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30 settembre 2008

Daniela Santanchè e cuore

 

Mi verrà perdonata la citazione di "Cuore" ma , santo cielo, ci sta tutta e leggendo capirete perchè :

Questa è l'immagine usata dalla nostra Danielona in campagna elettorale:



Ma confrontiamo le due Santanchè:versione uno :

"Berlusconi è ossessionato da me. Tanto non gliela do» - 
"Berlusconi fa parte del teatrino e il suo programma è inattuabile»
"Noi non dobbiamo andare all'estero per farci scusare "


Versione due :

«per non rimanere confinato in un'area di estremismo extra parlamentare di vago nostalgismo»
il partito dovrebbe «stringere alleanza e collaborare responsabilmente con la coalizione di centrodestra» al governo. Fra i suoi obiettivi «combattere senza indulgenza ogni forma di razzismo e di violenza», «
provare a recuperare alla democrazia quei giovani che ancora oggi si radunano sotto le bandiere di un sedicente e lugubre nazifascismo invece di giustificarli con argomenti più o meno ambigui» (sic !)

Credo che non si debba aggiungere altro.





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26 settembre 2008

AMARCORD ANNI ‘80 - Ualter Ueltrony non ci sono paragony

 

Ieri sera non ho acceso la televisione.

Stamattina mi dicono che sul secondo canale RAI c’è stato un inconsueto revival. Inconsueto , perché mi sembra strano che la RAI ospiti battute e comici targati reti Mediaset…

Comunque il comico in questione si esibiva nel mitico DRIVE IN degli anni ’80 producendosi in una parodia del PIPPO BAUDO… sebbene più largo e più corto …. E nonostante gli stessi capelli finti…

Ebbene , il comico , a un certo punto dopo varie mattane, iniziava a affermare il “CREDO DI PIPPO BAUDO” : Il tal personaggio? L’HO INVENTATO IOOO!!! (con una grassa accezione magniloquente e trionfale…)” continuando sempre più iperbolico…” la televisione ? L’HO INVENTATA IOOO!!! l’America? L’HO INVENTATA IOOO!!! la ruota? L’HO INVENTATA IOOO!!!” (le tre O e i tre punti esclamativi sono compresi nel brevetto) eccetera eccetera.

Il risultato era molto divertente , sebbene poco impegnato sui temi sociali.

E quindi, da quel che sento , quel comico ha rinverdito i suoi vecchi allori in RAI…

Come? Mi dite che non era una trasmissione comica? Anzi era un serissimo “Porta a Porta” sui problemi dell’Alitalia?

????

E che il battutista non era un comico dotato di licenza e patente, ma un serissimo Uolter Ueltrony che si attribuiva dei meriti nella “Facenna Alitaglia”?

E che in pratica diceva nello stesso modo :” Il problema Alitalia? L’HO RISOLTO IOOO!!!”

???

Che magari tra un cocktail e una tartina a niuiocche, Uolter ha fatto tempo a pipare un po’ di coccoina tagliata con nico & tina e funghetti allu & cinogeni?

Se il problema era tra sindacati e dirigenza , con governo da mediatore, come poteva Uolter fare qualcosa?

Se partiamo dall’ipotesi che Epifani sia un schiavo di Uolter e gli sia così caninamente affezionato da far fallire una trattativa del genere e poi obbedisca da buon levriero al ordine di mollare la presa, il discorso ha senso (ma sinceramente non credo che Uolter voglia far capire che il capo di uno dei più grandi sindacati gli obbedisca “perinde ac cadaver” anche contro l’interesse di quelli che forse rappresenta…), se invece la consideriamo una “boutade” possiamo anche credere che il presidente del maggior partito d’opposizione sia un comico e si creda un comico… magari teme che un certo grillo gli prenda il caldreghino…

Caposkaw


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24 settembre 2008

IL FASCISTA ALBERTO MORAVIA - il testo di una lettera di Alberto Moravia indirizzata a Benito Mussolini


Moravia m'ha sempre annoiato, ho trovato i suoi romanzi presuntuosi e malsani ,  ma questo è un mio giudizio estetico  non morale o politico . Moravia viene oggi considerato uno dei grandi romanzieri  del '900 italiano, sebbene i due grandi scrittori italiani che in termini di vendite e di interesse del pubblico , specie internazionale, sarebbero da considerare al vertice della narrativa  italiana ,  dovrebbero essere  Curzio Malaparte Giuseppe Tomasi di Lampedusa , che però ebbero il grave limite di non  essere organici al PCI , che decideva quali romanzi andavano pubblicati e quali no, e quali andavano promozionati e quali no.

Colpisce nelle biografie di  Alberto Moravia, la sovraesposizione di una parentela lontana con i fratelli Rosselli e per contro la sottoesposizione della parentela diretta con lo zio  
Augusto De Marsanich, fratello della madre di Moravia, deputato fascista, dirigente sindacale durante il ventennio , importante esponente  della R.S.I. e poi cofondatore del M.S.I. di cui peraltro fu Presidente dal 1950 al 1954 . Deputato e successivamente Senatore della Repubblica Italiana, nelle liste del M.S.I.   dal 1953 sino alla morte, avvenuta nel 1973 .

Fatta questa premessa, è interessante riportare una missiva di Alberto Moravia a Benito Mussolini :

" DUCE , mi è stato ufficialmente comunicato di interrompere la mia attività professionale nei periodici di cui sono collaboratore.

Non so a quale fatto specifico si debba questo provvedimento a mio danno.

Da quando Voi, o DUCE , nel 1938 mi avete autorizzato a riprendere la mia attività professionale, ho la coscienza di non aver scritto nè pubblicato cosa alcuna che potesse dispiacerVi .

In questi ultimi tempi, ho abbandonato molti degli elementi che costituivano la mia prima letteratura.

La stessa critica l'ha ampiamente riconosciuto a proposito del mio ultimo libro I SOGNI DEL PIGRO . mi permetto perciò , rivolgerVi DUCE la preghiera di potere riprendere la mia attività giornalistica dalla quale io traggo i mezzi per vivere: anche perchè tra poche settimane mi sposo e mi preparo a assumere resposabilità, , alle quali, in queste condizioni, non posso andare incontro con animo sereno.

Devotamente.

Alberto Moravia
  

Roma, 7 marzo 1941 anno XXIX Era Fascista

Colpisce della missiva di Moravia l'italianissimo " tiengo famiglia " , il tono servile del " devotamente " .

Mi chiedo dove fossero, Sibilla Aleramo, Ignazio Silone, Vasco Pratolini, Elio Vittorini , Italo Calvino, e molti altri , durante il ventennio fascista.

Mi chiedo se , molti intellettuali italiani , non abbiano trovato un modo migliore per camuffare il loro passato fascista di divenire intellettuali organici al PCI , che immagino avrà chiesto per contro a una ripulitura del passato fascista  , un atteggiamento altrettanto servile a quello avuto nei confronti del padrone precedente.

Mi chiedo talvolta se i codificatori dell'antifascismo militante , non siano stati essi stessi per conformismo o per avere dei vantaggi economici*  ,  fascisti .

Certo che l'arroganza, un certo atteggiamento dogmatico , l'illiberalità ed il conformismo di tanti intellettuali comunisti  ha un sapore    fascista.

Ad avvalorare la tesi di una conversione  in massa degli intellettuali italiani nel dopoguerra*, contribuisce l'attenzione del Regime a formare una classe dirigente/intellettuale fascista.L'attenzione del Regime verso la cultura, l'architettura e il cinema e le arti in genere. Piaccia o no mentre nella Germania nazista si bruciavano i libri, in Italia Giuseppe Bottai , Ministro della Cultura Popolare, incoraggiava e proteggeva  giovani intellettuali spesso garantendo per qualche eresia o per qualche articolo sopra le righe .

Mi pare quindi davvero strano che la classe intellettuale italiana del dopoguerra , formatasi durante e dentro il fascismo , posto che il regime fu molto attento agli intellettuali , cui riservava molto interesse ( e molto denaro ) oltre a  prebende varie   , non abbia ne assorbito nulla di fascista ne partecipato più o meno attivamente al fascismo .

Nulla di meglio, per Togliatti & C. di arruolare  yesman già rodati nel ventennio e oltretutto ricattabili per il passato in camicia nera , per garantirsi  manleve intellettuali a costo  zero  e uno zoccolo duro di intellettuali comunisti pronti a ululare alla luna dell'antifascismo e costantemente sotto scacco dal PCI , quindi scarsamente inclini a pericolosi deviazionismi  ideologici .

Certo ricordiamo tutti il feroce fuoco di sbarramento che venne riservato all'anticonformista Renzo de Felice, già comunista anch'egli  che però non avendo un passato in camicia nera , non era ricattabile.

Tutt'oggi i nipotini degli intellettuali comunisti del dopoguerra , sebbene si riempiano la bocca di termini come libertà e democrazia, paiono scarsamente democratici. Provate a lasciare un commento che non sia " fedele alla linea " in un blog di sinistra o peggio dichiaratamente comunista
 e ne avrete la prova  provata in men che non si dica .

Ora, il caso di Moravia , nipote di un fondatore del M.S.I. , autore di una missiva indirizzata al " buonanima" che, si può presumere sia arrivata a destinazione anche grazie al potente zio , farebbe defalcare parecchio dell'antifascismo cui è accreditato il nipote Alberto. Che giova dirlo, viene presentato come un perseguitato del Regime, quando invece con il Regime, senza magari esserne un fiancheggiatore dei più attivi, il nostro Alberto Pincherle in arte Moravia ha fatto un pezzo di strada arrivando ad essere piuttosto noto già durante il ventennio , arrivando a chiedere direttamente a Mussolini la fine dell'ostracismo editoriale nei suoi confronti.  Ostracismo che  più che derivare da un presunto antifascismo. era conseguenza di uno stile letterario troppo borghese e malsano, per i canoni "staraciani" allora imperanti .

Invece no. Invece fino ad oggi , la lettera di Alberto Moravia a Benito Mussolini, la parentela con De Marsanich erano  sconosciute ai più .

Moravia è un uomo simbolo della sinistra. Chissà quanti personaggi più o meno minori, per rifarsi un integrità " morale " o semplicemente per conformismo hanno codificato le linee guida del PCI del dopoguerra, creando la mitopoetica di cui, ancora oggi, si nutre la sinistra.   

Con una battuta mordace ,  Leo Longanesi diceva che " I fascisti si dividono in due categorie: fascisti e antifascisti " . Breve efficace tagliente e  quanto mai d'attualità.

Pike




* : Benito Mussolini definiva gli intellettuali " canguri dalle grandi tasche "  alludendo alle loro continue richieste di denaro . Si noti come un dittatore possa avere senso dell'umorismo .


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23 settembre 2008

militanti de " La Destra" presi a sprangate nell'indifferenza dei media

 Palermo, aggrediti e sprangati militanti de La Destra. Il silenzio della stampa .

PALERMO - In nottata, intorno alle 3, quattro giovani iscritti a La Destra sarebbero stati aggrediti in via Carducci, a Palermo, da una trentina di persone. Secondo l’ex consigliere provinciale Salvo Coppolino, che ne dà notizia in un comunicato, gli aggressori sarebbero frequentatori di centri sociali di sinistra. Alla questura, finora, non risulta alcuna denuncia. Secondo Coppolino “qualcuno aveva il viso travisato da caschi e passamontagna, mentre tutti erano armati di bastoni e catene. È stato un vero e proprio agguato - dice in una nota -: uno dei ragazzi aggrediti e stato ricoverato in ospedale,
una ragazza è stata colpita più volte in testa con un bastone”.

Fin qui nulla di strano; tra estremisti di opposti schieramenti è normale che non corra buon sangue e che ci scappino le busse, se capita .

Piuttosto è molto strano che i media, di destra come di sinistra, non facciano ne un ai ne un bai alla notizia  quando a parti invertite , se militanti di destra avessero aggredito militanti di sinistra, sentiremmo dire da eminentissimi giornalisti  come minimo che " Nel nostro paese si sta alzando una cappa di violenza di stampo neofascista " quando non si starebbe paventando un " nuovo regime" .

Nella sottoesposizione di questo episodio c'entra l'assenza di un apparato propagandistico paragonabile a quello di sinistra, ma c'entra anche la minore frignosità dell'ambiente destrorso meno incline a we-weare  sulle spalle di comprensivi giornalisti amici . Da immagini come questa si nota la minore propensione al frignio ..

Di certo la notizia non è stata sottoesposta, non è stata esposta, punto e a capo . Come d'altronde molte altre aggressioni subite da ragazzi di Azione Giovani non sono finite ne sulla carta stampata ne in TV .

Non tranquillizza poi la notizia , circolata nei giorni scorsi , che il noto sito web Indymedia , starebbe provvedendo su un "area riservata" a fare una sorta di schedatura dei militanti della destra radicale e dintorni . Magari è una leggenda, ma certamente non aiuta a rasserenare gli animi.




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19 settembre 2008

AEROFLOT/ALITALIA

 .

L'economia non è il mio campo. Di economia il sottoscritto conosce la regola basilare :

non spendere più di quanto si guadagna.

Una cosa abbastanza evidente.

Quello che è successo all'Alitalia mi sembra essenzialmente una mossa politica.

I sindacati, obbedendo agli ordini dei loro padroni politici , hanno fatto fallire le trattative semplicemente per far fare brutta figura all'odiato governo.

Alchè, sembra che non abbiano capito un'altra cosa ovvia: quando una ditta fallisce, i dipendenti sono licenziati e non hanno più bisogno di un sindacato....

C'è da dire che chi ha bisogno di qualcuno che pensa per lui , o che fa finta di pensare , troverà sempre qualcuno a cui mettersi a rimorchio.... sempre per evitare di pensare (ragionare stanca...)

Sinceramente, sono veramente curioso di vedere che cosa succederà a quelli che a Milano hanno festeggiato il fallimento della trattativa... se troveranno un qualsiasi impiego produttivo o se andranno a chiedere la carità per strada o fare le marchette (sempre per strada...) .

Quelli che prima starnazzavano di evitare licenziamenti, hanno fatto di tutto perchè il governo non risolvesse la situazione. Adesso ci saranno un sacco di persone piuttosto privilegiate che si ritroveranno senza un impiego. Sicuramente chiederanno al governo di fare fronte alle loro esigenze ...

il sottoscritto , in questo caso, le cose le farebbe alla maniera americana.

Cioè , cazzi tuoi.

O ti ti trovi un lavoro, o ti butto fuori di casa , se non paghi l'affitto. Non ti faccio credito nemmeno per un panino, se hai fame.

Ovvero seguire alla lettera il primo articolo della costituzione della defunta U.R.S.S.:CHI NON LAVORA NON MANGIA! (il punto esclamativo non è una mia invenzione. Era scritto proprio così).

C'è anche da dire che nessuno assume dei rognosi. Nessuno ha bisogno di persone che non lavorano e si lamentano. Poi essere licenziato da una azienda , assunto e poi rilicenziato da un'altra , ma alla fine si viene a sapere e poi, nessuno vuole avere a che fare con te....

Questa è una regola economica e di vita, che nel nostro paese afflitto dal pietismo cattolicante e dall'ottusità socialista era elusa in vari modi...

Questa è una delle occasioni che abbiamo per rimettere le cose a posto.

Certo, sarà doloroso (per loro).

Ci sarà qualcuno che si darà fuoco (ed effettivamente , per gente così non sprecherei nemmeno uno scaracchio per spegnere le fiamme...)

Ma , non si può pensare di tirare fuori 20 palanche da un portafoglio vuoto, come non si può pensare di far ragionare un comunista senza affamarlo (mi sembra che questo sia un metodo usato per domare i cavalli selvaggi....)

Caposkaw


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