assisi - per invitare a concludere i Giochi con un fatto storico: la prima stretta di mano tra autorità cinesi e popolo tibetano».
 

Pubblicato il 6/8/2008 alle 16.42 nella rubrica Diario.

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