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13 maggio 2009

In trincea, mi raccomando.

 

Quando si imbocca la scorciatoia dello slogan, dell'urlo e della battaglia

In trincea, mi raccomando


di Filippo Rossi



Sarebbe la strada più semplice. La gente lo vuole. Cosi dicono. La maggioranza degli italiani, anche. Vatti a vedere i sondaggi, mica si può andare contro lo spirito del tempo. Contro il popolo. Che democratici saremmo se non ascoltassimo la nostra gente e non ripetessimo, pari pari, quello che la gente pensa?

Meglio: quel che pensiamo che la gente pensi. E quindi, largo agli slogan facili facili. Al titolo sempre cubitale. Tre parole sono meglio di quattro. Due meglio di tre...

È quello che, d´altra parte, la gente cerca: quella pessima declinazione della semplicità che porta il nome di elementarità. E noi semplicità gli dobbiamo dare. 



Pubblicità. Slogan ed elementarità: ecco la ricetta. Poco importa se la realtà è molto più complicata di uno slogan. Poco importa se a parlare con la gente, quella vera, quella fatta d´individui, non si scopre questo blocco monolitico che qualcuno ci vuol far credere. Poco importa se si scoprono persone che capiscono e vivono la complessità di una società che sanno in vorticosa evoluzione. Persone che ancora hanno il coraggio della vergogna. A destra, a sinistra, al centro. Poco importa. La strada semplice, prima di tutto.

La scorciatoia dialettica e lessicale. Che fa di ogni fenomeno, un´emergenza. Che fa di ogni legge, un manifesto. E di ogni dibattito, una campagna elettorale. Di ogni convegno, un comizio. Che fa di ogni battuta, una necessaria provocazione. Di ogni confronto d´idee, una guerra valoriale.

Esercito del bene contro quello del male. Armate le menti per andare in prima linea. Battaglia. Trincea. Assalto all´arma bianca. È frenesia. Faccia cattiva, mi raccomando. L'urlo che copre le voci, la propaganda anche quando non serve. Elementarietà, appunto. Per parlare a tutti. Che poi significa non parlare a nessuno. Parlare alla pancia del paese. La nostra gente. Mai al cuore.

Figuriamoci al cervello. È questa l´unica strada. Così sembra. Così dicono. Così ripetono fino alla nausea.

Senza convincerci, purtroppo. Anzi, per fortuna.

10 maggio 2009





20 febbraio 2009

Arrivano i nostri - sceriffi e padani

 


E'  passato il provvedimento che legalizzerà le ronde.


Chi se ne gioverà? senz'altro la Lega Nord , che le ha fortemente volute.

Due considerazioni:

Riconoscere le ronde è riconoscere la sconfitta dello Stato che  rinuncia al diritto/dovere di proteggere i propri cittadini.

Chi si gioverà di questo provvedimento sarà perlopiù la Lega Nord.Facendo fare al paese un passo in più verso la seccessione.

Tra Bergamo,Varese Come e Lecco ( per non parlare del Veneto ) ormai un comune su tre è guidato dalla Lega, senza considerare il ricchissimo bottino che faranno all'ormai prossima tornata elettorale.E per la fine della sinistra al centro-nord e per la debolezza del PDL , ridotto a fare da zerbino alla Lega.

La Lega, presente capillarmente con sedi fronte strada, con una base militante attiva sconosciuta agli altri partiti , monetizzerà il provvedimento istituendo le ronde, ergendosi a contropotere rispetto alla Repubblica Italiana, a veri difensori dei cittadini "padani".

La Lega ha una struttura a cellule locali, di militanti "veri", spesso giovani ed aggressivi, che le forze politiche tradizionali ( tranne forse Alleanza nazionale) nemmeno si sognano. 

Nulla di più facile, che all'Arma dei Carabinieri e alla Polizia , sempre più sprovviste di fondi e di mezzi , si affianchino le ronde. E che la Lega, venga percepita come istituzione anzichè come forza politica.

Aggiungiamoci i corpi di Polizia Locale  dei Comuni guidati dalla Lega ed ecco a voi una struttura vagamente ( ma nemmeno troppo ) paramilitare di un futuribile (ma neppure troppo) stato padano semindipendente .

In Slovenia e Croazia fecero così. Sostituirono gradualmente alla Polizia di Stato delle Polizie Locali , che subentrarono  nella sovranità nazionale della Repubblica di Jugoslavia nei territori sloveno-croati , in qualche settimana dalle secessioni delle due repubbliche federate.

Benvenuti in Padania!


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permalink | inviato da Pike il 20/2/2009 alle 21:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa


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