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Reconquista (la guerra è la continuazione della politica) . Politica femminile. Parte seconda

 


Il piccolo convoglio arrivò alla grande piazza medioevale.

I due mondi si fronteggiavano dai due lati , divisi da una striscia bianca. Lo spazio vuoto era silenzioso come un cimitero, e gli edifici sembravano colombari. Unica nota diversa, in un lato un cumulo di macerie affumicate spiccava come lo spazio di un dente caduto.

I veicoli si fermarono a ridosso della striscia bianca.

“Bene. D'ora in poi siete sotto la mia responsabilità. Dovete obbedire ai miei ordini quando riguardano la vostra sicurezza. E non dovete allontanarvi dalla scorta”.

“Questo limita la nostra possibilità di osservazione!”

Abbaiò la vecchia.

Chiariamo una cosa, signore.

Se vi allontanate e il nemico vi rapisce, io non vi vengo a cercare.

Spiegò il sergente.

Le due donne tacquero.

“Obbiettivamente , però, non credo che dobbiate preoccuparvi di questo. A loro, voi servite vive e libere, non prigioniere e silenziose.”

Le jeep corazzate ripartirono.

Si fermarono vicino alle macerie.

Scesero tutti , e due sentinelle si piazzarono a guardia dei veicoli.

“Che cosa è successo a questo palazzo?”

“Questo era l'unico edifico con una visuale diretta su quella strada.” il sergente la indicò “

Il nemico ci aveva piazzato dei cecchini che sparavano sui civili che l'attraversavano. È stata distrutta da una cannonata”

“Conosciamo l'avvenimento. È quando sono morti quelle donne e quei bambini. E so anche che nessuno di voi è stato perseguito per questo crimine.”

Crimine?”

“Le donne e i bambini uccisi dalla vostra cannonata”

“Noi abbiamo sparato ai cecchini che tiravano sulla nostra gente. Se nella casa c'erano anche dei nemici disarmati, e sono rimasti stecchiti insieme ai cecchini, ebbene, non è un nostro problema .

Le signore rimasero profondamente offese. Quel bruto ignorante non voleva capire.

Una piccola folla di spettri di stoffa cominciò a emergere dai vicoli.

La commissione e la scorta si inoltrarono nel vicolo.

.....

Le signore della commissione interagivano con le incubatrici del nemico e tutto filava in pace e accordo. Il sergente era leggermente discosto, in atteggiamento rilassato.

Un leggero urto sul braccio. Un piccolo involto rotolò a terra.

Il sergente lo fissò, improvvisamente allarmato.

La cosa era molto piccola, troppo piccola per essere un qualcosa di pericoloso.

Lentamente diresse lo sguardo verso la direzione da cui era venuta l'oggetto.

Incrociò due occhi febbrili su un viso olivastro. La donna aveva aperto una imposta il minimo possibile per poter essere vista in faccia. L'espressione era di puro terrore.

Il sergente la fissò. Poi guardò il pacchetto. Si abbassò lentamente sulle ginocchia per prenderlo. Al gesto , la donna cominciò a annuire furiosamente

“SI!SI!” Fece scuotendo la testa.

Il sergente lo prese. Era un sassolino avvolto nella carta. Svolse il pezzo di carta. Sul foglietto, scritta con una grafia infantile, una sola parola:

“ AGIUTO”.

Uno strillo e uno schianto. Il volto della donna era sparito.

Il sergente decise in fretta.

“ALLAAARME! METTETEVI IN DIFESA DELLE CIVILI!”Ruggì.

“LEI! VENGA COME ME!” Ordinò alla carampana.

“Ma come si permette! Cosa succede...” iniziò a blaterare l'interessata, ma Il sergente la trascinò all'ingresso della casa dove aveva visto la donna, senza badare alle sue proteste.

Cominciò a battere sulla porta col pugno.

“Cosa sta facendo ? È violazione di domicilio, lei non può”

“SILENZIO! APRITE O SFONDO! APRITE!”

La porta fu aperta da un fantasma nero. Il sergente la scostò brutalmente e entrò, tirandosi dietro la riluttante paladina dei diritti umani , stranamente silenziosa. Si diresse verso la stanza della finestra.

Avvicinandosi, si sentì un urlo acutissimo. Il sergente entrò nella stanza come un ariete. Sul pavimento, una donna stesa a terra stava cercando di proteggersi la testa con le mani , mentre un'altra donna in piedi la colpiva con un bastone. Il sergente avanzò e gli tolse il bastone di mano. La donna disarmata strillò e si allontanò da lui, coprendosi il viso. La donna a terra scoppiò a piangere e strisciò per raggiungerlo. Il sergente aiutò la donna a alzarsi tenendo d'occhio l'altra. Poi la guardò. Era la stessa persona che gli aveva lanciato il messaggio.

“Lei mi ha chiamato. Vuole aiuto? Aiuto?”

Chiese l'uomo.

“Si!Si!” rispose. “portare io via qua” articolò faticosamente nella lingua del soldato.

“Andiamo.”

“Fighlia! Prendere devo fighlia!”

“Bene! Prendiamola!”

il sergente e la carampana seguirono la donna in un'altra stanza dove c'erano dei bambini sotto i dieci anni. Una bambina sui due anni sorrise alla donna, che la prese in braccio freneticamente. Uscirono alla svelta dalla casa. Di fuori , i soldati circondavano l'altra donna. Tutti gli spettri di stoffa erano spariti.

“Filiamo alla svelta! Tra un po' pioverà merda in senso letterale!”

Ululò il sergente.

“Ma che succ.”iniziò l'altra zoccola.

“SILENZIO! CORRERE!”

L'interruppe il sergente

Cominciarono a trottare. Il sergente proteggeva la donna con la bambina circondandole le spalle col braccio, mentre muoveva la testa di qua e di là , controllando l'ambiente.

Le donne della commissione rimasero subito indietro, e un soldato iniziò a prenderle a calci nel sedere , per stimolarle.

Questa cura brutale ebbe i suoi effetti benefici. La commissione accelerò.

Erano quasi usciti dal quartiere quando cominciarono a piovere oggetti dalle finestre.

A tempo di record, il gruppo arrivò ai mezzi. Le guardie rimasero basite da tanta fretta, ma si ammucchiarono con gli altri nelle jeep corazzate.

“Torniamo alla base! Alla svelta!”

Ordinò il sergente all'autista. Mentre la jeep partiva , una bomba molotov si frantumò a qualche metro di distanza.

Gli autoveicoli percorsero la piazza di furia e si fermarono oltre il presidio.

“Che diavolo è successo?” chiese esterrefatto l'ufficiale di servizio.

“Una diserzione. Credo ci sarà una rivolta.”

........

L'interprete e il medico erano di fronte alla commissione e al generale. Il sergente assisteva al rapporto .

Iniziò il medico:

"La donna presenta varie fratture rinsaldate , la maggior parte sulle braccia, apparentemente ferite da difesa, , alcune alla cassa toracica, una allo zigomo. inoltre presenta lividi recenti sempre sulle braccia.

Dalla mia analisi, è stata ripetutamente picchiata con un corpo contundente, ma non con forza eccessiva.

L'esame osseo conferma un'età tra i sedici e i venti anni.

Un certo stato di sotto nutrizione, ma non grave.

La bambina presenta anch'essa vari lividi distribuiti sul corpo. L'analisi del DNA conferma che sono madre e figlia. Stesso stato di sotto nutrizione”

Poi cominciò l'interprete:

"La donna afferma di essere emigrata circa quattro anni e mezzo fa, come terza moglie di un residente locale. Non conosceva suo marito prima di venire qua, e dice di essere stata “venduta” , ha usato proprio questa parola, dalla sua famiglia. La donna afferma di avere attualmente 18 anni.

Secondo lei, Il marito era sui 50/60. E' rimasta incinta circa dieci mesi dopo il matrimonio. È stata costretta a abortire perché il primo figlio era una femmina. Quando è rimasta di nuovo incinta, non ha avuto accesso a esami preparto a causa della guerra. Il marito è stato ucciso poco prima della liberazione della città. Allora è stata costretta a sposare il fratello del marito. Da allora la prima moglie del nuovo marito, che era sterile, ha cominciato a maltrattarla. Le altre mogli non l'aiutavano perché era la favorita del primo marito.

Le situazione è diventata insostenibile da due mesi. In pratica veniva picchiata ogni giorno, e adesso veniva picchiata anche la figlia. Quando gli altoparlanti hanno diffuso la notizia dell'arrivo della commissione, ha deciso di fuggire.”

Dopo queste parole, scese il silenzio.

Il sergente e il generale comprendevano in quale abisso di disperazione fosse caduta quella donna, per consegnarsi a dei nemici che gli erano stati dipinti come dei demoni.

Rimasero quindi esterrefatti quando la vecchia carampana aprì la bocca:

“Questo incidente ha interrotto la nostra ispezione.”

il generale, con uno sguardo eloquente, fece allontanare l'interprete e il medico.

Le due donne e i due uomini rimasero soli.

“Scusi, cosa vuole dire?” chiese sorpreso il generale.

“Sta dicendo che dobbiamo tornare nel ghetto.” affermò la meno vecchia.

“Ma adesso è come un formicaio impazzito. È pericoloso.” rispose il generale.

“Non possiamo essere certe che questo incidente non sia stato fabbricato per impedirci di scoprire la verità.” riprese la vecchia.

Fabbricato?” mormorò il generale,

Il sergente si guardava le unghie con indifferenza. A differenza del generale, conosceva quel tipo di personaggi.

“Dobbiamo riprendere la nostra ispezione” sentenziò la meno vecchia.

“è impossibile! Nessuno può entrare la dentro! È troppo pericoloso”

“Lei ha il dovere di rendere l'ispezione possibile! Se lei non lo fa , abbiamo la certezza che ci sta nascondendo qualcosa!” Abbaiò la vecchia.

“Non è solo la questione di quello che voglio io. Se il nemico è in agitazione , e adesso SONO in agitazione, non posso rischiare la vita dei miei uomini mandandoli in quel labirinto!”

“E allora faccia un gesto distensivo.” affermò la giovane.

“Quale?” chiese il generale.

“Gli rimandi indietro quella donna.” disse la vecchia.

Gli occhi del generale si allargarono come due piattini.

Cosa?

Così ci dimostrerà che non è stato un incidente pilotato

sentenzio la carampana.

“Un incidente pilotato? Ma non è la prima! Fino a 6 mesi fa , ne disertavano in media una ogni tre giorni!”

Esclamò il generale.

“Vuol dire che non esistono più donne scontente.”

Rispose la meno vecchia.

Il generale cominciava a credere di impazzire.

“Un momento.... voi volete che gli ridia quella donna dopo che si è messa sotto la nostra protezione? Ma immaginate che cosa gli può capitare?

Chiese incredulo il generale.

“Faremo in modo di assicuragli le migliori garanzie possibili.”

Disse con fare tronfio la vecchia.

“Beh, è comprensibile.” intervenne pacatamente il sergente.

“Quando si dice di amare l'UMANITà molto astrattamente e in generale, le singole persone diventano sacrificabili.... soprattutto quando rappresentano una realtà che non corrisponde ai propri schemi, no?”

Commentò fissando in faccia la commissione.

La meno vecchia si morse il labbro inferiore, l'altra iniziò:

LEI NON VUOLE CAPIRE!”

A me non interessa capire. L'unica cosa che vedo è che sareste disposte a lasciare che uccidessero quella donna per farvi una bella gitarella turistica.

E un'altra cosa, io so benissimo chi è lei. E lei sicuramente si ricorderà che c'era un sacco di gente che voleva fargli la pelle in questo paese. Io ero uno di quelli.”

La vecchia carampana sbiancò. Cominciò a sudare, e l'odore della paura si diffuse nell'ufficio.

Il generale voltò la testa, fissando severamente il sergente. Ma strizzò l'occhio del lato che le due zoccole non potevano vedere.

“Sergente, Basta così!”

Intimò.

Poi si voltò di nuovo verso la commissione.

“Signore, la situazione è questa.

La ciste è in agitazione.

Molto probabilmente, ci sarà una rivolta.

IO NON VOGLIO rischiare la vita dei miei uomini per accompagnarvi nella zona.

E NON HO NESSUNA intenzione di consegnare la donna che ha disertato per calmare gli animi dei nemici.

SE , e sottolineo SE, volete entrare nella ciste nelle attuali condizioni , lo farete DA SOLE senza protezione e accompagnatori.

Farò preparare immediatamente un atto liberatorio che firmerete.”

Le due donne si alzarono e uscirono dall'ufficio. La vecchia lanciava occhiate timorose al sergente e sembrava che si dovesse orinare addosso dal terrore.

Rimasti soli il generale guardò il sergente.

“Ma davvero volevi seccarla?”

“Se me lo ordini , Carletto, lo faccio immantinente.”

“Ti vieto di farlo”

“Sei un vero guastafeste.”

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I primi quattro capitoli di " Reconquista " sono pubblicati nella rubrica: top post

Pubblicato il 12/7/2008 alle 9.0 nella rubrica TOP POST!.

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