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24 settembre 2008

IL FASCISTA ALBERTO MORAVIA - il testo di una lettera di Alberto Moravia indirizzata a Benito Mussolini


Moravia m'ha sempre annoiato, ho trovato i suoi romanzi presuntuosi e malsani ,  ma questo è un mio giudizio estetico  non morale o politico . Moravia viene oggi considerato uno dei grandi romanzieri  del '900 italiano, sebbene i due grandi scrittori italiani che in termini di vendite e di interesse del pubblico , specie internazionale, sarebbero da considerare al vertice della narrativa  italiana ,  dovrebbero essere  Curzio Malaparte Giuseppe Tomasi di Lampedusa , che però ebbero il grave limite di non  essere organici al PCI , che decideva quali romanzi andavano pubblicati e quali no, e quali andavano promozionati e quali no.

Colpisce nelle biografie di  Alberto Moravia, la sovraesposizione di una parentela lontana con i fratelli Rosselli e per contro la sottoesposizione della parentela diretta con lo zio  
Augusto De Marsanich, fratello della madre di Moravia, deputato fascista, dirigente sindacale durante il ventennio , importante esponente  della R.S.I. e poi cofondatore del M.S.I. di cui peraltro fu Presidente dal 1950 al 1954 . Deputato e successivamente Senatore della Repubblica Italiana, nelle liste del M.S.I.   dal 1953 sino alla morte, avvenuta nel 1973 .

Fatta questa premessa, è interessante riportare una missiva di Alberto Moravia a Benito Mussolini :

" DUCE , mi è stato ufficialmente comunicato di interrompere la mia attività professionale nei periodici di cui sono collaboratore.

Non so a quale fatto specifico si debba questo provvedimento a mio danno.

Da quando Voi, o DUCE , nel 1938 mi avete autorizzato a riprendere la mia attività professionale, ho la coscienza di non aver scritto nè pubblicato cosa alcuna che potesse dispiacerVi .

In questi ultimi tempi, ho abbandonato molti degli elementi che costituivano la mia prima letteratura.

La stessa critica l'ha ampiamente riconosciuto a proposito del mio ultimo libro I SOGNI DEL PIGRO . mi permetto perciò , rivolgerVi DUCE la preghiera di potere riprendere la mia attività giornalistica dalla quale io traggo i mezzi per vivere: anche perchè tra poche settimane mi sposo e mi preparo a assumere resposabilità, , alle quali, in queste condizioni, non posso andare incontro con animo sereno.

Devotamente.

Alberto Moravia
  

Roma, 7 marzo 1941 anno XXIX Era Fascista

Colpisce della missiva di Moravia l'italianissimo " tiengo famiglia " , il tono servile del " devotamente " .

Mi chiedo dove fossero, Sibilla Aleramo, Ignazio Silone, Vasco Pratolini, Elio Vittorini , Italo Calvino, e molti altri , durante il ventennio fascista.

Mi chiedo se , molti intellettuali italiani , non abbiano trovato un modo migliore per camuffare il loro passato fascista di divenire intellettuali organici al PCI , che immagino avrà chiesto per contro a una ripulitura del passato fascista  , un atteggiamento altrettanto servile a quello avuto nei confronti del padrone precedente.

Mi chiedo talvolta se i codificatori dell'antifascismo militante , non siano stati essi stessi per conformismo o per avere dei vantaggi economici*  ,  fascisti .

Certo che l'arroganza, un certo atteggiamento dogmatico , l'illiberalità ed il conformismo di tanti intellettuali comunisti  ha un sapore    fascista.

Ad avvalorare la tesi di una conversione  in massa degli intellettuali italiani nel dopoguerra*, contribuisce l'attenzione del Regime a formare una classe dirigente/intellettuale fascista.L'attenzione del Regime verso la cultura, l'architettura e il cinema e le arti in genere. Piaccia o no mentre nella Germania nazista si bruciavano i libri, in Italia Giuseppe Bottai , Ministro della Cultura Popolare, incoraggiava e proteggeva  giovani intellettuali spesso garantendo per qualche eresia o per qualche articolo sopra le righe .

Mi pare quindi davvero strano che la classe intellettuale italiana del dopoguerra , formatasi durante e dentro il fascismo , posto che il regime fu molto attento agli intellettuali , cui riservava molto interesse ( e molto denaro ) oltre a  prebende varie   , non abbia ne assorbito nulla di fascista ne partecipato più o meno attivamente al fascismo .

Nulla di meglio, per Togliatti & C. di arruolare  yesman già rodati nel ventennio e oltretutto ricattabili per il passato in camicia nera , per garantirsi  manleve intellettuali a costo  zero  e uno zoccolo duro di intellettuali comunisti pronti a ululare alla luna dell'antifascismo e costantemente sotto scacco dal PCI , quindi scarsamente inclini a pericolosi deviazionismi  ideologici .

Certo ricordiamo tutti il feroce fuoco di sbarramento che venne riservato all'anticonformista Renzo de Felice, già comunista anch'egli  che però non avendo un passato in camicia nera , non era ricattabile.

Tutt'oggi i nipotini degli intellettuali comunisti del dopoguerra , sebbene si riempiano la bocca di termini come libertà e democrazia, paiono scarsamente democratici. Provate a lasciare un commento che non sia " fedele alla linea " in un blog di sinistra o peggio dichiaratamente comunista
 e ne avrete la prova  provata in men che non si dica .

Ora, il caso di Moravia , nipote di un fondatore del M.S.I. , autore di una missiva indirizzata al " buonanima" che, si può presumere sia arrivata a destinazione anche grazie al potente zio , farebbe defalcare parecchio dell'antifascismo cui è accreditato il nipote Alberto. Che giova dirlo, viene presentato come un perseguitato del Regime, quando invece con il Regime, senza magari esserne un fiancheggiatore dei più attivi, il nostro Alberto Pincherle in arte Moravia ha fatto un pezzo di strada arrivando ad essere piuttosto noto già durante il ventennio , arrivando a chiedere direttamente a Mussolini la fine dell'ostracismo editoriale nei suoi confronti.  Ostracismo che  più che derivare da un presunto antifascismo. era conseguenza di uno stile letterario troppo borghese e malsano, per i canoni "staraciani" allora imperanti .

Invece no. Invece fino ad oggi , la lettera di Alberto Moravia a Benito Mussolini, la parentela con De Marsanich erano  sconosciute ai più .

Moravia è un uomo simbolo della sinistra. Chissà quanti personaggi più o meno minori, per rifarsi un integrità " morale " o semplicemente per conformismo hanno codificato le linee guida del PCI del dopoguerra, creando la mitopoetica di cui, ancora oggi, si nutre la sinistra.   

Con una battuta mordace ,  Leo Longanesi diceva che " I fascisti si dividono in due categorie: fascisti e antifascisti " . Breve efficace tagliente e  quanto mai d'attualità.

Pike




* : Benito Mussolini definiva gli intellettuali " canguri dalle grandi tasche "  alludendo alle loro continue richieste di denaro . Si noti come un dittatore possa avere senso dell'umorismo .


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permalink | inviato da Pike il 24/9/2008 alle 8:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa


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