CaffeNero | Il Cannocchiale blog
.

  CaffeNero [ Meta blog delle Destre e non solo... ]
         









NOTE LEGALI. L’autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti dai lettori. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all’autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo spazio non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore dello spazio
che provvederà alla loro pronta rimozione."


Blog\Autori;

Politiche Giovanili:

- kinasafronte
 
www.Made_in_Italy.ilcannocchiale.it

- Simone 
www.simoneinarcadia.altervista.org

Controstoria e Revisionismo:

- Pike

- Caposkaw

Politica Attuale:

- mauromauro



Blog aderenti:

www.colognoinazione.ilcannocchiale.it 
www.forza_e_onore.ilcannocchiale.it
www.ercolinamilanesi.com




25 aprile 2009

la sinistra radicale e il valoroso compagno Jeeg robot d'acciaio

 .




IN PRESA DIRETTA , IL CORTEO DEI MORTI CHE CAMMINANO




Ovvero la sinistra radicale e il valoroso compagno Jeeg robot d'acciaio

Ho fatto una cosa mai fatta.


Io, che non ho mai partecipato a un corteo o a una manifestazione in vita mia, spinto da una curiosità da cronista, sono andato al corteo del 25 aprile alla mia città , Milano.

Arrivato in metropolitana alla stazione di Loreto, scendo. C'è un banchetto grillesco per i tre referendum. Da bravo , faccio la fila per firmare (così il caro pike è contento (ahr ahr ahr!) e riparto.


Stranamente, c'è relativamente poca gente in giro. Per chi non conosce Milano, da piazzale Loreto c'è un viale diretto che porta al centro , dove c'è il Duomo e dove c'è la coclusione del corteo. Cammino cammino e accendo la prima sigaretta della giornata. Dove finisce il corso Buenos Aires (e inizia il la zona centrale della città) ci sono i vigili urbani che deviano il traffico. D'ora in poi è diventata una zona pedonale. Dopo i vigili ci sono dei camioncini (due ) che vendono salsicce e frittelle. Un buon odore di ciccia permea l'aria. Dei tali spacciano il PROGRAMMA DEL PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE e giornali consimili (?)....


Continuo ad ad andare avanti.


Il corteo.


Prima impressione.


È una festa nazionale italiana? Ci sono troppe bandiere rosse. C'è anche una bandiera cubana, bandiere anarchiche, una bandiera del paese basco, tante bandiere del PD... ma una sola bandiera italiana... grande si, in cima al corteo , ma solo quella... (ne vedrò un'altra , solo una)


Continuo a camminare. Mi sento un virus in mezzo alle cellule. Sbarbati, tantissimi. Anche persone più vecchie con bambinaggio al seguito. Anziani, ma non molti. Striscioni vari , autocarri con altoparlanti che sbraitano musica... ma non inni della resistenza , canzoni rock o , il primo che incontro, una bella canzone sulla mariagiovanna che gli riempie la vita (c'è da chiedersi se il personaggio la coltiva o la compra al marocchino all'angolo...) . La cosa che mi basisce (ma non tanto) è che ogni tanto un autocarro ulula la canzone dell'armata rossa (1).... sui camion dei centri sociali l'oratore sbraita contro berlusconi , MA ANCHE contro Veltroni , Prodi e Bertinotti...


Alcuni arterio fanno discussioni accalorate: Mao Tze Dong ha cercato di costruire l'uomo nuovo....interessanti come il sesso degli angeli.


In mezzo al corteo degli uomini trascinano delle vasche di plastica con dentro del ghiaccio e dei beveraggi, tra le quali , mi stupisco, la capitalistica e multinazionale Coca-cola. Prezzi poppolari, grazie al cielo.


Ogni tanto , degli sbarbati attaccati agli striscioni intonano Bellaciao... fate pupi, fate.


Attorno al corteo non si nota una divisa... immagino per non eccitare gli sbarbati (è iniziato il periodo dell'allergia...e gli sbarbati sono portati all'allergia, complice qualche birra e qualche spinellone).


Mi infilo in mezzo a loro, e continuo a camminare. E forse percepisco qualcosa... un senso di annullamento... essere massa. Qualcosa che si prova allo stadio o ai concerti rock.


Mi riscuoto subito e proseguo. Arrivo a San Babila, mi infilo nel corso Vittorio Emanuele. I mimi in bianco, con un fissità di statue, assistono al passaggio di tanta gente , tutti con un qualcosa di rosso, una camicia , un fazzoletto. La cosa interessante è che non sono poi tantissimi. Altra gente mangia il gelato o guarda le vetrine , sbattendosene alquanto.


Piazza del Duomo è una calca di gente che assiste al discorso di un oratore. Non ho voglia di infilarmi là in mezzo e entro nel Duomo. Altra scoperta. Dentro il Duomo, una calma millenaria. Gli ululati dell'oratore e della folla si sentono sommessi, scompaiono. Dopo questa parentesi spirituale, mi rituffo nella folla. Risalgo all'indietro il corso vittorio emanuele e all'altezza del Disney Shop un incidente ridicolo. Uno sbarbato sui 17 anni (buttati nel cesso) ulula: I PUPAZZI SONO FATTI DAI BAMBINI DEL TERZO MONDO E VOI LI DATE AI VOSTRI BAMBINI e via delirando. Particolare curioso, i suoi amichetti attorno sembrano imbarazzati... magari, a loro, Topolino piace ....


Sempre rinculando, compro una birretta da un tizio con un vasca. 2 Neuro, bella fresca.


Forse rigalluzzito dalla birrozza, compio un autentico atto controcorrente e anticonformista:


VADO IN MEZZO ALLA STRADA E CAMMINO IN SENSO CONTRARIO ALLA MANIFESTAZIONE.


Coraggio da leone? Sicuramente no.

Ma di certo pari al coraggio di questi qua che ululano in mezzo alla folla.

Dopo questo atto , che molti dei miei lettori giudicheranno da fascista intollerante, esco dalla fine del corteo, dove c'è il camion dei leoncavallini.


Dietro la coda del corteo, a una ventina di metri, una dozzina di carabinieri in assetto antisommossa. Davanti a loro , un gigante in divisa , evidentemente il loro comandante.


L'oratore dei leoncavallini sbraita sull'assoluzione al processo per i fatti di Genova e invoca il tribunale per Bush, Berlusconi eccetera eccetera. Sembra che se la prenda proprio con il gigante, che da parte sua, freme incazzoso.


Dietro i carabinieri, gli spazzini che puliscono la strada , dall'immondizia che i compagnuzzi hanno seminato.

....

(piccola parentesi sclero. Alla stazione delle metropolitana del ritorno , nella banchina opposta alla mia , un 50/60 enne fa versi e gesti da jeeg robot d'acciaio. Si è capito che perdere le elezioni dà alla testa....)



Kaposkaw

(1) spiegatemi cosa c'entra con la resistenza italiana....





4 giugno 2008

VILE ATTENTATO FASCISTA SQUADRISTA - un gruppo di facinorosi occupa la sede di un partito - non accadeva dagli anni '70

 




Venezia: Centri sociali occupano sede Lega Nord

04 Giugno 2008, 11:08

VENEZIA - Alcune persone, appartenenti ai Centri sociali, hanno occupato la sede della Lega Nord a Mestre. Michele Valentini, portavoce dei no global veneziani, ha spiegato che è la risposta alla manifestazione del Carroccio contro la costruzione di un campo nomadi per i Sinti a Favaro Veneto. All'esterno della sede della Lega è stato esposto lo striscione con scritto: "Fuori i razzisti da Venezia". (Agr)




1 giugno 2008

Rovesciare il '68. Pensieri contromano su quarant'anni di conformismo di massa

 

Il '68 ha fatto i figli e perfino i nipoti. È andato al potere ed è diventato conformismo di massa, anzi, sostiene Marcello Veneziani, canone di vita.
Ha creato luoghi comuni e nuovi pregiudizi, codici ideologici, da rispettare implacabilmente per essere ammessi al proprio tempo, come il politically correct.
Ma nel 2008, quarant'anni dopo, i sessantottini cominciano a farsi sessantottenni, ed è forse giunto il momento di fare i conti con la loro opera e la loro eredità.
Questo viaggio nella "piccola preistoria" degli attuali pregiudizi è compiuto con spirito omeopatico: un veloce insieme di schizzi e frammenti, di flash e immagini, foto di gruppo e istantanee di pensiero.
Uno zapping lampeggiante animato da un triplice progetto: descrivere in breve cosa fu il '68, narrare cosa resta e quali sono le sue rovine oggi ingombranti e, infine, capovolgere il '68 attraverso l'uso creativo e trasgressivo della tradizione.
Una lettura assolutamente consigliabile, divertente e veloce, una base di partenza per ripensare il '68 e l'eredità che ci ha lasciato. 


 




30 maggio 2008

CARLO ALBERTO DALLA CHIESA secondo il noto sito INDYMEDIA - DALLA CHIESA CARNEFICE B.R. VITTIME - ovvero come la sinistra radicale distorce la realtà

 

dal sito indymedia:

Nelle commemorazioni ufficiali di Dalla Chiesa si "dimenticano" alcuni fatti importanti della vita del generale, quali la strage di via Fracchia (Genova 1980) o la sua adesione alla loggia massonica eversiva P2 
Ricorreva ieri il 25° anniversario della uccisione, da parte della mafia, del generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Nelle commemorazioni ufficiali e nelle idilliache biografie di regime -- tutte tese a presentare il generale quasi come un santo, comunque come un uomo probo e integerrimo caduto nella lotta implacabile contro la mafia -- si "dimenticano" disinvoltamente alcuni aspetti dell'azione e della vita del carabiniere-generale, che pure devono essere ricordati.

Ad esempio, nel 1974 si distingue per la feroce repressione della rivolta nel carcere di Alessandria: alla fine si conteranno sette morti e quattordici feriti.
Subito dopo, crea il nucleo speciale antiterrorismo, struttura che gli consente di arruolare Silvano Girotto ("Frate mitra") e di infiltrarlo nelle Brigate rosse: riesce così a catturare Renato Curcio e Alberto Franceschini (1975).
Facendo leva sul pentitismo, le azioni di infiltrazione e spionaggio
riesce ad assestare durissimi colpi alle organizzazioni combattenti.
Sempre sua è l'idea di rinchiudere i brigatisti in carceri di massima sicurezza (Cuneo, L'Asinara, Trani, Favignana e poi Palmi).

Il 28 marzo 1980, i carabinieri di Dalla Chiesa fanno irruzione in una base delle B.R., ritracciata su segnalazione del "pentito" Patrizio Peci, in VIA FRACCHIA a Genova ove vengono sopresi nel sonno e "giustiziati" a freddo 4 brigatisti rossi: Annamaria Ludmann, Riccardo Dura, Lorenzo Betassa e Piero Panciarelli.
Per questa strage, naturalmente, nessuno ha pagato nè è mai stata fatta alcuna inchiesta.
Da ultimo, non si può non ricordare che Dalla Chiesa appartenva alla loggia massonica eversiva P2, che si proponeva di instaurare in Italia, con metodi illegali, un regime autoritario e di destra
( fonte : indymedia 
http://piemonte.indymedia.org/article/43?condense_comments=false )

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


Questo è il ritratto del generale CARLO ALBERTO DALLA CHIESA , come viene tratteggiato dal nosto sito di " controinformazione " indymedia .

leggendo questo articolo, pare che il generale sia un carnefice e le Brigate Rosse  le vittime.

Noi sappiamo che non è così.

Noi sappiamo che il generale dell'Arma dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, caduto nella lotta contro la mafia , non è  stato affilliato alla Loggia P2 e meno che meno è stato un eversore di destra, sappiamo invece che il generale dalla Chiesa è stato  partigiano. Circostanza questa che il noto sito indymedia curiosamente non cita.

Noi sappiamo che le Brigate Rosse non era un associazione di boy scout cattolici, dediti a attività sociali e di volontariato, come quasi ce li fa apparire  indymedia,  ma  fanatici terroristi che hanno messo a ferro e fuoco il nostro paese per oltre un decennio.

Non stupisce perciò, che la "controinformazione" di sinistra, stia montando una campgna d'odio , di paura contro un ipotetica revanche fascista che giorno dopo giorno appare più pretestuosa e farlocca.

Leggendo Indymedia, direi che se c'è un rischio di involuzione violenta,  viene dalla sinistra radicale.

Perchè glorificare le Brigate Rosse svillaneggiando la memoria di Carlo Alberto dalla Chiesa, da un sito web molto conosciuto come indymedia, equivale ad avallare i gesti  criminali compiuti dalle BR allora, e fornire pezze d'appoggio ai "nipotini" , che paiono bramosi di emulare le gesta dei loro predecessori.

I predecessori,detto per inciso, hanno una cinquantina d'anni, quindi ancora relativamente giovani, hanno un know how strategico-militare notevole e in molti sono a piede libero per effetto dell'indulto.

Pike




30 maggio 2008

UN NERO ( NEL SENSO D'AFRICANO) TRA I FASCISTI SQUADRISTI NAZISTI DEL PIGNETO?

<b>Parla la banda del Pigneto</b><br><b>"Con noi anche un nero"</b>


TAFAZZIANAMENTE (nella foto) LA SINISTRA INSISTE SULLA MATRICE FASCISTA NAZISTA SQUADRISTA DEI FATTI DEL PIGNETO.RIPORTO UN ARTICOLO DEL NOTO QUOTIDIANO NEOFASCISTA " REPUBBLICA"

ROMA - C'è un ragazzo con la pelle nera nel sabato del Pigneto. Ma non è nato in Bangladesh, né nel Maghreb. Perché in questa storia non è uno degli aggrediti, ma uno degli aggressori. In via Ascoli Piceno, impugnava una mazza come i "pischelli" bianchi cui si era unito. Un nero contro altri neri. Chi era insieme a lui nel raid ne parla da un telefono che ne protegge l'anonimato ("Purtroppo bisogna fà così perché ci sono ancora troppe guardie in giro e io devo ancora decidere se mi presento o no"). 

La confessione di Dario Chianelli, "Ernesto", ha scosso un gruppo che, da sei giorni ormai, vive acquattato nel quartiere e sembra averlo convinto "
che non c'è proprio più nulla da nascondere e tanto vale allora dire anche questa del "nero", così forse si placano tutti".
Il "nero" ha un nome e un cognome.
E' un ragazzo di colore che ha meno di trent'anni. E' cresciuto tra il Pigneto e il Prenestino. Lavora. E sabato, a quanto pare, non c'è stato bisogno di convincerlo ad unirsi al resto dei mazzieri.

"Se lo sentissi - dice il suo amico al telefono - non diresti mai che è un africano. E' uno de noi. Parla romano e magna romano come noi. Per questo è venuto con noi". Il ragazzo fa una pausa. "
Come bisogna spiegarlo ancora che la razza non c'entra? Ho visto che oggi (ieri ndr.) la politica sta continuando a parlà, a parlà. Stanno sempre a parlà. Non basta quello che ha detto Dario? Allora, forza, mettici pure questa. C'era uno de colore a menà. Si dice così, no? De colore. E sai perché? Lui al Pigneto è sempre stato rispettato. Nessuno l'ha mai fatto sentire di serie B. Questa è casa sua come è casa mia. E siccome stanno facendo lo schifo in casa nostra, a lui è salito il veleno come è salito a noi. Sai che gliene frega a lui del colore della pelle? Niente. A lui gliene frega ancora meno che a noi visto che è nero. Lui si è rotto il cazzo come noi. Punto e basta". 

Il ragazzo non ha nessuna voglia di spiegare come lui, il "nero" e gli altri ci siano finiti in via Macerata e via Ascoli Piceno. Se, come e quando le cose siano sfuggite di mano. "Dario ha detto bene. Ha raccontato bene quello che è successo. Quindi non c'è altro da aggiungere". Ha voglia invece di raccontare chi sono loro, "i pischelli". "Ma quali fascisti? Che te pensi? Siamo tutta gente che lavora. Che lavora con le mani. Il sabato sera con la donna o con la famiglia e, molti, la domenica allo stadio. Roma, Lazio. Ma niente ultras".
Per loro non è stato un portafoglio. Ma quello che dicono sia successo alle loro donne.
"A mia nonna gli hanno portato via la borsa e l'hanno pure insultata. A mia sorella l'hanno inseguita sotto casa di notte, che se c'ero io quella sera finiva male".

E così agli altri, sembra di capire. Tutti e quindici i protagonisti del raid avrebbero avuto uno sgarro da esibire nel pantheon del risentimento di quartiere. E dunque da vendicare. Con una scelta che sembrerebbe avere avuto il segno crudele e primitivo della decimazione. Colpirne uno per educarne cento. Punire l'indiano di via Macerata per dare man forte a Dario che chiedeva conto dello scippo alla sua ex moglie, vendicando così tutte le donne del Pigneto. Punire il bottegaio bengalese di via Ascoli Piceno che vende vino e birra fino all'alba, mettendo al proprio posto e sul chi vive tutta la filiera di balordi che normalmente vi si abbevera.

Eppure, forse, non è proprio così. Con i bengalesi sembra covi anche dell'altro. Il ragazzo al telefono dice: "Ma lo sai quanto sono impaccati di soldi? Li vedi che tirano fuori dalle tasche rotoli da 50 e 100 euro. Come fanno a tirarli su? Anche io lavoro, ma quello che guadagno io in un mese loro se lo portano a casa in una settimana. Com'è?". E' una domanda che anche Dario ha affacciato nel suo racconto. Una domanda che trova una risposta in ciò che i "pischelli" del raid e l'intero quartiere sembra diano da molto tempo per assodato. Dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio, senza perdersi dietro a inutili fronzoli. E cioè che la comunità dei bengalesi sia diventata il complice ombrello alla cui ombra si ripara lo spaccio capillare dei maghrebini. I bengalesi non danno nell'occhio. I bengalesi sono gente pacifica che non attira "le guardie".

Nelle loro botteghe, i maghrebini hanno capito che possono parcheggiare la droga che spacciano o la refurtiva che riciclano senza rischiare nulla. E con il minimo sforzo. Dice ancora il ragazzo:
"Io non lo so se questi bengalesi qua lo fanno perché hanno soltanto paura dei marocchini o se invece lo fanno, soprattutto perché dai marocchini prendono la stecca sulla roba che quelli gli inguattano. Sia come sia, la roba esce dalle botteghe loro. E quindi meritavano una ripassata. Voglio vedere se adesso se rimettono a fà come prima".

Il ragazzo dice che deve chiuderla qui. Ha fretta di parlare con gli altri. Perché ora, dopo la confessione di Dario, il gruppo deve decidere che fare. I "pischelli" hanno capito che la polizia sa chi sono. E hanno capito anche che il ritorno di Dario al Pigneto da uomo libero è una mano tesa a chiuderla davvero questa storia. Ha un'ultima battuta:
"Quello che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto per il Pigneto. Ma adesso, qui al Pigneto, tutte queste guardie che girano cominciano a essere un bel casino".


(30 maggio 2008)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pigneto razzismo p38 fascisti xenofobia tafazzi

permalink | inviato da Pike il 30/5/2008 alle 11:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (102) | Versione per la stampa


sfoglia     marzo        maggio
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom