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22 dicembre 2008

Scontri in Svezia tra comunisti e immigrati coalizzati contro la polizia. Sinistra radicale e immigrati islamici. La sinistra radicale ha nuove " masse " ?


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Negli anni '70 la borghesia medio-alta radical chic,  contando in una prossima vittoria della sinistra  in un operazione di perfetto "gattopardismo" cambiare tutto affinchè nulla cambi ) stava  apertamente flirtando con i brigatisti e con la sinistra radicale extraparlamentare incoraggiando i rampolli a impegnarsi politicamente all'estrema sinistra ( forse per cooptare alla guida della sinistra i loro rampolli ?)

I dirigenti della sinistra extraparlamentare , del centro nord e di Roma erano solitamente "giovin signori" di buona famiglia che usavano come massa d'urto, come " masse " e  "manovalanza"  proletari spesso immigrati dal centro sud  malamente integrati . Nel tempo alla sinistra sono  mancate le "masse"  e sono rimaste le elites sempre più borghesi e sempre più lontane dal sentire comune.

Abbiamo visto come a Malmoe in Svezia, si siano saldati " squatter"   che presumiamo di estrazione medio-alto borghese e immigrati. Ma riepiloghiamo brevemente  i fatti :

Un centro islamico adibito abusivamente a moschea,  a Malmoe in Svezia, in un quartiere "etnico" ,  viene sfrattato senza che gli ex affittuari abbiano avuto nulla da dire. Gli squatter ( zecche insomma ) vanno in soccorso dei " valorosi resistenti " per la maggioranza di origine mediorientale, tra cui molti palestinesi.

Risultato? la Polizia Svedese ha dovuto fare intervenire i colleghi danesi e far concentrare a Malmoe polizia da mezza Svezia.

Un caos paragonabile a quello greco MA al kebab e con la differenza sostanziale che un conto è la Grecia, in recessione economica e con una classe politica familista e corrotta in modo assolutamente bipartisan, un conto è la ricca ordinata Svezia, nota fino a ieri l'altro per l'Ikea le Volvo e le Saab  e per un welfare grasso.

E' difficile pensare che la Svezia progressista e socialdemocratica, che ha accolto a braccia aperte molti emigrati italiani divenuti a pieno titolo cittadini svedesi, perfettamente integrati e spesso imprenditori di successo, abbia "escluso" le ondate di immigrazione dal medio oriente e dal maghreb .

E' più facile pensare che l'integrazione a volte non sia voluta dagli immigrati di provenienza maghrebina e mediorientale, che tendono a autoghettizzarsi in quartieri etnici. Si noti come anche nelle banlieuse francesi, a promuovere gli scontri furono per la maggior parte promossi da immigrati di origine maghrebina.

Nulla vieta di pensare che la saldatura tra immigrati di origine mediorientale e maghrebina e sinistra radicale  possa essere emulata  in Italia. Anche da noi ci sono quartieri etnici,anzi in provincia di Bergamo, a Zingonia 
http://www.caffenero.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2084289http://www.caffenero.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1959113, esiste una vera e propria città etnica, da cui stanno fuggendo gli immigrati di origine senegalese e indiana, più volte scontratisi con l'etnia prevalente di origine nordafricana.

Non voglio affatto demonizzare gli immigrati di origine maghrebina.R
esta però il fatto che, se la comunità indiana ( in special modo di fede sikh )  e  senegalese e  si sono integrate piuttosto bene , la comunità maghrebina è al centro della cronaca nera.  

Vogliamo fingere che non sia così ? facciamo pure. Si dice che l'integrazione è cosa buona e giusta. Non nego che sia molto stupido fare demagogia sull'argomento come troppo spesso fa la Lega Nord

D'altronde non è plausibile che nella tollerante  Svezia gli immigrati non siano stati aiutati ad integrarsi.
Quindi essere vicini agli immigrati, non risolve il problema dell'incontro tra culture e i fatti di Malmoe lo dimostrano.

E' poi utile notare che  culture diverse , se hanno qualcosa in comune si possono incontrare e magari scontrare, ma poi trovare un punto di sintesi. Ma temo che la cultura mediorientale e maghrebina di punti di contatto con la cultura europea, ne abbia ben pochi, per non dire nessuno.

Ed  è assolutamente inutile fingere di non vedere che alcune comunità anzichè integrarsi si autoghettizzano, ricreando nelle città italiane del centro nord delle piccole Marrakesh in preda al più assoluto degrado e all'illegalità diffusa.

C'è solo da sperare che in soccorso degli "autoghettizzati" non corrano i ragazzi dei centro sociali italiani , in cerca di una "massa d'urto" cui mettersi alla guida, per creare una sorta di neocomunismo islamico.

Oltretutto temo che sfugga ai neocomunisti che le "masse islamiche " una guida politica l'hanno già  nei mullah e negli imam, che userebbero capi e capetti della sinistra radicale per poi disfarsene.

Perchè è assolutamente chiaro per tutti, tranne che per i neocomunisti, che quanto di più antitetico alle idee della sinistra è appunto l'islam tecratico omofobo e misogino.



Pike




24 giugno 2008

Giù le mani dalla valorosa Kompagna Beatrice Borromeo !

 

 

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E’ scoppiato l’amore tra il figlio di Carolina di Monaco, Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo. Il settimanale Diva e Donna li ha paparazzati insieme durante una splendida festa organizzata a Monaco. Infatti come gli ammiratori della bellissima Beatrice Borromeo potranno osservare, la ragazza stà ballando mooooooolto vicina a Pierre Casiraghi.

Insomma quando tutti credevano che Beatrice Borromeo fosse pazza di Michele Santoro, la spalla del conduttore di “Annozero” ha sorpreso tutti. Brava Beatrice Borromeo. Che dite, tra i due ragazzi verranno i fiori d’arancio? Mah! Vedremo

pierre.jpg

Insomma la bella contessa rossa , discendente di San Carlo Borromeo nipote di Marta Marzotto e cognata di John Elkann,  una volta di più dimostra che si, va bene un po di afrore di ascelle proletarie e di cassaintegrati , ma alla lunga è preferibile accoppiarsi con  i propri pari.

Non di meno, riteniamo che se la contessina Beatrice Borromeo vuole essere credibile, come paladina dei precari e più in generale "degli ultimi", come si pone in qualità di co-conduttrice della nota trasmissione" Annozero" dovrebbe frequentare meno Montecarlo e Portofino e di più le fabbriche e le periferie degradate.

Altrimenti rischia di risultare scarsamente credibile ,anzi , ridicola.

Io se fossi il primo da sinistra, presumibilmente un ex operaio ormai pensionato , € 800 al mese o poco più , mi sentirei scarsamente rappresentato da una tizia che ha un blasone araldico (in basso al centro ) e  un boyfriend che diventerà uno degli eredi di un paradiso fiscale.

Magari è un mio limite, per carità, ma dubiterei che la contessina Beatrice Litta Modignani Visconti Borromeo ( questo è il cognome integrale )  difficilmente potrà mai capire davvero i problemi veri di un precario o di un pensionato.

Del resto, Palmiro Togliatti , per sentirsi vicino, anche fisicamente alle classi lavoratrici, per capirne i veri problemi , viveva per scelta in un quartiere popolare ed in una casa " Ina " , in una casa popolare.

Una cura di questo tipo, " a la Togliatti " non farebbe male  agli attuali presunti "comunisti" radical chic.

Giusto per fare un esempio scommetto che una settimana di convivenza con i "migranti"* vo meglio ancora in un quartiere popolare romano vicino un campo rom, porterebbe molti " giovin signori " a riconsiderare le loro idee e a fare un tuffo per una volta, non in una sontuosa piscina , ma nella realtà.

Pike
 
*: migranti - termine in voga tra  zecche et similia, di un disgustoso politically correct , atto ad indicare gli immigrati. Un premio a chi mi dice che diffrenza c'è tra immigrati e migranti .

Nella foto un immigrata clandestina sbarca a Lampedusa 
Beatrice Borromeo si diverte al mare




13 giugno 2008

IL COMUNISMO HA UN FUTURO?

 

    
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Il comunismo ha due facce, una ideologica e una storico-politica
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Dal punto di vista ideologico, è immortale: rimarrà nei libri di filosofia e nei libri di economia non diversamente da come vi rimarranno il colbertismo o il monetarismo. Se invece si pone il quesito dal punto di vista storico-politico – se cioè in futuro si avranno Stati come l’Unione Sovietica – la risposta è del tutto diversa: il “socialismo reale”, come è stato a suo tempo chiamato il regime comunista incarnato nella storia, è definitivamente morto. Dove ancora sopravvive qualche regime che si ispira alla falce e al martello, si ha soltanto una dittatura che trova più comodo avvalersi delle ultime tracce di quell’ideale fallito per mantenerne in concreto la struttura poliziesca e il totale controllo della popolazione. Il fallimento del comunismo – in termini di benessere e di libertà dei cittadini – è stato così patente, che oggi nessuno prende seriamente in considerazione una sua riedizione.

C’è tuttavia un terzo modo di vedere il comunismo. Un modo che ha ben poco a che vedere con la sua teoria e molto, invece, con la palingenesi da esso promessa.

Molti credono che il comunismo sia una ideologia tendente ad una migliore giustizia sociale: e da questo è derivato il suo successo. Ben pochi saprebbero dire che cos’è il plusvalore, per Marx; non diversamente da come gli risulterebbero incomprensibili termini quali circolazione forzosa, dumping, utilità marginale, legge di Gresham, e perfino elementari evidenze come l’utilità dello scambio o il prezzo come incontro tra domanda e offerta. Essi sognano soltanto di porre un termine all’avidità e all’egoismo degli uomini, di sradicare definitivamente la corruzione e la povertà, di creare una società in cui tutti sarebbero felici, se solo gli uomini fossero angeli. Il bisogno di credere a queste cose è così forte che sopravvive a tutto.

La gente non riesce a rassegnarsi ai dati ineliminabili del reale e infatti i giornali sono sommersi da lettere che deprecano l’immoralità e propongono per ogni sorta di problema soluzioni tra l’inverosimile e l’infantile.

In generale, chi più vorrebbe il bene comune (e meno sarebbe capace di realizzarlo) ha una mentalità di sinistra. Ciò che la gente è pronta a percepire è il messaggio palingenetico: molti hanno creduto che “comunismo” significasse la fine dei privilegi e perfino di tutte le differenze fra gli uomini; un tipo di governo in cui la classe dominante fosse finalmente quella del popolo minuto; un regime economico che, smettendo d’ingrassare quelli che già sono ricchi, rendesse finalmente meno poveri i lavoratori.

Un messaggio di giustizia e redenzione non dissimile da quello del Cristianesimo, insomma. Con l’unica, fondamentale differenza, che mentre il Cristianesimo il raddrizzamento dei mali lo promette nell’aldilà, il comunismo lo prometteva nell’ “aldiquà”. Ed è fallito proprio per questo. La realtà ha permesso la verifica della promessa e s’è visto che essa non era mantenuta.

I lavoratori avrebbero dovuto essere più ricchi che nei paesi capitalistici ed erano invece più poveri. Avrebbero dovuto essere più liberi ed erano schiavi. Il comunismo avrebbe dovuto produrre l’uguaglianza, e invece i membri del partito erano “molto più uguali degli altri”, fino ad avere negozi loro riservati (Beriozka), vietati ai normali cittadini. Il risultato è stato un rifiuto viscerale da questo imbroglio, tanto che oggi, se vi sono paesi che non rischiano certo di divenire comunisti, sono proprio quelli che tali sono già stati.

Tutto questo appartiene al passato ma non tutti lo conoscono: e dunque la spinta che ha creato il successo del comunismo, cioè la tendenza all’utopia, è sopravvissuta a questa disfatta storica.

Su di essa si basa - per esempio – il successo dei Verdi. Tutti gli indicatori economici dicono che la produzione di elettricità col sistema fotovoltaico è rovinosa, dal punto di vista finanziario? Questo non scalfisce le convinzioni di chi sogna un mondo ecologicamente perfetto. Tutte le esperienze dicono che più si nazionalizzano i servizi più diventano costosi e inefficienti? Questo non impedisce che gli ingenui sperino in grandi enti disinteressati e innamorati del bene comune. E si potrebbe continuare a lungo. La quantità di persone indifferenti ai dati reali e capaci di sognare cose belle e perfette, è talmente alta da avere un’influenza sulla vita degli Stati sviluppati. I molti votano e se, per esempio, confondono bomba atomica e centrali nucleari, si hanno le conseguenze che conosciamo.

In questo senso il comunismo è eterno. Esso è infatti una delle molte incarnazioni di quella speranza utopica che ha prodotto tanti disastri: non ultimi il nazismo e il maoismo. E di questa tendenza l’umanità non guarirà mai. Proprio perché, se tutti raggiungono la maggiore età fisica, non tutti raggiungono la maturità mentale.

Gianni Pardo, giannipardo@libero.it

 




6 giugno 2008

"Fascista, non puoi fare l'esame"Uova e insulti degli autonomi: una studentessa di destra, Augusta Montaruli, cacciata dall'università

  

MASSIMO NUMA
TORINO

Alla fine ha rinunciato. Niente esame di procedura penale, il terz’ultimo prima della laurea. Augusta Montaruli, 24 anni, studentessa di legge a Torino e dirigente di An-Azione Giovani, ieri mattina è stata affrontata da un gruppetto di autonomi, decisi a impedire le prove d’appello per ricordare gli incidenti alla Sapienza. Lei gira da quattro anni sotto scorta. Tre amici che la proteggono da insulti e anche aggressioni fisiche. «Sono abituata a questo clima, ma oggi era proprio impossibile. Ho ceduto per difendere gli studenti nella mia situazione. Assurdo».

«Fascistella, te ne devi andare. Qui non puoi entrare», le urlano. C’è anche uno slogan dedicato e lei: «Le donne di destra non sono liberate, sono solo serve e non emancipate». Le più accanite sono le ragazze. Neanche fosse una questione personale. Augusta è anche protagonista di un fumetto, pubblicato su un sito anarchico. Con una conclusione agghiacciante: «Premi con forza la faccia dell’Augusta per capire che pensa». L’Augusta ha 24 anni, di cognome fa Montaruli. Autonomi e sinistra radicale avevano organizzato il presidio. Immediata la contro-manifestazione dei ragazzi di destra. Lei è un tipo gracile, indossa un trench bianco e resta immobile per ore davanti all’ingresso, circondata dai militanti di An. Di fronte, una ventina di autonomi del collettivo universitario. Nasce così un’interminabile, bizzarra mattinata. Da una parte, verso l’uscita, il gruppetto di antagonisti. In mezzo un robusto cordone di poliziotti, diretti dal capo della Digos di Torino in persona, il vice-questore Giuseppe Petronzi. Ricapitolando: quelli del presidio di An, secondo gli antagonisti (striscione: «Via i nazi-fascisti dall’Università») non dovevano assolutamente uscire dall’ingresso principale, semmai da quello posteriore, tanto da rimarcare una fuga ingloriosa. Gli avversari non hanno ceduto di un millimetro, sino a quando gli appelli non sono finiti. La pazienza dei poliziotti è stata messa a dura a prova. Quando il leader, il dottorando Davide Grasso, ha tentato di aggirare gli agenti del reparto mobile, ed è stato allontanato senza se e senza ma, e quando, al 90’, la polizia è avanzata con decisione, sino a sospingere fuori dai cancelli gli autonomi, fradici di pioggia.

Cortine di fumogeni, lanci di uova e slogan funerei: «Camerata basco nero il tuo posto è al cimitero». Poi richiami nostalgici alle fucilazioni di massa delle «camicie nere». Scene di una guerra virtuale, come non accadeva da tempo, e seguite con estrema nonchalance dalla grandissima maggioranza dagli altri studenti. Acqua a dirotto; sotto le tende del chiosco-bar «Il rettore», gelati e coca-cola per ingannare il tempo, in attesa che lo spettacolo finisse. Chissà, magari con uno scontro vero, e non solo a parole. Risate e battute.

Ezio Pelizzetti, il rettore, non ride affatto. «Non credo assolutamente che sia giustificato questo clima di intolleranza. Tutti hanno il diritto a manifestare le proprie idee. L’università è un luogo di confronto, di scambi di idee e di pensiero. Devo dire che gli studenti torinesi sono 75 mila e solo una piccolissima percentuale ha scelto la strada della violenza. Spiace che le forze dell’ordine siano costrette a intervenire per garantire un clima libero. Noi, d’altra parte, che possiamo fare? Spiace per la studentessa, che ha rinunciato a sostenere l’esame».

( Fonte : La Stampa )




19 maggio 2008

FIGHT CLUB - la recensione



 Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei la canticchiante e danzante merda del mondo!

La pubblicità ci mette nell'invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per poterci comprare idiozie che non ci servono affatto.

Siamo i figli di mezzo della storia, senza scopo ne' posto. Non abbiamo la grande guerra ne' la grande depressione. La nostra grande guerra è spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita.

Cito qualche passo del romanzo, sperando di farvi venire voglia di leggerlo.

Nel romanzo di  Chuck Palahniuk, il protagonista Tyler Durden, disilluso dalla cultura vacua e consumistica imperante nel mondo occidentale, è un giovane che si trascina in una vita fatta di bugie e di fallimenti. La sua unica valvola di sfogo sono gli incontri clandestini di boxe nei sotterranei dei bar ( i fight club ) .Si tratta, forse, del più cinico e spietato atto d'accusa,  nei confronti delle mode e gli usi del nostro tempo.

Tyler Durden, il protagonista del romanzo, si ribella alla società dei consumi attraverso un mentore che lo introduce nei " Fight Club " dove riscopre una dimensione di vita fatta di lotta, di violenza, di sangue. I"Fight Club" diventano, nel tempo , un movimento politico.

In Italia , l'autore , Chuck Palahniuk non ha avuto l'attenzione che meritava, forse perchè i temi di " Fight Club " e degli altri suoi  romanzi, sono chiaramente " di destra". D'altronde la critica ironica e aspra nei confronti del radicalismo chic  , gli avrà alienato le simpatie del'intellettualume italiano, che non ha potuto ignorarlo, ma neppure l'ha valorizzato, come avrebbe meritato.

Il romanzo è aspro, violento ma non privo di una vena di umorismo nerissimo, grottesco, che lo rende assoltamente godibile.

Dal romanzo è stato tratto l'omonimo film di David Fincher, che non tradisce il romanzo, anche se qua e la smorza la carica sovversiva di critica furibonda del turbocapitalismo.

Buona lettura.


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permalink | inviato da Pike il 19/5/2008 alle 9:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa


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