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26 luglio 2008

BUFALE - l'attentato incendiario al campo nomadi della Magliana è un falso. L'operatore che ha telefonato denunciando l'attentato è stato denunciato per "procurato allarme"

 

E così l'attentato incediario al campo nomadi del quartiere Magliana è stata una bufala.

Nei giorni scorsi la grande stampa, a cavallo dell'inizio del censimento dei rom titolava "
attentato con molotov a campo rom " .

Gli stessi rom residenti hanno smentito che il campo fosse stato oggetto di un lancio di bombe molotov e si è appreso che l'allarme, lanciato da un operatore dell'Arci, associazione che ha in gestione il campo,  riguardasse un incendio accidentale e non  doloso.

Peccato che la grande stampa e i media in generale, non hanno riportato la notizia che l'operatore dell'Arci che telefonò alla Polizia, è stato denunciato per "procurato allarme". Ora l'operatore smentisce di aver mai parlato di lanci di molotov. Peccato per lui che la telefonata è stata registrata dalla Polizia.

Dopo la monumentale figura di merda del "Pigneto " , addebitata a "nazifascisti" termine inappropriato, posto che non vedo in giro ne camicie nere ne reparti della Whermacht  (del resto siamo nel 2008 e non nel 1944)  , che poi si scoprì essere stato messo in atto da un nero ( nel senso di africano ) e da un tizio con tanto di " Che Guevara" tatuato sul braccio ( si sa che i nazifascisti hanno tutti un tatuaggio del " Che " ) ci hanno riprovato.
Rimediando un altra figura di merda. 

La sinistra, sempre più frastrornata e senza temi, sballottata tra il giustizialismo di Di Pietro e i propri guai giudiziari , l'affaire Del Turco ,l'inchiesta  Unipol Bnl da cui è conseguito  il trasferimento della Forleo, peraltro  già prosciolta da provvedimenti disciplinari,  per " incompatibilità ambientale " , l'intervista di Tavaroli, già 007 della Telecom, che dalle colonne della "Repubblica"  ha parlato di conti esteri nella disponibilità di Piero Fassino , s'aggrappa alla xenofobia, ma gli esiti sono quelli che sono . 

Ma si sa, quando si va a fondo , ci si aggrappa a delle certezze.


 


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permalink | inviato da Pike il 26/7/2008 alle 9:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa



11 luglio 2008

Sgominata banda di rom rumeni

 

Violenze sessuali e rapine in branco, sei romeni finiscono in manette

Gli arresti effettuati dai carabinieri di San Donato Milanese. I sei sono stati individuati nel corso di una lunga indagine e bloccati tra l'Italia, la Spagna e la Romania. Alla banda vengono contestati due episodi risalenti al 2007. Le accuse, a vario titolo, sono di violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona e rapina.

Ricorderete tutti, credo gli episodi da "Arancia Meccanica" accaduti nei dintorni di Segrate, lo scorso annono? oggi c'è qualche emulatore di " Alex Drugo" in meno a piede libero, e la cosa spero non vi dispiacerà. I media però hanno "sfumato" sulla nazionalità e l'appartenenza  di queste belle personcine usando  perifrasi barocche per evitare di dire o scrivere " rom rumeni" .

I sei sono ritenuti componenti di un gruppo dedito a rapine e violenze sessuali. I sei uomini, tutti rom romeni, arrestate dai carabinieri di San Donato Milanese. Le accuse, a vario titolo, sono di violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona e rapina. 
 

I sei sono stati individuati , che hanno soggiornato al campo nomadi di via Triboniano a Milano , sono stati oggetto di una lunga indagine e bloccati tra l'Italia, la Spagna e la Romania. Alla banda vengono contestati due episodi. Il 26 aprile 2007 la violenza carnale di una ragazza di 20 anni che si prostituiva a Segrate, e che è stata costretta dai sei a salire su un furgone e a subire violenze per oltre cinque ore. Il 27 giugno quattro l'aggressione a una coppietta appartata in una strada secondaria di Segrate. Rapinata e violentata la donna per diverse ore.

A Bergamo invece, il 30/04 è stata sgominata una banda di zingari, che aveva messo in piedi un racket semplicissimo ma efficace:
si insediavano con roulotte e camper in zone industriali o artigianali, chiedendo agli imprenditori una tangente per sgomberare , minacciando in caso di rifiuto di incendiare i capannoni industriali.

Come ha detto efficacemente il Presidente della provincia di Milano Filippo penato (P.D., già sindaco di Sesto San Giovanni , la cosiddetta " Stalingrado d'Italia ) " i Rom non sono i Gispy King" e non evocano immagini come questa
o questa

 ma semmai spesso evocano immagini come queste
.
Io non sono contrario all'apertura di campi nomadi. So per esperienza diretta, che  piccole comunità di zingari " sinti " , cui sono stati concessi degli spazi attrezzati dignitosi,  hanno sottoscritto una sorta di " patto di legalità" , del tipo "  Vi concediamo degli spazi in cambio vogliamo legalità" e che questi patti, applicati a piccole comunità con un leader di riferimento, hanno funzionato, sanando situazioni di degrado intollerabile, rendendo la convivenza più civile . Non credo all'approccio "isterico" .

Ma trovo molto isterico, pur in senso opposto , alzare le barricate per le impronte digitali. In fondo  le impronte  le presero anche a me, quando feci la visita per il servizio di leva .                     

Insomma, un problema rom, c'è , esiste. E non sarà alzando delle barricate ideologiche , nelle due direzioni sia chiaro , che si risolverà.

Censirli, "contarli" prendendo anche le impronte ai minori, è il primo passo.

Certo l'Europa contesta la misura: ma L'europa dovrebbe capire che altri nazioni  in passato, hanno regolato i flussi e adottato provvedimenti repressivi, che noi neppure ci sogniamo. In Italia invece  per colpa di una certo buonismo cattocomunista, abbiamo lasciato che la situazione degenerasse a livelli intollerabili. Quindi è necessaria l'adozione di misure drastiche. 

 Pike


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permalink | inviato da Pike il 11/7/2008 alle 9:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


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