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19 marzo 2008

DIPIETRO PUO’ ASPETTARE

 

La questione legalitaria, essendo il motivo che più interessa l’identità e l’anima della destra, è anche quella che provoca gli strappi più violenti, le fibrillazioni più estenuanti, le mediazioni più sfibranti .

Nel passato ha già provocato profonde divisioni e incomprensioni nel suo elettorato e nella sua militanza, in cui hanno avuto buon gioco a insinuarsi elementi interessati a alimentare tali divisioni.

Parecchi elettori e simpatizzanti si sono allontanati o ravvicinati in dipendenza degli avvenimenti giudiziari che si susseguivano e dell’onda emotiva che li colpiva.

Le vicende giudiziarie degli alleati, in particolare del cavaliere , hanno messo a dura prova la pazienza e la fedeltà dei “destri”, stretti nel dubbio se si trattava di accanimento giudiziario o anche di sostanza.

Le cosiddette leggi “ad personam” hanno ugualmente provato le certezze dei destri corrosi dal dubbio se si trattava di propaganda avversaria o interessi nascosti.

L’approvazione dell’indulto ha provocato sospetti sulla reale intenzione di certi alleati di perseguire il principio di responsabilità che è il DNA dei veri “destri” : chi sbaglia paga.

Insomma da questo punto di vista molti “destri” hanno mostrato una pazienza e una affidabilità maggiore degli alleati,che fa passare in secondo piano i loro difetti.

Certo che in futuro non si può continuare su questa via. Diceva qualcuno : abbiamo già dato. Specialmente nel caso che si torni al governo, la dirigenza destra dovrà essere ovviamente al di sopra dei sospetti, ma deve essere in grado di governare il processo riformatore che comincia dalle istituzioni anche giudiziarie, in modo da selezionare e migliorare la classe dirigente italiana (politica, burocratica, militare, economica, stavo per dire religiosa ma questo è affare del Vaticano…) e costruire quei valori condivisi in cui la grande maggioranza dei cittadini italiani si identifica e si riconosce.

Altrimenti verrebbe meno l’anima di un partito, di una militanza, di un elettorato. E senza anima non si va avanti, anche se ci si fonde in un unico soggetto politico.

Eventualmente fondere ma non confondere.

Dipietro può aspettare…

mauromauro




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18 marzo 2008

C'è chi lo può dire senza ipocrisie

 

Tibet libero!



Il Tibet piange da ormai quasi sessant'anni.

Da quando cioè il paese, nel 1951, venne occupato dalla vicina Cina comunista di uno dei più scellerati tiranni di ogni tempo, Mao Tze Tung (o Ze Dong, o vattelapesca, è stato scritto in tutti i modi possibili).

Da allora il regime di Pechino, che dal comunismo ortodosso è col tempo slittato verso una sorta di ferocissimo capitalismo di stato totalitario e ultrarepressivo, non ha fatto che altro che smantellare giorno dopo giorno l'orgogliosa identità patria del Tibet, le sue radici religiose buddhiste, il suo tendenziale isolamento internazionale, il suo stile di vita austero e autosufficiente.

Al posto dell'identità specifica, Pechino, nella peggior tradizione dei “rossi”, ha imposto l'internazionalismo, l'omologazione forzata, l'ateismo elevato al paradossale ruolo di religione di stato.

Nulla che non risponda ai canoni del regime deve esser spietatamente eliminato, perché nella Cina della turboglobalizzazione non c'è posto per la pace e la spiritualità dei tibetani.

E oggi, come da anni succede in Birmania (altro regime comunista, perché nessuno lo dice mai?) con l'orgogliosa guerriglia dei Karen, c'è chi rialza la testa contro uno dei più bestiali disegni politici di ogni tempo.

E non lo fa sventolando inutili bandierine della pace – vera carta igienica a sette veli, tanti quanti i colori di cui è composta – ma con la ribellione, la lotta di chi orgogliosamente rivendica la sua identità e la sua libertà contro lo scarpone straniero che le calpesta.

E mentre questo accade l'Occidente, l'Europa e l'Italia, tutte egualmente smidollate, piangono ipocritamente la repressione dei rivoltosi tibetani.

Chi ieri elogiava la tirannide di Mao oggi si vergogna persino a chiedere flebilmente il rispetto dei diritti umani per poi sostenere quelle parti politiche (tutte!) che con la Cina si preparano a fare affari d'oro (il mercato, bellezze).

I radicali di Pannella, che hanno al faccia come il culo, gridano “Free Tibet” forti dei globalizzanti milioni di dollari di Soros, il portafoglio umano della Casa Bianca.

L'America ha nei giorni scorsi scoperto (!!!) che la Cina non è poi così cattiva nella lista dei paesi che violano i diritti umani... e sicuramente non c'entra nulla il fatto che il Celeste Impero finanzia buona parte del debito pubblico a stelle e strisce.

Gli zoticoni yankee hanno esportato (ma dove?) la libertà in Afghanistan, in Iraq, presto lo faranno con l'Iran... Ma in Tibet non verrà sparato nemmeno in colpo in nome della libertà, sebbene se ne senta particolarmente il bisogno.

Cosa che in fondo era avvenuta in Birmania qualche mese fa, quando di fronte a una ribellione di monaci comparvero insignificanti stendardi e gadgets rossi in segno di solidarietà cui non fece seguito alcuna iniziativa politica seria. E nella quale, lo ricordiamo, ci si dimenticò comunque dell'eroica resistenza Karen.

In quest'Italia degenerata la nostra richiesta di aiuto a chi oggi si batte per la libertà sarebbe interpretato come un segno di follia mentale, per cui non ci spingiamo a tanto.

Ma comunque vogliamo che chi legga sappia da che parte stiamo.

Noi siamo con il Tibet, contro il disumano regime cinese, comunista o meno che sia.

Noi siamo per chi sposa la propria esistenza con la propria cultura e con la terra e spinge questa fede fino all'estremo sacrificio.

Il resto sono chiacchiere per affaristi o per “pacifinti” di mestiere.

Simone

www.arcadianet.blogspot.com




permalink | inviato da colognoinazione il 18/3/2008 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa



18 febbraio 2008

“VOGLIONO SEMPRE DI PIU’”

 

  • Costituire negli Stati Uniti un comitato consultivo di governo riservato ai musulmani.
  • Autorizzare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna zone ed eventi riservati ai soli musulmani.
  • Riservare alle donne una piscina comunale come in Francia.
  • Escludere indù ed ebrei da una giuria che esamina un caso riguardo a un islamista, in Gran Bretagna.
  • Modificare a Hamtramck, nel Michigan, la legislazione in tema di inquinamento acustico per diffondere attraverso altoparlanti l'adhan (la chiamata alla preghiera).
  • Concedere, nello Stato di New York, a un prigioniero il diritto senza precedenti di evitare perquisizioni dei capo di vestiario.
  • Utilizzare, negli Stati Uniti, le scuole e i media finanziati dai contribuenti per convertire i non-musulmani.
  • Permettere, nel New Jersey, agli studenti delle scuole finanziate dai contribuenti di utilizzare le aule vuote per la preghiera.
  • Giudicare illegale, in Australia, la "denigrazione religiosa" dell'Islam.
  • Punire, in Canada, le idee contrarie all'Islam con un indottrinamento su incarico della corte da parte di un islamista.
  • Proibire alle famiglie di inviare carne di maiale e prodotti ottenuti dalla lavorazione dei maiali ai soldati americani che prestano servizio in Iraq.
  • Chiedere alle donne soldato americane di stanza in Arabia Saudita di indossare le abayas fornite dal governo.
  • Applicare le "regole Rushdie" – ovvero permettere ai musulmani di fare tacere le critiche mosse all'Islam e ai musulmani.

E VOGLIONO FARE COME GLI PARE”

Negli ospedali inglesi vi sono studentesse musulmane che stanno facendo pratica, però si rifiutano di seguire le normali regole d’igiene, fregandosene altamente di diffondere microbi anche mortali come lo stafilococco MRSA ed il clostridium difficile. Tutti i medici inglesi e pure stranieri adottano un camice “nudo sotto al gomito”, mezze maniche e non possono portare orologi, braccialetti e monili vari.

Si devono lavare la mani tra una visita e l’altra e deve essere una regola per non contagiare i pazienti.

Ma le studentesse musulmane si rifiutano di procedere a queste semplici regole, perché far vedere un pezzo di braccio è contrario alla loro religione.

Ed allora non facciano corsi di medicina!

Tanto più che sono sovvenzionate dai contribuenti.

Alcune sono arrivate al punto di rinunciare al corso piuttosto di far vedere un pezzo della loro pelle e ricorreranno a via legali.

Secondo il Corano” nessuna donna musulmana che esercita la professione di medico, infermiera o..paziente..non deve scoprire le sue braccia sotto il gomito.

Povera terra di Albione, sei passata “dalle stelle alle stalle”.

L’invasione islamica di pazzi, fanatici, terroristi, andrà a finire come una vecchia canzone: “Inghilterra la tua fin segnata è già”!

Ma come è possibile che una grande nazione come l’Inghilterra si sia lasciata prevaricare da una massa di musulmani che si sentono i padroni in un paese che ha fatto il grande errore di ospitarli?

E’ tardi, ormai, rispedirli ai loro paesi ma bloccate la continua invasione e fate vedere al mondo che sapete governare un paese e non essere sottomessi.

ERCOLINA MILANESI

www.ercolinamilanesi.com




permalink | inviato da kinasafronte il 18/2/2008 alle 13:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (41) | Versione per la stampa



14 febbraio 2008

PIEGHE

 

In questi scritti, voglio parlare di alcune piccole pieghe tra le pagine , o meglio , o spazi bianchi tra le righe, fatti avvenuti ma non riportati nella storia ufficiale del periodo 1943/45 , l'epopea della RESISTENZA ....

Il periodo in questione può essere tranquillamente definito la guerra civile italiana.

Col questa sola affermazione si può ancora essere tacciati di bestemmiare la fulgida pagina della guerra di liberazione condotta dai partigiani.(...)

Questo è un comodo modo di nascondere la realtà dei fatti .

Se questa Nazione ha bisogno di una cosa , questa cosa è la Verità.

Quindi è necessario dire tutto, aprire ogni archivio, non dimenticare nessuna vittima.

Ecco alcuni nomi:

Olimpio Corti, fotografo e barbiere.

Emilio Campeggi, agente di polizia

Giuseppe Casari, agente di polizia

Aderigo Cassanelli, agente di polizia

Alessandro Castellari, agente di polizia

Raffaele Del Bue, agente di polizia

Angiolino Germiniasi, agente di polizia

Angelo Giubbolini, agente di polizia

Guerrino Gozzi, agente di polizia

Nando Montorri, agente di polizia

Silvio Moscardini, agente di polizia

Luigi Piana, agente di polizia

Riccardo Quadrelli, agente di polizia

Livio Varagnoli, agente di polizia

Enrico Visciano, agente di polizia

Nomi di vittime. Ma queste vittime non sono celebrate. Sono a malapena inserite in qualche archivio polveroso.

Perché? Perché sono stati uccisi in circostanze che i custodi della storia ufficiale preferiscono nascondere, occultare, uccidendoli così di nuovo.

Il gruppo di poliziotti disertò nel Giugno 1944 dalla questura di Modena. Il loro intendimento era di raggiungere la zona di Montefiorino nell'appennino emiliano , dove erano attive grandi formazioni partigiane (1).

il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Modena aveva loro fornito una lettera di presentazione, la quale certificava il loro antifascismo e la volontà di unirsi ai partigiani. Questo documento si può definire , senza ombra di dubbio , un atto ufficiale.

Giunti nella zona furono intercettati da un gruppo di partigiani comandati da Nello Pini (nome di battaglia Nello), il quale, nonostante la lettera del CLN modenese, li giustiziò sommariamente il 15 Giugno in località Montemolino di Palagano, sotto l'accusa di spionaggio.

Il signor Olimpio Corti abitava a Montefiorino e si divideva nell'attività di barbiere e fotografo itinerante (questo per motivi economici) ed era una persona molto conosciuta in zona per la sua abilità di ritrattista. Dopo l'otto settembre 1943 non si schierò, e continuò la sua attività di fotografo, ritraendo a richiesta sia soldati della RSI sia partigiani, sia persone comuni. Per far questo si recava nelle varie località della zona , come aveva sempre fatto prima e durante il conflitto.

Il giorno 30 aprile 1944 il signor Corti venne fucilato dai partigiani comandati da Nello sotto l'accusa di essere una spia (2). Questa accusa non era suffragata da riscontri di nessun tipo.

Come si può vedere , il comandante Nello ha la responsabilità della morte di 16 persone innocenti, senza considerare che i poliziotti uccisi erano addirittura degli antifascisti. 16 vittime conosciute , di cui c'è traccia negli archivi. Non si sa quante possano essere le persone semplicemente scomparse, di cui non esiste memoria.

I dati in mio possesso non permettono di stabilire con precisione il nome del gruppo partigiano di Nello e la sua appartenenza politica (sembrerebbe di estrazione comunista, ma non ci sono riscontri chiari (3)).

Questi e altri episodi (4) convinsero il comando partigiano della zona a intervenire contro Nello i suoi accoliti. Nello e alcuni suoi sottoposti furono arrestati , e successivamente fucilati il 31 Luglio 1944 da un plotone d'esecuzione di partigiani.

Questa piccola storia emerge un attimo dal mare magnum dell'agiografia resistenziale. L'insieme si può definire un avvenimento atipico, essenzialmente perché il maggiore responsabile di queste uccisioni ingiustificabili , il comandante Nello, è stato bloccato e punito dagli stessi partigiani nel periodo bellico.

La storiografia ufficiale ha una nota di pagina per il comandante Nello, e nulla per le sue vittime.

La Giustizia e la Verità , due cose che sembra facciano parte dei VALORI DELLA RESISTENZA (5) , ci impongono di ricordare queste vittime. E anche del loro boia.

Chi si dimentica il passato, è costretto a riviverlo.

(1) Successivamente si instaurò una repubblica partigiana ( Repubblica di Montefiorino ) della durata di 45 giorni dal 17 giugno 1944 al 30 luglio 1944. Durante questo periodo si reputa che in zona fossero presenti 5000 partigiani di varie formazioni e tendenze politiche.

(2) La ricostruzione degli avvenimenti operata del figlio del signor Corti, Aldo, propese per un motivo slegato dal conflitto. Secondo Aldo Corti l'esecuzione di suo padre fu commissionata da un fotografo concorrente , invidioso del successo di Olimpio.

(3) Questa ossessione paranoica sulle spie era una mania del comunismo dell'epoca, oltre a essere un'ottima scusa per qualsiasi prevaricazione.

(4) Nella storia orale della zona, Nello è ricordato con infamia.

(5) Non ho ancora incontrato qualche arrabbiato difensore dei partigiani che mi sapesse enunciare i VALORI DELLA RESISTENZA. Di conseguenza sono costretto a andare a caso

Fonti:

sito non ufficiale dei caduti della polizia italiana

http://www.cadutipolizia.it/1943-1945resistenza.htm

mostra del 2005 delle fotografie di Olimpio Corti

http://www.fotomuseo.it/mostre/archivio/2005/obiettivo.asp

la repubblica di Montefiorino

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=64

ricercando sul sito dello ANPI il nome di Nello Pini, si ottiene solo un richiamo che non porta a nulla e nel quale è ricordato come solo come predecessore di un altro comandante partigiano.

ARTICOLO DI CAPOSKAW




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11 febbraio 2008

Considerazione di un'Italiano

 

Vorrei con il mio post, il primo su questo blog a lasciarmi andare su alcune considerazioni generali della nostra società.

Non leggo libri da molto tempo e anche quelli letti moltissimi anni fa erano solo di avventure, quindi la mia cultura è limitata ma allo stesso tempo non “seminata” da pensieri altrui, indotti magari leggendo libri che trattano varie tematiche.

Ho osservato che molti commentatori hanno l’ abitudine di citare Tizio, Caio e Sempronio (specie il l’ elettore di sx) e al che mi chiedo spesso, ma un pensiero tuo, non indotto non ne hai?

Bene, ora arrivo al punto, iniziando dal discorso omosessualità.

Comincio da questo perché dopo aver letto e firmato una petizione linkata sul blog di Daw, la lettura di parecchi commenti mi hanno dato da pensare. Non è la prima volta che lì si parla di questa cosa e non vi dico le argomentazioni che sono uscite, sia da una parte che dall’altra.

Accetto il fatto che ci sono persone che provano sentimenti/attrazione per altre del proprio sesso, posso comprendere anche le loro richieste per alcuni diritti, mi riesce molto difficile buttar giù altre cose.

La natura, l’ evoluzione ha portato a due ben distinti sessi, uomo e donna a cui ha dato il dono di poter procreare con la loro unione, da sempre questa è stata considerata la famiglia.

D’ accordo, ci sono casi in cui la coppia per vari motivi non possono procreare e che magari con l’ inseminazione artificiale o l’ adozione riescono a realizzare il loro sogno, avere un bambino.

Questa per me è la famiglia, che la coppia sia sposata o meno cambia poco.

Da sempre ci sono state queste due figure, il padre e la madre, figure che a colpi di legge in altre nazioni stanno cercando di far scomparire onde non ledere i “diritti” degli omosessuali, per non creare discriminazioni.

A quando una legge per far scomparire anche le parole UOMO e DONNA ?

Trovo giusto che alle coppie omosessuali vengano riconosciuti certi diritti, trovo assurde invece alcune richieste tipo adozione o altro.

Non metto in dubbio che forse alcune coppie omosessuali possano dare l’ amore al bambino da loro adottato meglio di altre coppie normali, ma trovo difficile che riescano a dare certe chiamiamole “direzioni” al bambino.

Come vivrebbe anche il pargolo vedendo la diversità di quella che lui considera la sua famiglia osservando quelle dei suoi compagni?

Chi ricoprirebbe quei ruoli sopra indicati in questa famiglia atipica? Che idee si farà sulla sessualità crescendo e arrivando a sua volta al momento di crearsi la sua di famiglia?

Spesso rifletto, ma i dubbi rimangono su tante cose e le discussioni avute qui in rete ben difficilmente riescono a fugarli.

Quando inizi ad esporli le prime “battute” che ti becchi è di essere omofobo.

Per esempio, proverei un senso di schifo se mi capitasse di vedere due uomini baciarsi, un film hard con gay mi farebbe schifo vederlo, cosa posso farci se la mia natura di uomo a cui piacciono le donne prova queste cose vedendo qualcosa contraria alla mia “natura” ?

Se dici le cose poco sopra elencate eccoti la tua bella targhetta di omofobo, ma sarei curioso di sapere cosa prova chi me la appiccica se capitasse a lui i casi elencati.

Un altro argomento spesso trattato è l’ immigrazione, integrazione e tutto il bla bla vario che vi ruota attorno.

Io sono contrario a quella sorta d’ invasione che il nostro paese sta subendo, depresso nel vedere come il cittadino comune autoctono venga relegato sempre più indietro pur di concedere ogni cosa in nome di una solidarietà pelosa.

Stufo di osservare come la sinistra si riempia la bocca di tutelare tutti questi immigrati mantenendo le LORO culture e ciò che le circonda, pronti però in nome di questo a cancellare la NOSTRA o quantomeno rinnegarla considerando la nostra storia, la nostra cultura solo fregnacce.

Pronti a indignarsi se qualcuno tenta di far rispettare le leggi a questi nuovi arrivati, tacciando di razzismo chi gli fa osservare che TU cittadino italiano devi adempiere a tutta quella burocrazia che lo stato in cui vivi ti riempie, ma che invece le anime belle della sinistra son pronte a chiudere un occhio se il nuovo arrivato CALPESTA quelle leggi che tu sei obbligato a seguire.

Perché devo leggere sui quotidiani che gruppi di “compagni” dei centri sociali o cose similari si prodigano di okkupare (con la k tanto cara a loro) abusivamente alloggi dandoli poi agli stranieri mentre magari io cittadino italiano sono in graduatoria come un fesso da anni per avere diritto ad un alloggio popolare. E non bastasse questo riescono a trovare pure dei giudici che danno ragione a loro.

Perché devo vedere sparire le “piccole” cose che hanno sempre fatto parte del nostro paese seppur laico tipo il crocifisso dalle aule, il presepio o i canti di Natale sempre dalle scuole in nome di una integrazione che forse non ci sarà mai, visto che coloro per cui vengono fatte sparire queste cose vogliono invece importare qui da noi i loro usi e costumi?

Se leggete in rete, trovate montagne di articoli su cose che accadono in altre nazioni dove la cosiddetta integrazione è partita ben prima che da noi e di come le cose non siano proprio così idilliache come vogliono darcele a bere i soliti noti.

Non ricordo dove, lessi un commento di un tipo che parlava di Marx e di come lui vedesse la società, senza distinzioni di ceto, di religione, di razza e altro.

A pensarci un po’ su mi sa che le cose stanno prendendo quella via, piano piano ci stanno “cancellando” tutte le nostre diversità. Tra un pò, pure quella di sesso mi sa…

ReyTS




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