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28 gennaio 2009

Colpi di pistola alla sala che ospita la cerimonia sulla Shoah



(Vauro 2008 )                                           (ignoto autore nazista 1935)


C'è stupore in paese, stupore e un po' di disorientamento dopo la provocazione avvenuta nella notte tra lunedì e martedì. Qualcuno (sono stati visti fuggire in due), intorno all'una, ha sparato otto colpi di pistola calibro 22 contro il palazzo che ospita la sala polivalente di via Torrazzo nel centro del paese. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Verdello, insieme agli uomini del nucleo operativo di Treviglio: i bossoli sono stati ritrovati e repertati.

Le indagini sono in corso, non si esclude che si sia trattato di un atto dimostrativo verso la cerimonia del Giorno della Memoria che si terrà stasera nella sala
. Sembra da scartare invece l'ipotesi di un gesto rivolto direttamente contro il Comune, visto che la sala è ubicata in un'altra via rispetto al municipio e non può essere considerata un luogo simbolico.   

Gli otto spari hanno colpito i vetri della sala (l'ex sala consiliare): sono stati uditi dal titolare di un bar nelle vicinanze, che però al momento ha pensato a dei petardi. Soltanto questa mattina, quando la polizia locale ha trovato i fori dei proiettili, l'uomo ha ricollegato i botti all'inquietante episodio.

Un  gesto che ha sorpreso i residenti, primo tra tutti lo stesso sindaco Michele Luccisano ( centrosinistra) : "Sinceramente non  riesco a capacitarmi. A un certo punto ho perfino pensato che atti simili fossero accaduti anche in altre località, ma a quanto ne so invece questa brutta cosa è avvenuta solo qui. Anche se non mi capacito: non si sono mai registrate tensioni e mai ho avuto sentore di antisemitismo".

Mentre racconta, al sindaco viene in mente che quando in Parlamento si stava discutendo l'istituzione del giorno della memoria il Consiglio comunale di Arcene votò un ordine del giorno  per sollecitare l'approvazione della legge, ricevendo il plauso della comunità ebraica. "Quel che è certo - prosegue e conclude - è che stasera la cerimonia con  poesie e musiche dedicate alla Shoah si terrà proprio lì dove era previsto e dove si svolge da anni senza incidenti".

Va sottolineato che a meno di tre chilometri da Arcene , esiste una sorta di ghetto islamico ,qual'è diventata purtoppo la città di Zingonia. Le piste più probabili sono quindi la sinistra radicale, fortemente presente a Bergamo o alla comunità islamica bergamasca. 




22 dicembre 2008

In punta di forketta

 

Nella edizione della sera di domenica 21, Rete4 ha resa nota la chiusura a Teheran del “Centro per la difesa dei diritti umani” da parte della sbirraglia iranica, dato che gli appartenenti al centro volevano festeggiare il 60ennale della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo, e i capataz locali non vogliono proprio sentir parlare di ‘ste puttanate

Nello stesso giorno, RAI 3 fa vedere le manifestazioni di omo americani contro un referendum che ha detto “no” ai matrimoni gay (e ignora completamente la notizia sull’Iran)….

È piuttosto evidente quali sono i diritti che interessano di più a RAI 3, in primis quello di prenderlo nel c***o…

Caposkaw




17 dicembre 2008

KILOMBO, ovvero la transposizione virtuale di un disastro reale...

  .

Dopo tanti discorsi seri, permetteteci una piccola disgressione nell’intrattenimento...

Il sottoscritto ha vagato qualche volta per Kilombo (metablog delle sinistre) . Eehhh, devo ammetterlo. Ero interessato al pensiero altrui... ma frequentandoli , mi sono reso conto di due cose sostanziali:

a) il soggetto kilombiano non accetta nessuno tipo di confronto. Devi darli ragione e basta.

b) il soggetto kilombiano censura. Censura come un matto. Censura dopo che hai postato, ma censurerebbe anche prima, se potesse. Una volta che ti ha inquadrato come non sdraiato sulla linea , ti banna per l’eternità e anche oltre.

A mio parere, la censura su un blog è una contraddizione... un blog dovrebbe essere un posto dove scambiare opinioni (1)... censurare , quando non si tratta di troll patentati (cioè di persone che non contribuiscono al dialogo in nessun modo,) mi sembra sempre una cosa sbagliata.

Comunque , i kilombiani censurano. Tagliano. Sbianchettano. Non riescono a sopportare l’esistenza di una opinione diversa dalla loro...

Con queste basi, ci si rende conto che interagire coi kilombiani è cosa improduttiva... al massimo si può fare come Diogene il cinico, che si esercitava in gare di insulti con le prostitute del quartiere ceramico (2)....

Comunque, dopo essere stato bannato a aeternum da un po’ di blog de’ssinistra , mi sono limitato a delle puntate esplorative, da etnologo...

E ho assistito con piacere alla febbre kilombiana, inutile negarlo.

Le blogwar , le accuse e controaccuse, i tradimenti e le carognate, le redazioni fatte e disfatte... e ne ho notato l’evidente involuzione... se prima c’erano delle persone con cui forse ci si poteva parlare, adesso in kilombo ci sono solo massimalisti isterici...

La cosa che mi ha più divertito (eh si!) è stata la defenestrazione da redattore del nostro carissimo bilaureato, alla quale è seguita la sua depressione informatica... per uno che badava al guadagno ottenuto mediante clikkaggio, il suo silenzio è veramente qualcosa di grave...

Adesso, persino i kilombiani superstiti ammetteno che il metablog è un cadavere ambulante...

Non paradossalmente, kilombo è lo specchio virtuale della reale sinistra italiana. Divisa e autosbranatasi dall’interno, incapace di tutto tranne che abbaiare e di ripetere la stessa cosa alla nausea :”berlusconi è cattivo!” ...

Per fare un esempio calzante, analizziamo il percorso epilettico del nostro carissimo bilaureato:

Da Prodiano de fero, è diventato wueltronistra incrollabile, per poi rivelarsi dipietrista in versione maniacale.

Questo perchè?

Ma perchè le persone che aderiscono a kilombo sono le stesse che aderiscono alla sinistra (quella più estrema , ammettiamolo).

E queste persone hanno dentro di sè , si protrebbe dire di fabbrica, la MENZOGNA (ad esempio qualsiasi comunista che abbia più di 40 anni, ha per forza creduto alla menzogne sull’URSS), la SUPERBIA (dato che LORO sono i migliori, i più bravi, i più intelligenti, i più akkulturati... soprattutto perchè lo dicono loro...) e una CERTA OTTUSITA’ sostanziale (dato che ogni cosa in cui credono e credevano si è rivelata fasulla, continuare a crederci è da ottusi).

Date queste precipue caratteristiche, un personaggio del genere ha dei problemi con gli altri che non sono esattamente come lui...

Tutto questo può anche funzionare se esiste una ferrea guida dall’alto (l’aggressività si sfoga all’esterno, o meglio Kompagno non mangia Kompagno, se c’è qualcun altro da azzannare...) ma con una guida debole o nessuna guida, i Kompagni cedono ai loro naturali istinti belluini... e da qui divisioni e correnti, pugnalate e avvelenamenti...

(1) il fatto che lo dica io, che sono affettuosamente soprannominato Animal Mother, non deve scandalizzare ninguno... magari strepito, ma non censuro.

(2) lui affermava che gli serviva da allenamento per i comizi politici...

Caposkaw




3 ottobre 2008

CRAPA PELADA - jazz fascismo & repressione

Noi sappiamo che nella Germania nazista, venne proibito il jazz, considerato genere musicale "degenerato", d'origine negroide-semita musica-degenerata, decandente e estraneo alla cultura tedesca e europea.

Viceversa in Italia , nel 1936 venne stampato il trascinante motivo jazz  CRAPA PELADA, di Gorni Kramer, poi intepretato nella versione più nota ma meno incisiva meno rabbiosa insomma  meno " swing" e più melodica  dal "Quartetto Cetra".

Rileggiamone il testo, contestualizzandolo al periodo storico, pensando che era in corso la guerra d'Etiopia e che i " turtei e la fritada" potevano essere benissimo un' allusione all' Etiopia che l'Italia si voleva annettere, "  e i  fredei che ne dan minga a crapa pelada"  gli stati membri della Società delle Nazioni e la "crapa pelada" più importante dell'Italia, ossia Benito Mussolini. Ammettiamo pure che Gorni Kramer fosse in assoluta buona fede( cosa che non credo assolutamente)  resta il fatto che la canzone si prestava a sapide allusioni e a paralleli irriverenti. Non di meno la canzone ebbe un successo strepitoso e venne pubblicata, suonata e canticchiata, forse proprio perchè allusiva quel tanto che bastava , ma non troppo per fare scattare la censura.

Del resto il titolo " Crapa Pelada" pare un evidente allusione alla calvizie di Benito Mussolini. Mi risulta inconcepibile che gli italiani, popolo di maliziosi e di pettegoli, non associassero " Crapa Pelada" al Duce. 

Ma leggiamone il testo :

Crapa Pelada la fà i turtei,
ghe ne dà minga ai sò fradei.
I sò fradei fan la fritada.
ghe ne dan minga a Crapa Pelada.
Oh! Oh! Oh! Oh!

 



Io dubito fortemente che nella Germania nazista come nell'URSS di Giuseppe Stalin, fosse concepibile canticchiare una canzone pregna di doppi e tripli sensi o  che solo  si prestasse all'ironia popolare sulle fattezze fisiche dei rispettivi dittatori .

Pensate se nella Germania nazista  sarebbe stato concepibile un motivo musicale che alludesse a degli  strani baffi a scopettone o a ciuffi bizzarri   (come quelli di Adolf Hitler )   oppure nell'URSS di Stalin se sarebbe stato solo pensabile un motivo che avesse canzonato o fatto più o meno esplicita  allusione  mettiamo il caso a un tizio con dei grandi baffi o che fosse stato anche vagamente allusivo.

Io credo che non solo le canzoni sarebbero state vietate , ma che gli autori della stesse avrebbero fatto una pessima fine, che avrebbero immancabilimente condiviso i malcapitati che fossero stati colti a canticchiarle .

Come oggi, se si canticchiasse una canzone su un tizio che s'è fatto fare il trapianto di capelli e fosse di bassa statura, verrebbe spontaneo associare il personaggio a Silvio Berlusconi, credo a maggior ragione che nel ventennio Fascista al titolo " CRAPA PELADA" fosse abbastanza automatico associarlo al calvo più importante d'Italia e d'Europa ( e forse del mondo )  : Benito Mussolini, più o meno benignamente sopprannominato     "  crapun " oppure " testun " oppure più a sud " capone ".

Ma Gorni Kramer non si accontentò di musicare "Crapa pelada": si ripetè con "Maramao    perché sei morto
(1939), composta dopo la morte del gerarca Costanzo Ciano, consuocero di Benito Mussolini, padre di Galeazzo (detto anche con feroce ironia " il genero del Regime" ) , fascista della primissima ora, chiaccheratissimo per presunti casi di malaffare e di corruzione e per l'evidente e improvviso arricchimento personale, culminato con il matrimonio del figlio Galeazzo con Edda Mussolini .

Il titolo del brano fu infatti allusivamente scritto da alcuni studenti sul piedistallo del monumento che il governo aveva deciso di costruire in memoria nella sua città natale,  Livorno. C'è da notare che la canzone poi ebbe un ritorno di fiamma, di successo, dopo la morte di Italo Balbo.

Insomma si associava con malizia la vicenda del defunto gatto Maramao  cui " pane e vin non gli mancava " alle scomparse di due gerarchi di primissima grandezza.Magari non c'era malafede degli autori, ma certamente il testo si prestava all'ironia .Che gli italiani colsero appieno . Magari fischiettando allusivamente sul muso di qualche Federale l'allegro motivo .  Difatti mi risulta che qualche Federale meno tollerante e forse meno ottuso, cogliendone  le allusioni abbia cercato di proibire i motivi ( senza esito ) e che qualche ceffone sia stato distribuito ai burloni colti a intonare gli allegri motivetti .

Per non parlare di 
"Pippo non lo sa": nel protagonista  che "quando passa ride tutta la città ", si riconosce l'esibizionista ( e oggettivamente clownesco )  Achille Starace, segretario del Partito Nazionale Fascista, che amava passeggiare impettito in divisa , sbertucciato e odiatissimo  per l'introduzione del saluto romano reso obbligatorio invece della stretta di mano, cunsurato e vietato,  e per il divieto di usare il "Lei" e per l'obbligo forzato ad adottare uno stile "fascista" anche nella vita privata, che lo resero in breve l'uomo più detestato del Regime, tant'è che venne scaricato brutalmente ( e cinicamente ) dallo stesso Mussolini e quindi messo in un angolo:C'è da dire che si riscattò morendo  con dignità  ,  ma questa è un altra storia.
 
Insomma, quando si usa il termine "nazi-fascismo" si offende la reltà storica, che attesta l'enorme differenza tra Fascismo e Nazismo . C'è chi sostiene  che la possibilità di  contestare il Regime, stando in limiti tollerabili, fosse offerta come valvola di sfogo per evitare contestazioni o fronde di maggiore spessore e portata , può essere, ma ciò non toglie  che  è impensabile in URSS o nella Germania hitleriana nella stessa epoca , una satira  evidente e gustosa , sebbene camuffata (male) , di esponenti dei Regimi oppure ed è il caso  di "Crapa Pelada" addirittura  del Capo del Governo   .

Si noti che questo tipo di satira, magari bonaria ma  immediata e popolare, non giungeva  a delle elites culturali peraltro in larga parte già antifasciste, ma attraverso l' Eiar e le "Radio Balilla" prodotte a basso prezzo per fare arrivare gli apparecchi radiofonici alle masse,  questi brani  popolari e orecchiabili e le orchestre nelle sale da ballo, le evidenti allusioni al Regime arrivavano a masse di persone e perdipiù attraverso un genere musicale , il jazz, inviso e proibito nella Germania nazista come nella Spagna di Franco come nella Francia di Vichy e in generale in tutti i Regimi "fascistoidi" .

Ma si pensi anche al film " Ossessione " di Luchino Visconti ( altro antifascista fuori tempo massimo,  definizione del caustico  Curzio Malaparte )  come Moravia e molti molti  altri ) . Il film è un  "noir" a forte contenuto erotico che forse sarebbe finito sotto la censura in un paese democratico ,comunque   quanto più lontano dall'estetica del Regime, uscito nelle sale nel 1943 , in piena guerra.


 
Tornando ai rapporti tra musica jazz e fascismo, è curioso notare che la radio della R.S.I. trasmetteva brani jazz a pochi giorni dal 25 aprile 1945 , suscitando non poche perplessità negli alleati nazisti e in molti gerarchi più ortodossi , che avrebbero volentieri censurato il genere, trovando però l'opposizione di Romano Mussolini  , cultore del jazz e infatti jazzista di fama internazionale nel dopoguerra e probabilmente di valore, posto che raggiunse il successo malgrado il cognome e la parentela divenuta ingombrante .

Facciamo un parallelo tra la Germania nazista e l'Italia fascista.Mentre in Italia la fronda interna del Regime veniva accettata , sopportata e talvolta finanziata dal munifico Giuseppe Bottai  , Ministro della Cultura Popolare,  tant'è che Alberto Moravia pubblicò il romanzo "Gli indifferenti" nel 1929 , peraltro con un notevole  successo di vendite.

Nella Germania nazista sarebbe stato inconcepibile che un dissidente e per giunta di padre ebreo, già vigenti le leggi razziali  scrivesse ad Adolf Hitler per poter tornare a pubblicare i suoi lavori  (su questo credo saremo tutti d'accordo)  in Italia il presunto criptoantifascista Moravia supplicava Benito Mussolini perchè gli fosse  tolto il veto di esercitare la professione di giornalista ( vedi link 
http://caffenero.ilcannocchiale.it/2008/09/24/il_fascista_alberto_moravia_ri.html .La stessa Spagna franchista, aveva un sistema di censura  sulla cultura "pop" molto più rigido di quello italiano.Dell'URSS di Stalin non accenno neppure, posto che è evidente che gli artisti, fossero registi, scrittori o pittori  dovettero rifarsi rigidamente  a canoni predeterminati dal PCUS , pena la deportazione nei gulag o la soppressione fisica .  

Si cerca di ridurre il Fascismo a una barzelletta, a una serie di stereotipi indigesti e farlocchi come il "Federale" interpretato da Tognazzi nel film di Dino Risi ma più si cerca di eludere la verità , più risultano evidenti i limiti della storia ufficiale concepita da una parte politica per la maggioranza degli italiani, ma ormai contestata per l'evidente faziosità e scorrettezza .

Riparlare del Fascismo, della condizioni degli italiani sotto dentro e durante il Regime, non significa necessariamente riabilitarlo, come credono molti antifascisti "fuori tempo massimo" ottusi o in malafede , ma cercare la verità. O almeno così la penso io.

Pike






17 settembre 2008

IL NERO E' PIU' CADAVERE SE LO UCCIDE UN BIANCO

  
 

 

Il giovane italiano di pelle nera è morto in qualcosa che assume sempre più l’aspetto di una rissa di strada senza connotazioni politiche o razziali…

Non mi interesso del fatto in sè , ma della muffa di manifestazioni antirazzista/sinistrorse che impestano l’ambiente , causate dalla notizia e dal razzismo di sinistra.

….

A me questo florilegio di manifestazioni mi da l’impressione di gigantesche pippe collettive.

Per il mio concetto tradizionale e intimo di sessualità, mi sembrano cose piuttosto malsane , e anche diffonditrici di malattie. Comunque , ognuno ha il diritto di soddisfarsi come può (1)….

Dato che questa mania masturbatoria affligge la sinistrola italiana gli propongo due altri buoni motivi per manifestare (e come si può vedere dalle date, contemporanei alla rissa di strada):

http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_10/karate_aggredita_campionessa_87284586-7f62-11dd-a664-00144f02aabc.shtml

nel primo , un Orribile Atto di Violenza da parte di un Agente di Polizia verso un POVERO IMMIGRATO RUMENO senza fissa dimora. Il Poveretto chiedeva una sigaretta al Bieco Agente della Reazione che non gliela dava, ed Reagiva con Immane e Brutale Violenza alla Carezza sul collo datagli dall’immigrato. Il Poveretto ,Becco e Bastonato, Veniva Ingiustamente Blindato dagli Scherani della Reazione , Allertati dal Poliziotto/Picchiatore.

Dato che una simile descrizione fa volgarmente inturgidire&arrapare il sinistro medio, prode kombattente per la libbertà dde poppoli , procedo con una REALE ricostruzione dei fatti.

Il poliziotto era Lara Liotta , campionessa italiana di Karate, arruolata in polizia.

La signora passaggiava per la stazione Termini in borghese , e il rumeno gli si è avvicinato col pretesto di chiedere una sigaretta, per poi afferrarla per il collo per rapinarla . La signora si è difesa, e il fesso si è beccato un paio di sgrugnoni. Data la scarsa collaborazione della vittima, il verme è scappato per poi venire arrestato dalla polizia ferroviaria….

La differenza tra tanti avvenimenti di questo tipo è che la signora si è difesa e il lurido le ha prese.

Nella normalità il fatto che i passanti abbiano assistito alla scena senza intervenire (che bravi!).

Sono anche sicuro che il romeno abbia pure chiesto scusa quando gli hanno messo le manette…

La cosa interessante è che questa notiziola di orribile violenza razzista italiana non sia entrata nel mainstream delle notizie (ovviamente taciuta dalla Centrale della Reazione…) e non ci sia stata la giusta levati di scudi in difesa del povero rumeno… scusate, il poliziotto non lo doveva malmenare!

Bisogna pur pensare all’ambiente culturale da cui viene il povero fumatore , e come l’afferrare per il collo , nella società rumena, sia un segno di apprezzamento e di amicizia…. Ehm , non è così?…

Per la caso , c’è effettivamente un problema di sicurezza nella società italiana legato agli immigrati?

Allora si capisce perché i sinistri non manifestino per questo avvenimento…gli immigrati sono BUONI & BRAVI sempre&comunque.

E questo sembra proprio che abbia a che fare con la seconda notizia:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Giustiziato-da-un-commando-di-sette-pakistani/2035975

Su questa storia, anch’essa passata sotto silenzio non c’è nulla da ridere.

Un immigrato pakistano è stato ucciso a bastonate , con una tecnica che ricorda brutti periodi (anni ‘20 , 1977…)

Delle motivazioni non se ne sa nulla, e le indagini continuano.

Quello che fa specie, è appunto il silenzio. L’uomo è sì stato bastonato a morte, ma i suoi assassini erano pakistani, di colore, quindi la cosa non fa notizia. Non è una notizia che l’atto sembra un’esecuzione, non è una notizia che sembra un piano deciso a tavolino, non è una notizia che ci sono 7 assassini a piede libero….

Non è una notizia semplicemente perché gli assassini non erano BIANCHI.

Se poi si verrà a sapere che si tratta di un regolamento di conti per ragioni pseudoreligiose, sono sicuro che la cosa sarà ancora più taciuta…. I campioni dell’anticristianesimo si pongono a 90° sempre&comunque di fronte ai musulmanotti (quelli picchiano!).

Il sottoscritto , da persona ignorante&di destra , non riesce a capire questa divisione tra cadaveri di seria A e di serie B.

Il cadavere del morto ammazzato dai bianchi è più importante del cadavere del morto ammazzato dai pachistani?

Perché non fare una marcia contro la violenza anche per l’immigrato pachistano?

Perché nella vulgata cerebrale (esagero , come sempre. Il cervello sinistro è simile a un foglio prestampato) l’immigrato è sempre vittima?

Perché il sinistro frigna per il povero negro ucciso dai bianchi e se ne sbatte del pakistano ucciso dai pakistani?

(1) mi ricordo che il vecchio bertinotto disse che si eccitava alle manifestazioni , quindi è lecito pensare che per assolvere il dovere proletario colla sua baby pensionata facesse indire degli scioperi o meglio , delle marce per la m***a…..



Caposkaw



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