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8 gennaio 2009

il fascismo degli antifascisti - la riverginazione dei fascisti

 

il fascismo degli antifascisti - la riverginazione dei fascisti

 
































E' fatto arcinoto che molti intellettuali del dopoguerra, codificatori dell'antifascismo religione laica, furono perlopiù ex fascisti, vedi  ,http://caffenero.ilcannocchiale.it/post/2033083.html e http://caffenero.ilcannocchiale.it/2008/10/03/crapa_pelada_jazz_fascismo_rep.html spesso anzi i fascisti della seconda generazione, i cosiddetti "giovani turchi " che gravitavano intorno alla rivista "Primato" aderirono entusiasticamente all'antisemitismo propugnato in forma virulenta da Giuseppe Bottai*- vedi nota-  .

Come d'altronde è incontrovertibile che moltissimi intellettuali sulla breccia nel dopoguerra nel campo comunista, citiamo ad esempio il regista Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni , Elio Vittorini , Vasco Pratolini  e perfino Pierpaolo Pasolini  e molti altri , militarono nei GUF e 
 furono in alcuni casi addirittura "littori".

Di certo per il PCI  che durante il ventennio nella clandestinità non potè attirare "masse" fu molto utile attuare una polica di "braccia aperte" verso chi , per opportunismo o per sincera condivisione di ideali, credette di riciclarsi militando nel PCI .

Il cinico e pragmatico Palmiro Togliatti, spesso in dissenso con altri dirigenti meno "elastici" credette di poter arruolare masse di intellettuali pronti a codificare la "supremazia intellettuale e morale" del PCI, potendo contare su una fedeltà pressochè canina.

In sostanza Togliatti garantiva la riverginazione  degli imeni lacerati dalla passata militanza in camicia nera, pretendendo per contro fedeltà pronta cieca ed assoluta.

I reverginati ovviamente subivano un ricatto continuo per il  passato fascista, per cui non potevano in alcun modo dissentire dalle linee guida stabilite dal Comitato Centrale, pena la dereverginazione e i panni sporchi del passato stesi  in piazza.

Ma di questa reverginizzazione dei fascisti, si sono occupati Renzo De Felice, Giuseppe Parlato  , Luca La Rovere. Di cui non posso  che consigliare la lettura, molto interessante , sebbene sgradevole per molti.

Risulta difficile credere che  il popolo italiano abbia : «riacquistato in una notte il suo sicuro, istintivo senso della realtà storica» (l'Unità, 27 luglio 1943), senza che parte dell'eredità storica del fascismo non abbia contaminato i post-fascisti.

Ma senza dilungarmi oltre ,
vediamo oggi quanto di fascista ci sia negli antifascisti, con degli esempi pratici.

E' evidente un fondo antisemita nella sinistra italiana e un terzomondismo anticapitalistico, antioligarchico , di evidente estrazione fascista. Come si diceva ( e si dice ) antidemoplutocattomassosionisti.** - vedi nota -  

Ora ed oggi Israele è un tabù 
http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/26/Corteo_contestati_brigata_ebraica_fratelli_co_9_080426128.shtml.

Ora e oggi Vauro tratteggia Fiamma Nirenstein , rea di essersi candidata ed eletta nelle liste del PDL in quota AN , con tratti somatici chiaramente e parodisticamente  semiti.
.


Confrontate i nasi adunchi. della prima vignetta è autore il controverso Vauro, della seconda un ignoto fumettista tedesco, ma a me paiono non molto diverse. Uno era nazista e l'altro co-custode della memoria della shoah, ma potrebbero essere i due "artisti" , fratelli di latte.

D'altronde è paradossale che i libertari di sinistra siano sempre pronti a mettere a tacere con insulti e talvolta con minaccie chi non la pensa come  loro, mentre dovere di un libertario sarebbe di difendere anche chi non la pnesa come loro, oppure a condannare ad una sorte di "morte civile" gli intellettuali e gli artisti non conformi, cosa che sa molto di "fascista". Si noti come Corrado Guzzanti, dopo essersi scontrato con la sinistra italiana sia pressochè sparito dagli schermi, malgrado le indubbie qualità artistiche.

Stessa sorte è toccata ad altri,com'è noto. Viceversa il fazioso e benpensante fintobuono cattocomunista Fabio Fazio viene paragonato nientepopopòdimeno che a David Letterman e il Benigni di oggi, sempre più spento e buonista è quasi un paladino delle "masse" di sinistra.

Del resto è paradossale che da parte di laici  libertari , vi sia un approccio alla politica di stampo fideistico, religioso e dogmatico, con precetti ( l'odio verso Berlusconi ) dogmi ( l'antifascismo astorico ) riti e simboli distintivi della militanza ( le borse di stoffa e in generale il look )  finalizzati ad una massificazione e alla propria omologazione. A mio avviso retaggio diretto se pure inconscio del "Sabato Fascista " in
camicia nera.

E' disgustoso , girando per blog vedere come manchi assolutamente spirito critico dei commentatori di sinistra, come dai libertari venga la più assolta antidemocraticità , invettive per le invettive attenzione ,non durante dibattiti accesi, quando ci potrebbero stare , ma invettive e insulti in via preventiva , quasi degli anatemi, a conferma della politica vissuta come "religione laica" .

E si noti come, relativamente alle vicenda israelo-palestinese, vi sia un sostanziale sintonia tra destra radicale e sinistra radicale. Segno di una comune radice?

Quanto fascismo negli antifascisti.

Pike

* : Giuseppe Bottai, peraltro sospetto d'essere d'origine ebraica ,tant'è che veniva chiamato per dileggio "Pino er giudio" fu tra i gerarchi, uno di quelli più attenti alla cultura ed intellettuale esso stesso e uno dei più accessi antisemiti del Regime . Non a caso molti " giovani turchi" già protetti da Bottai, dopo essre stati reverginati continuarono ad essere se non antisemiti almeno antisionisti. 






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