CaffeNero | Il Cannocchiale blog
.

  CaffeNero [ Meta blog delle Destre e non solo... ]
         









NOTE LEGALI. L’autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti dai lettori. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all’autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo spazio non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore dello spazio
che provvederà alla loro pronta rimozione."


Blog\Autori;

Politiche Giovanili:

- kinasafronte
 
www.Made_in_Italy.ilcannocchiale.it

- Simone 
www.simoneinarcadia.altervista.org

Controstoria e Revisionismo:

- Pike

- Caposkaw

Politica Attuale:

- mauromauro



Blog aderenti:

www.colognoinazione.ilcannocchiale.it 
www.forza_e_onore.ilcannocchiale.it
www.ercolinamilanesi.com




31 luglio 2008

La recensione : Dark blue world un film di Jan Svoràk

 

Dark blue world è una robusto film di guerra girato nella repubblica Ceca nel 2001.

il regista è Jan Svòràk e i due principali interpreti sono Ondrej Vetchý (František Sláma) e Krystof Hádek (Karel Vojtisek).

È la storia di un'amicizia virile nella seconda guerra mondiale. I due protagonisti sono uno istruttore di volo dell'aviazione cecoslovacca (František Sláma) e l'altro un suo allievo pilota (Karel Vojtisek) all'inizio della seconda guerra mondiale. Il film gira su due line temporali (seconda guerra mondianle e anni cinquanta) che si intersecano mediante Flashback.

L'indipendenza della Cecoslovacchia fu sacrificata dalle potenze occidentali ( Francia e Inghilterra)

a Hitler nel 1938 per diminuirne l'appetito (una vera genialata, come si può capire...).

L'unico reale risultato fu di far scoppiare la guerra nel 1939 e non nel 1938 (così la Germania Nazista ebbe un altro anno di tempo per prepararsi....)

I due personaggi non accettano di arrendersi ai nazi senza combattere, e espatriano per potersi unire ai futuri avversari della Germania. František, in particolare, lascia la fidanzata (e gli affida il cane).

Quando inizia la guerra mondiale , i due amici combattono inseriti nell'aviazione polacca, poi nell'aviazione francese, arrivando alla fine alla R.A.F (Royal Air Force).


Il film romanza un fatto reale. Moltissimi soldati dell'Europa occupata proseguirono la lotta contro il nazismo nelle forze armate britanniche (che fino al 1941, fu l'unica nazione che combatteva contro l'asse.) Per parlare dei cecoslovacchi, nella sola RAF ne combatterono 2422, e molti piloti abbatterono più di 5 aerei nemici, diventando assi.

In questa organizzazione, i due amici ritrovano altri compatrioti, ma anche a causa della lingua e dei tipi di aeroplani (e dell'ottusa burocrazia albionica) , non diventano operativi prima di un lungo periodo di addestramento (dato che essi hanno combattuto da prima di ogni pilota inglese della RAF, è un evidente controsenso).

Nel prosieguo , due amici si innamorano della stessa donna, un semi vedova di un ufficiale della NAVY , ma lei preferisce, o meglio, cede al fascinodel più maturo Vetchý , piuttosto che al più giovane e ingenuo Hádek. Questo avvenimento provoca una tragica rottura dell'amicizia, e Vetchý accusa il suo fraterno amico di aver attentato alla sua vita in combattimento. Ma il giovane sacrifica la sua vita nel salvataggio del compagno abbattuto in mare, e Vetchý si ricrede del suo errore.

Contro ogni probabilità, il marito della donna inglese torna a casa ma invalido , e dignitosamente il pilota scompare dalla vita della moglie fedigrafa.

Finita la guerra , Vetchý torna a casa in Cecoslovacchia ,e trova la ex-fidanzata sposata con un figlio.... a giudicare dall'età del bambino, la donna non è stata ad aspettarlo neanche sei mesi .......

Non plus ultra, il bambino è affezzionato al cane che Vetchý aveva affidato alla donna, quindi il nostro eroe non ha il coraggio di portarglielo via....

ma la parte peggiore inizia adesso...

Dopo il 1948 , cioè dopo la presa del potere dei comunisti , tutti quelli che il nuovo regime considerava pericolosi, cioè appartenenti ai partiti non comunisti, sacerdoti, intellettuali non organici ecc., furono incarcerati o messi in campo di concentramento....

tra questi c'erano i reduci della guerra mondiale, i quali avevano ampiamente dimostrato di saper combattere contro una dittatura (in questo caso quella nazista) e di non arrendersi anche contro ogni evidenza ....

il comunismo non poteva sopportare persone come queste, senza considerare il fatto che ,avendo combattuto all'estero e nei paesi occidentali , potevano anche raccontare cose non conformi alla vulgata del partito....

Quindi il povero Vetchý (sostanzialmente un militare apolitico) finisce in una terribile galera per aver combattuto per la Patria oltre il suo dovere...

Nell'ultima scena del film , il prigioniero sogna di pilotare il suo spitfire nel cielo, mentre il suo fraterno amico , come aveva sempre fatto, gli vola a fianco, in una magnifica immagine metaforica della libertà.

Piccola parentesi contenutistica: il film mi sembra sia affetto da una certa misoginia. I personaggi femminili tradiscono sempre gli uomini, mentre gli uomini si sacrificano per gli amici, per le donne , per la Patria, che in questa storia è sicuramente femmina....

Un film da vedere, per conoscere un altro pezzo di storia....

l'articolo del Prague Post che commemora la morte della persona a cui si è ispirato lo sceneggiatore

Zdenek Sverák per il film ( generale in pensione František Fajtl )

http://www.praguepost.com/articles/2006/10/18/czech-wwii-pilot-honored.php

sito contenente la storia di questi piloti.

http://www.rogerdarlington.me.uk/czechsinraf.html#SECTION%207:%20THE%20ACES

(*) a mia personalissima opinione


Caposkaw


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Raf comunismo battaglia d'Inghilterra

permalink | inviato da Pike il 31/7/2008 alle 11:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa



31 luglio 2008

sinistra strabica - vale di più un condannato a morte in un carcere texano o centinaia in Iran?

 
.


Maxi-esecuzione collettiva in Iran: 29 detenuti, condannati per reati che andavano dal traffico di droga all'omicidio, sono stati impiccati nel penitenziario di Evin, a Teheran. Lo hanno riferito i mass media statali, citando fonti governative.

Nelle ultime settimane la polizia iraniana ha effettuato decine di arresti, nell'ambito di un'operazione su vasta scala per reprimere i "comportamenti immorali". Per numero di condanne a morte la Repubblica Islamica e' al secondo posto nel mondo, dopo la sola Cina, e precede Paesi quali Arabia Saudita, Pakistan e Usa.

Non e' la prima volta in cui esecuzioni di massa del genere sono condotte nella famigerata prigione di Evin: lo scorso gennaio vi furono giustiziate simultaneamente tredici persone; nel settembre 2007 furono messi a morte nello stesso giorno 21 condannati, ma la pena capitale fu applicata loro non nel medesimo sito bensì in due differenti.

Colpisce come la sinistra italiana, lesta a mobilitarsi e a commuoversi per i " dead man walking " nei penitenziari americani, si mobiliti quasi sottotraccia o riporti la notizia di una maxi esecuzione capitale quasi in sordina, quando le condanne vengono eseguite in un paese "amico" .

Un detenuto nel braccio della morte in Texas, vale di più di trenta impiccati in Iran? cos'è ? una forma di razzismo di sinistra?  oppure è il solito terzomondismo scoreggione e fuori tempo massimo, per cui agli "imperialisti yankee" non va concesso nulla, mentre invece va tollerato l'intollerabile dai "valorosi combattenti antimperialisti in marcia verso progressivi e fulgidi destini " ?

Del resto, la sinistra ci ha abituato al suo "strabismo" per cui si condannano le azioni militari dell'Esercito Israeliano, ma si tace sulla guerra civile strisciante delle milizie hezbollah, di arabi che uccidono altri arabi, che prima o poi trasformeranno il multiculturale e multireligioso Libano in Hezbollahndia o si tace sulle azioni di Hamas contro Al Fatah. 

Si condannano le azioni di Tsahal , dell'esercito d'Israele, paese che si può considerare senza dubbio occidentale e democratico ma si ignora la promessa dello sponsor di hezbollah , ossia l'Iran , di cancellare Israele dalle carte geografiche.

E per assurdo, gli stessi che commemorano la "Shoah" , autoproclamandosi custodi ufficiali dell'olocausto, tifano apertamente per un regime  definito acutamente " nazislamista "che cancellerebbe molto volentieri gli ebrei , dalla faccia della terra.

Si tace sull' " iranizzazione" incombente del Medio Oriente, sulla prossima presenza di un braccio armato di una dittatura teocratica, che per la sua omofobia, per la mancanza del rispetto di ogni più elementare diritto umano  dovrebbe essere aborrito dalla progressista (?) sinistra, nel mediterraneo, ossia nel nostro "giardino di casa " .

Ma non ci si deve stupire:per certa sinistra, il nucleare Iraniano è " cosa buona e giusta" perchè ridimensiona gli "imperialisti yankee" e i loro alleati "sionisti"  .
 
Per certa sinistra, in Sudan, nel Darfour, non è in corso una jihad ossia una guera santa  contro una minoranza cristiana. Per certa sinistra, la Cina in Tibet ha portato la " civiltà ".Per certa sinistra, Fidel Castro è ancora una fiaccola e c'è da scommettere che quando morirà, verrà pianto da tanti comunisti nostrani.

Per conto mio, la sinistra è ferma a schemi postsessantottini: peccato che siamo nell'anno domini 2008.



Pike


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Iran Islam

permalink | inviato da Pike il 31/7/2008 alle 8:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa



30 luglio 2008

OBAMA FOR MOM AND APPLE PIE

 

......Quando Barack Obama comparve sulla scena politica, o più esattamente sulle pagine dei giornali europei, suscitò un naturale moto di simpatia anche nei “conservatori”. Era un outsider, o – per continuare con l’inglese – un underdog, un nero che sembrava destinato a perdere soprattutto perché si scontrava con la regina dell’establishment e delle finanze Hillary Rodham Clinton: una donna la cui l’ambizione era così trasparente da apparire quasi indecente. Tuttavia, andando avanti la campagna elettorale democratica, i dati di partenza si sono ribaltati. La Clinton, pur rimanendo antipatica, si dimostrava concreta, competente ed informata, mentre Obama diveniva finanziariamente sempre più forte e politicamente sempre più vago: l’underdog era la senatrice di New York. Alla fine la corsa è stata vinta dal giovane mezzo sangue ma la stima per lui è andata running low (visto che l’inglese impera), cioè diminuendo a vista d’occhio.

Di fronte a questo cambiamento di atteggiamento emotivo c’è da essere sospettosi. La simpatia dipendeva dall’istintivo sostegno che si vuole prestare al previsto perdente, quasi per solidarietà fra falliti? Oppure la crescente antipatia per Obama è dipesa dal sentire immeritato il suo successo? O infine dal sentirlo pericoloso per il candidato preferito, McCain? Ardue domande. Non si può che rispondere sulla base di impressioni, e personali per giunta.

La caratteristica saliente di Barack Obama è quella di essere un trascinatore di folle, tanto che è stato spesso paragonato ai predicatori televisivi americani. È un uomo capace di infiammare gli animi con parole alate in cui è impossibile distinguere un concreto programma politico. Slogan come “We can!” (possiamo) non significano niente. Parlare di “Change” (cambiamento), senza indicare né che cosa si cambia né in che direzione, è pratica ciarlatanesca. Essere per valori che nessuno discute, cioè, “for mom and apple pie”, per la mamma e la torta di mele, come si dice negli Stati Uniti, è insieme il colmo della banalità e della retorica. È proprio questo che rende indigeribili i discorsi dei Presidenti della Repubblica italiani la sera di San Silvestro, e la stragrande maggioranza di ciò che dicono i Papi la domenica. Siamo tutti capaci d’indicare i mali della società e ciò che desidereremmo si realizzasse: il problema è come realizzarlo. Dire che la violenza è una cosa orrenda è un semplice truismo ma il problema è come evitarla e come difendersene: cosa che per giunta non esclude l’uso della violenza stessa.

Ecco perché alla lunga il giovane senatore può venire in uggia. Se va a Berlino per dire che bisogna abbattere i muri fra i popoli, e per questo riceve uragani di applausi, si ha il diritto di mandarlo al diavolo. I muri servono eccome. Ce ne sono stati di orrendi, come quello di Berlino, ma tutti vorremmo altissime muraglie contro il terrorismo; e non serve a niente auspicare l’accordo fra i Paesi: se uno dei due il muro lo vuole, ed anzi vuole distruggere l’altro, a che serve la predicazione di Berlino? Dopo le parole dette alla base della Siegessaüle Ahmadinejad andrà ad abbracciare Olmert? E se Olmert se ne stesse a braccia aperte ad aspettarlo, forse che questo commuoverebbe il leader iraniano?

La campagna elettorale di questo senatore si riassume così: “Non sono simpatico? Votate per me”. Ma questo è allarmante. Obama non s’impegna a fare o a non fare qualcosa: si lascia le mani totalmente libere. Chi potrebbe rimproverargli di non avere mantenuto promesse che non ha fatte? Reagan, anni fa, promise una diminuzione delle imposte che fu reputata talmente straordinaria da risultare mitologica, da costituire anzi una nuova categoria finanziaria, le reaganomics, se non addirittura le woodoo economics, un’economia da magia nera. Ma Reagan mantenne la promessa e per questo è ricordato come uno dei migliori presidenti americani. Se invece non l’avesse mantenuta, o avesse provocato disastri, si sarebbe avuto parecchio da rimproverargli. Questo con Barack è impossibile. E non si sa per quale motivo gli Stati Uniti dovrebbero votarlo o non votarlo.

Oggi i sondaggi lo dànno come favorito su Mc Cain e dopo tutto egli potrebbe effettivamente ottenere la presidenza degli Stati Uniti. E non è neppure escluso che egli possa essere un eccellente presidente: ma questa possibilità dipende appunto dal fatto che nulla sappiamo al riguardo. Potrebbe essere il migliore come il peggiore, un uomo insignificante ma di ferro come Harry Truman oppure un “buonista” come Kennedy che però impantanò il suo paese nel Vietnam, oltre a fargli fare l’immensa cattiva figura della Baia dei Porci.

Se gli americani sono disposti a votare a scatola chiusa un sorriso, Obama è il loro uomo.

Auguri.

Gianni Pardo


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Barak Obama John McCain

permalink | inviato da Pike il 30/7/2008 alle 9:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa



28 luglio 2008

FEDERALISMO FISCALE (ovvero la Sicilia c’ha ragione)

 

Leggo su Libero del 26 luglio, che con le attuali regole fiscali, solo otto regioni italiane riuscirebbero a reggersi con il gettito fiscale prodotto sul loro territorio. Confrontando gettito fiscale e spesa si scopre che la maggioranza delle regioni, soprattutto al sud, non sarebbe autosufficiente

Con le attuali regole fiscali….

Fa notare il governatore siciliano Raffaele Lombardo, che la Sicilia possiede raffinerie, rigassificatori e altre attività estrattive energetiche su si riscuotono ogni anno 30 miliardi di euro di imposta di fabbricazione che è una imposta erariale indiretta, del tipo di accisa.

Di tale gettito lo Stato trattiene il 93% mentre trasferisce alla Regione Sicilia il 7 %.

Se invece l’intero gettito fosse trasferito alla Regione Sicilia , questa , anziché un deficit di 17 miliardi di euro, avrebbe un avanzo di 13 miliardi di euri, con i quali si potrebbe finanziare il fabbisogno di Province e Comuni Siciliani senza bisogno di trasferimenti statali….

Le Accise sono imposte che incombono su singole produzioni e singoli consumi (prodotti energetici in genere, energia elettrica, alcolici, tabacchi) in misura fissa sulla quantità di prodotto (litro, kilo, kilowattora ecc.) es: su 1 litro di carburante l’accisa è pari a 25 centesimi di euro.

Le Accise sono facilmente riscuotibili e localizzabili in quanto a carico dell’azienda di produzione o distribuzione con sede in un certo territorio , che poi la carica sul prezzo finale cioè sul consumatore. Esse sono perciò imposte massimamente “federaliste”.

Es : la raffineria paga l’accisa alla regione del territorio che poi la ripartisce in misura maggiore o minore ai Comuni e alla Province colpite dal disagio o soggette a rischio…

Idem il rigassificatore

idem la centrale elettrica termica o nucleare

idem la distilleria

idem la manifattura tabacchi

idem l’invaso per la raccolta di acque potabili (attualmente non colpiti da accise)

idem particolari lavorazioni tossiche (attualmente non colpite da accise)

ecc.

Il gettito a beneficio degli enti territoriali (Regione, Provincia, Comune) si giustifica ampiamente come compenso per il disagio o premio di assicurazione per i rischi che l’attività produttiva o distributiva provoca a quei territori. Anzi i cittadini di quei territori potrebbero essere compensati con l’esenzione dall’accisa stessa o dall’intera tariffa quando è possibile.

Ovviamente oltre alle accise che dovrebbero essere trasformate in imposte totalmente locali, all’attuale ICI , alle sovrimposte locali su IRPEF e IRES e quant’altro si volesse (compartecipazione all’IVA) si dovrebbe intervenire con trasferimenti erariali per le regioni svantaggiate con funzioni perequative.

Perciò la prossima discussione sul cosiddetto federalismo fiscale non riguarderà solo la ripartizione del gettito fiscale, ma anche la riorganizzazione della fiscalità per stabilire cosa è erariale e cosa è locale.

E di pari passo con la riorganizzazione della fiscalità si dovrà procedere alla riorganizzazione delle autonomie territoriali e locali per ridurre la pletora di enti inutili.

Speriamo che Calderoli non combini pasticci…

mauromauro


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Calderoli autonomia Raffaele Lombardo accise

permalink | inviato da Pike il 28/7/2008 alle 12:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa



28 luglio 2008

IL DOLCE FERRERO - lenta agonia di Rifondazione Comunista

  .

.


(nella fotografia a destra l'ex Ministro Ferrero in un immagine giovanile )

La sinistra radicale ha davvero una bizzarra capacità di farsi del male.

Invece del "pragmatico" Vendola, omo di lotta e di governo , la scelta del conducator  del partito della Rifondazione Comunista è caduta sul bolscevico hard  Ferrero , noto per la bizzarra somiglianza con Clint Eastwood .

La nuova dirigenza si ripromette di essere alternativo a tutto e a tutti: al PD che non ritiene " vera opposizione" , all'IDV che appartiene alla "cultura della destra" ( e su questo per inciso ha ragione ). financo "Clint" Ferrero si ripromette di mettere in discussione le alleanze a livello locale con il PD . Che sarebbe davvero la fine della sinistra radicale.

  
Che dire di più?  Ferrero : In bocca al lupo!



sfoglia     giugno   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6  >>   agosto
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom