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23 maggio 2009

L'armata dell'anello vive e lotta insieme a noi - una vignetta di Alfio Krancic

 




30 aprile 2009

25 aprile a Milano, TODAY.

  

25 aprile a Milano, TODAY.

Ecco qua!

Dopo un anno, un altro corteo del 25 aprile da raccontare. E incominciamo.

Scendo dalla metro prima di Loreto e comincio a camminare verso il Corso Buenos aires. Casualmente, camminano con me un gruppetto di poliziotti con caschi e scudi trasparenti. Sembrano tranquilli, parlano tra loro (con accenti tipicamente sudisti! Per caso Bossi ha ragione?) di cose futili e disimpegnate.

Mentre siamo ancora sul viale Monza, gli extracomunitari stanziali fissano i poliziotti con occhi sbarrati... che ne abbiano paura?

Arrivato a piazzale loreto, si vedono i carabinieri, di quelli duri, con le vere tenute antisommossa.

Ma anche loro sono tranquilli e aspettano.

Camminando camminando, arrivo nella zona della manifestazione. Noto subito alcune differenze rispetto all'anno scorso. Non ci sono i venditori di salamelle. Ci sono invece degli spacciatori di magliette con delle curiose rastrelliere semoventi. Quando la coda del corteo si muove, le sollevano e si spostano pure loro. Oddio, la magliette sono piuttosto banali, tutte CCCP, AEROFLOT (?) il chec'ho ghevara, tranne una con l'immortale Abatantuomo che grida “VIUUULENZA”...

Resisto a fatica all'impulso di comprarla e proseguo.

Mi rendo conto di una cosa. C'è meno gente dell'anno scorso, e sembrano meno nervosi...magari rassegnati?

E ci sono più bandiere tricolori dello scorso anno! Questo non può che farmi piacere. Le bandiere del PD sono in un gruppo compatto, e non vedrò altre.

Tranquilamente, risalgo il corteo camminando sul marciapiede. Noto un giovane che attacca un adesivo su una vetrina... ma lo fa di soppiatto, cercando di non essere notato, e poi scappa via.

Guardo l'adesivo :”un pendente è per sempre” con la figura di mussolini...

Il tizio aveva una brutta faccia, e anche paura di quello che stava facendo.

Passando attraverso il corteo da una parte e dall'altra, rilevo la presenza di molti negri che cercano di vendere dei libri ai manifestanti, ma il poppolo demmograttico li snobba... dobbiamo considerarlo razzismo o semplicemente mancanza di pecunia?

Teso come sono all'ottimismo, lo considero razzismo progressista. I negri (e gli zingari) stanno bene nell'orto del vicino, nello stesso posto dove il progressista butta nottetempo la spazzatura...

Il corteo è più corto, e riesco senza problemi (e senza fretta) a risalire fino quasi fino alla cima della manifestazione, dove c'è la banda musicale e i rappresentanti dei sopravvissuti dei lager.

Intermezzo comico.

Mi si avvicina un simpatico ragazzo (orientale, forse filippino) e mi chiede, in un inglese migliore del mio, se è una manifestazione religiosa, cristiana, per usare le sue testuali parole... Effettivamente, a ripensarci adesso, mi vengono dei dubbi... cristiana no di sicuro, religiosa probabilmente...

Al momento, però, gli rispondo che è una manifestazione politica. Discorrendo, mi dice che cerca un negozio “Dolce & Gabbana”. Poveretto! Avrà molto da camminare. Lo indirizzo verso il centro.

Nel frattempo, la manifestazione si muove lentamente.

Dopo i sopravvissuti dei campi, un vecchio signore in camicia rossa e berretto garibaldino avanza dignitosamente....

Noto un capannello di persone che si muove compatto, sul marciapiede dove sto, e noto una faccia conosciuta. Il mitico trebbiatore! Oppure cappellaio, dato che cerca di mettere il cappello un po' a tutto....

Il trebbiatore coi suoi schiavi mi passa a meno di 5 mt di distanza. Vorrei esprimere il mio apprezzamento su di lui, ma mi manca il treppiede, e sputargli addosso potrebbe essere considerato offensivo, senza considerare che se dovessi misurare in saliva la mia stima verso il personaggio, non basterebbe una cisterna...

il bisaccese, salvato dall'inondazione, si allontana velocemente.... ho mancato una buona occasione per entrare nella cronaca.

Per nulla dispiaciuto, ricomincio a attraversare di qua e di là.

Un demente agita come un pazzo una bandiera palestinese enorme, più grande delle bandiere italiane che ho visto... a livello simbolico, significa che questa è diventata una manifestazione palestinese? Comunque un gruppetto di ragazzi dotati di camicia azzurra con stella di davide, passa in mezzo al corteo senza essere molestati...

Un sacco di volantinaggio, un sacco di sigle diverse..dipietro Italia dei valori (immobiliari), uaar, carc, milano città aperta, comitato nazionale di ricostruzione del partito comunista d'Italia (marxista-leminista) eccetera eccetera.... nessuna voce comune, anzi no. L'unica cosa comune :

Berlusconi cattivo! (a me sembra un po' puerile). Passano persone avvolte nel tricolore, e anche questo lo considero un buon segno.

Staziono nella zona dei camioncini dei centri sociali. Musica alta, soliti insulti, le solite cose, insomma. Uno sbarbato attacca col nastro adesivo dei manifestini a una vetrina. Una donna, evidentemente la proprietaria, esce dal negozio e li strappa subito. Allo sbarbato che la guarda risponde “insomma, devi capire!”. Lo sbarbato fa cenno di si, si allontana di qualche passo e attacca velocemente l'ultimo manifestino alla vetrina e scappa. Un dispetto infantile.

Bandiere dei pirati, bandiere nere anarchiche, ma in sottotono...

casi umani... due donne innalzano un cartello con sopra la sigla di un'organizzazione lesbica... ammazza che grugni! Ma sono lesbiche per intimo sentire o per disperazione?

Associazione uomini casalinghi, con uomini in grembiule che brandiscono fieramente degli spazzoloni..

Qua e là, zaffatine di mariagiovanna…

Un tale con i vestiti da skin e l’aspetto da skin, passeggia poco lontano ?!?

Il corteo si avvicina al duomo, e dato che i discorsi mi fanno venire il latte alle ginocchia me ne vado a vedere le vetrine (perdendo così la kontestazione a Formigoni, ma tant’è…)

Ritorno un’oretta dopo, e il corteo si sta smobilitando. Poca gente, poche facce convinte.

Paragonando questo corteo a quello dell’anno scorso, mi vengono in mente due parole:

normalizzazione e scherzi da bambini…

normalizzazione.

Il PD è riuscito a addormentare tutti. Il governo è una realtà e lo si contesta solo per abitudine, senza convinzione e senza una vera alternativa. La manifestazione, immaginata come contrasto al governo, è ormai diventata una stanca cerimonia.

Scherzi da bambini.

I Kosidetti alternativi erano molti di meno e molto meno incattiviti di un anno fa. Suppongo che la mamma gli abbia detto di fare i bravi. Le uniche eccezioni sono appunto scherzi da bambini dell’asilo , fischi a Formigoni compresi (1).

(1) casualmente, ho visto al fedegiornale una scenetta emblematica.

Alla manifestazione, un pistolotto stava imbrattando un muro con uno spray. Una signora sui 50 se ne accorge e lo spintona. Il vigliaccone fugge.

Dato quello che ho visto alla manifestazione, non ho nessun dubbio che sia realmente avvenuto…

Caposkaw




25 aprile 2009

la sinistra radicale e il valoroso compagno Jeeg robot d'acciaio

 .




IN PRESA DIRETTA , IL CORTEO DEI MORTI CHE CAMMINANO




Ovvero la sinistra radicale e il valoroso compagno Jeeg robot d'acciaio

Ho fatto una cosa mai fatta.


Io, che non ho mai partecipato a un corteo o a una manifestazione in vita mia, spinto da una curiosità da cronista, sono andato al corteo del 25 aprile alla mia città , Milano.

Arrivato in metropolitana alla stazione di Loreto, scendo. C'è un banchetto grillesco per i tre referendum. Da bravo , faccio la fila per firmare (così il caro pike è contento (ahr ahr ahr!) e riparto.


Stranamente, c'è relativamente poca gente in giro. Per chi non conosce Milano, da piazzale Loreto c'è un viale diretto che porta al centro , dove c'è il Duomo e dove c'è la coclusione del corteo. Cammino cammino e accendo la prima sigaretta della giornata. Dove finisce il corso Buenos Aires (e inizia il la zona centrale della città) ci sono i vigili urbani che deviano il traffico. D'ora in poi è diventata una zona pedonale. Dopo i vigili ci sono dei camioncini (due ) che vendono salsicce e frittelle. Un buon odore di ciccia permea l'aria. Dei tali spacciano il PROGRAMMA DEL PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE e giornali consimili (?)....


Continuo ad ad andare avanti.


Il corteo.


Prima impressione.


È una festa nazionale italiana? Ci sono troppe bandiere rosse. C'è anche una bandiera cubana, bandiere anarchiche, una bandiera del paese basco, tante bandiere del PD... ma una sola bandiera italiana... grande si, in cima al corteo , ma solo quella... (ne vedrò un'altra , solo una)


Continuo a camminare. Mi sento un virus in mezzo alle cellule. Sbarbati, tantissimi. Anche persone più vecchie con bambinaggio al seguito. Anziani, ma non molti. Striscioni vari , autocarri con altoparlanti che sbraitano musica... ma non inni della resistenza , canzoni rock o , il primo che incontro, una bella canzone sulla mariagiovanna che gli riempie la vita (c'è da chiedersi se il personaggio la coltiva o la compra al marocchino all'angolo...) . La cosa che mi basisce (ma non tanto) è che ogni tanto un autocarro ulula la canzone dell'armata rossa (1).... sui camion dei centri sociali l'oratore sbraita contro berlusconi , MA ANCHE contro Veltroni , Prodi e Bertinotti...


Alcuni arterio fanno discussioni accalorate: Mao Tze Dong ha cercato di costruire l'uomo nuovo....interessanti come il sesso degli angeli.


In mezzo al corteo degli uomini trascinano delle vasche di plastica con dentro del ghiaccio e dei beveraggi, tra le quali , mi stupisco, la capitalistica e multinazionale Coca-cola. Prezzi poppolari, grazie al cielo.


Ogni tanto , degli sbarbati attaccati agli striscioni intonano Bellaciao... fate pupi, fate.


Attorno al corteo non si nota una divisa... immagino per non eccitare gli sbarbati (è iniziato il periodo dell'allergia...e gli sbarbati sono portati all'allergia, complice qualche birra e qualche spinellone).


Mi infilo in mezzo a loro, e continuo a camminare. E forse percepisco qualcosa... un senso di annullamento... essere massa. Qualcosa che si prova allo stadio o ai concerti rock.


Mi riscuoto subito e proseguo. Arrivo a San Babila, mi infilo nel corso Vittorio Emanuele. I mimi in bianco, con un fissità di statue, assistono al passaggio di tanta gente , tutti con un qualcosa di rosso, una camicia , un fazzoletto. La cosa interessante è che non sono poi tantissimi. Altra gente mangia il gelato o guarda le vetrine , sbattendosene alquanto.


Piazza del Duomo è una calca di gente che assiste al discorso di un oratore. Non ho voglia di infilarmi là in mezzo e entro nel Duomo. Altra scoperta. Dentro il Duomo, una calma millenaria. Gli ululati dell'oratore e della folla si sentono sommessi, scompaiono. Dopo questa parentesi spirituale, mi rituffo nella folla. Risalgo all'indietro il corso vittorio emanuele e all'altezza del Disney Shop un incidente ridicolo. Uno sbarbato sui 17 anni (buttati nel cesso) ulula: I PUPAZZI SONO FATTI DAI BAMBINI DEL TERZO MONDO E VOI LI DATE AI VOSTRI BAMBINI e via delirando. Particolare curioso, i suoi amichetti attorno sembrano imbarazzati... magari, a loro, Topolino piace ....


Sempre rinculando, compro una birretta da un tizio con un vasca. 2 Neuro, bella fresca.


Forse rigalluzzito dalla birrozza, compio un autentico atto controcorrente e anticonformista:


VADO IN MEZZO ALLA STRADA E CAMMINO IN SENSO CONTRARIO ALLA MANIFESTAZIONE.


Coraggio da leone? Sicuramente no.

Ma di certo pari al coraggio di questi qua che ululano in mezzo alla folla.

Dopo questo atto , che molti dei miei lettori giudicheranno da fascista intollerante, esco dalla fine del corteo, dove c'è il camion dei leoncavallini.


Dietro la coda del corteo, a una ventina di metri, una dozzina di carabinieri in assetto antisommossa. Davanti a loro , un gigante in divisa , evidentemente il loro comandante.


L'oratore dei leoncavallini sbraita sull'assoluzione al processo per i fatti di Genova e invoca il tribunale per Bush, Berlusconi eccetera eccetera. Sembra che se la prenda proprio con il gigante, che da parte sua, freme incazzoso.


Dietro i carabinieri, gli spazzini che puliscono la strada , dall'immondizia che i compagnuzzi hanno seminato.

....

(piccola parentesi sclero. Alla stazione delle metropolitana del ritorno , nella banchina opposta alla mia , un 50/60 enne fa versi e gesti da jeeg robot d'acciaio. Si è capito che perdere le elezioni dà alla testa....)



Kaposkaw

(1) spiegatemi cosa c'entra con la resistenza italiana....





8 gennaio 2009

il fascismo degli antifascisti - la riverginazione dei fascisti

 

il fascismo degli antifascisti - la riverginazione dei fascisti

 
































E' fatto arcinoto che molti intellettuali del dopoguerra, codificatori dell'antifascismo religione laica, furono perlopiù ex fascisti, vedi  ,http://caffenero.ilcannocchiale.it/post/2033083.html e http://caffenero.ilcannocchiale.it/2008/10/03/crapa_pelada_jazz_fascismo_rep.html spesso anzi i fascisti della seconda generazione, i cosiddetti "giovani turchi " che gravitavano intorno alla rivista "Primato" aderirono entusiasticamente all'antisemitismo propugnato in forma virulenta da Giuseppe Bottai*- vedi nota-  .

Come d'altronde è incontrovertibile che moltissimi intellettuali sulla breccia nel dopoguerra nel campo comunista, citiamo ad esempio il regista Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni , Elio Vittorini , Vasco Pratolini  e perfino Pierpaolo Pasolini  e molti altri , militarono nei GUF e 
 furono in alcuni casi addirittura "littori".

Di certo per il PCI  che durante il ventennio nella clandestinità non potè attirare "masse" fu molto utile attuare una polica di "braccia aperte" verso chi , per opportunismo o per sincera condivisione di ideali, credette di riciclarsi militando nel PCI .

Il cinico e pragmatico Palmiro Togliatti, spesso in dissenso con altri dirigenti meno "elastici" credette di poter arruolare masse di intellettuali pronti a codificare la "supremazia intellettuale e morale" del PCI, potendo contare su una fedeltà pressochè canina.

In sostanza Togliatti garantiva la riverginazione  degli imeni lacerati dalla passata militanza in camicia nera, pretendendo per contro fedeltà pronta cieca ed assoluta.

I reverginati ovviamente subivano un ricatto continuo per il  passato fascista, per cui non potevano in alcun modo dissentire dalle linee guida stabilite dal Comitato Centrale, pena la dereverginazione e i panni sporchi del passato stesi  in piazza.

Ma di questa reverginizzazione dei fascisti, si sono occupati Renzo De Felice, Giuseppe Parlato  , Luca La Rovere. Di cui non posso  che consigliare la lettura, molto interessante , sebbene sgradevole per molti.

Risulta difficile credere che  il popolo italiano abbia : «riacquistato in una notte il suo sicuro, istintivo senso della realtà storica» (l'Unità, 27 luglio 1943), senza che parte dell'eredità storica del fascismo non abbia contaminato i post-fascisti.

Ma senza dilungarmi oltre ,
vediamo oggi quanto di fascista ci sia negli antifascisti, con degli esempi pratici.

E' evidente un fondo antisemita nella sinistra italiana e un terzomondismo anticapitalistico, antioligarchico , di evidente estrazione fascista. Come si diceva ( e si dice ) antidemoplutocattomassosionisti.** - vedi nota -  

Ora ed oggi Israele è un tabù 
http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/26/Corteo_contestati_brigata_ebraica_fratelli_co_9_080426128.shtml.

Ora e oggi Vauro tratteggia Fiamma Nirenstein , rea di essersi candidata ed eletta nelle liste del PDL in quota AN , con tratti somatici chiaramente e parodisticamente  semiti.
.


Confrontate i nasi adunchi. della prima vignetta è autore il controverso Vauro, della seconda un ignoto fumettista tedesco, ma a me paiono non molto diverse. Uno era nazista e l'altro co-custode della memoria della shoah, ma potrebbero essere i due "artisti" , fratelli di latte.

D'altronde è paradossale che i libertari di sinistra siano sempre pronti a mettere a tacere con insulti e talvolta con minaccie chi non la pensa come  loro, mentre dovere di un libertario sarebbe di difendere anche chi non la pnesa come loro, oppure a condannare ad una sorte di "morte civile" gli intellettuali e gli artisti non conformi, cosa che sa molto di "fascista". Si noti come Corrado Guzzanti, dopo essersi scontrato con la sinistra italiana sia pressochè sparito dagli schermi, malgrado le indubbie qualità artistiche.

Stessa sorte è toccata ad altri,com'è noto. Viceversa il fazioso e benpensante fintobuono cattocomunista Fabio Fazio viene paragonato nientepopopòdimeno che a David Letterman e il Benigni di oggi, sempre più spento e buonista è quasi un paladino delle "masse" di sinistra.

Del resto è paradossale che da parte di laici  libertari , vi sia un approccio alla politica di stampo fideistico, religioso e dogmatico, con precetti ( l'odio verso Berlusconi ) dogmi ( l'antifascismo astorico ) riti e simboli distintivi della militanza ( le borse di stoffa e in generale il look )  finalizzati ad una massificazione e alla propria omologazione. A mio avviso retaggio diretto se pure inconscio del "Sabato Fascista " in
camicia nera.

E' disgustoso , girando per blog vedere come manchi assolutamente spirito critico dei commentatori di sinistra, come dai libertari venga la più assolta antidemocraticità , invettive per le invettive attenzione ,non durante dibattiti accesi, quando ci potrebbero stare , ma invettive e insulti in via preventiva , quasi degli anatemi, a conferma della politica vissuta come "religione laica" .

E si noti come, relativamente alle vicenda israelo-palestinese, vi sia un sostanziale sintonia tra destra radicale e sinistra radicale. Segno di una comune radice?

Quanto fascismo negli antifascisti.

Pike

* : Giuseppe Bottai, peraltro sospetto d'essere d'origine ebraica ,tant'è che veniva chiamato per dileggio "Pino er giudio" fu tra i gerarchi, uno di quelli più attenti alla cultura ed intellettuale esso stesso e uno dei più accessi antisemiti del Regime . Non a caso molti " giovani turchi" già protetti da Bottai, dopo essre stati reverginati continuarono ad essere se non antisemiti almeno antisionisti. 







3 gennaio 2009

il fascismo degli antifascisti - la riverginazione dei fascisti

 





















E' fatto arcinoto che molti intellettuali del dopoguerra, codificatori dell'antifascismo religione laica, furono perlopiù ex fascisti, vedi  ,
http://caffenero.ilcannocchiale.it/post/2033083.html e http://caffenero.ilcannocchiale.it/2008/10/03/crapa_pelada_jazz_fascismo_rep.html spesso anzi i fascisti della seconda generazione, i cosiddetti "giovani turchi " che gravitavano intorno alla rivista "Primato" aderirono entusiasticamente all'antisemitismo propugnato in forma virulenta da Giuseppe Bottai*- vedi nota-  .

Come d'altronde è incontrovertibile che moltissimi intellettuali sulla breccia nel dopoguerra nel campo comunista, citiamo ad esempio il regista Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni , Elio Vittorini , Vasco Pratolini  e perfino Pierpaolo Pasolini  e molti altri , militarono nei GUF e 
 furono in alcuni casi addirittura "littori".

Di certo per il PCI  che durante il ventennio nella clandestinità non potè attirare "masse" fu molto utile attuare una polica di "braccia aperte" verso chi , per opportunismo o per sincera condivisione di ideali, credette di riciclarsi militando nel PCI .

Il cinico e pragmatico Palmiro Togliatti, spesso in dissenso con altri dirigenti meno "elastici" credette di poter arruolare masse di intellettuali pronti a codificare la "supremazia intellettuale e morale" del PCI, potendo contare su una fedeltà pressochè canina.

In sostanza Togliatti garantiva la riverginazione  degli imeni lacerati dalla passata militanza in camicia nera, pretendendo per contro fedeltà pronta cieca ed assoluta.

I reverginati ovviamente subivano un ricatto continuo per il  passato fascista, per cui non potevano in alcun modo dissentire dalle linee guida stabilite dal Comitato Centrale, pena la dereverginazione e i panni sporchi del passato stesi  in piazza.

Ma di questa reverginizzazione dei fascisti, si sono occupati Renzo De Felice, Giuseppe Parlato  , Luca La Rovere. Di cui non posso  che consigliare la lettura, molto interessante , sebbene sgradevole per molti.

Risulta difficile credere che  il popolo italiano abbia : «riacquistato in una notte il suo sicuro, istintivo senso della realtà storica» (l'Unità, 27 luglio 1943), senza che parte dell'eredità storica del fascismo non abbia contaminato i post-fascisti.

Ma senza dilungarmi oltre , vediamo oggi quanto di fascista ci sia negli antifascisti, con degli esempi pratici.

E' evidente un fondo antisemita nella sinistra italiana e un terzomondismo anticapitalistico, antioligarchico , di evidente estrazione fascista. Come si diceva ( e si dice ) antidemoplutocattomassosionisti.** - vedi nota -  

Ora ed oggi Israele è un tabù http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/26/Corteo_contestati_brigata_ebraica_fratelli_co_9_080426128.shtml.

Ora e oggi Vauro tratteggia Fiamma Nirenstein , rea di essersi candidata ed eletta nelle liste del PDL in quota AN , con tratti somatici chiaramente e parodisticamente  semiti.


Confrontate i nasi adunchi. della prima vignetta è autore il controverso Vauro, della seconda un ignoto fumettista tedesc, ma a me paiono non molto diverse. Uno era nazista e l'altro co-custode della memoria della shoah, ma potrebbero essere i due "artisti" , fratelli di latte.

D'altronde è paradossale che i libertari di sinistra siano sempre pronti a mettere a tacere con insulti e talvolta con minaccie chi non la pensa come  loro, mentre dovere di un libertario sarebbe di difendere anche chi non la pnesa come loro, oppure a condannare ad una sorte di "morte civile" gli intellettuali e gli artisti non conformi, cosa che sa molto di "fascista". Si noti come Corrado Guzzanti, dopo essersi scontrato con la sinistra italiana sia pressochè sparito dagli schermi, malgrado le indubbie qualità artistiche.

Stessa sorte è toccata ad altri,com'è noto. Viceversa il fazioso e benpensante fintobuono cattocomunista Fabio Fazio viene paragonato nientepopopòdimeno che a David Letterman e il Benigni di oggi, sempre più spento e buonista è quasi un paladino delle "masse" di sinistra.

Del resto è paradossale che da parte di laici  libertari , vi sia un approccio alla politica di stampo fideistico, religioso e dogmatico, con precetti ( l'odio verso Berlusconi ) dogmi ( l'antifascismo astorico ) riti e simboli distintivi della militanza ( le borse di stoffa e in generale il look )  finalizzati ad una massificazione e alla propria omologazione. A mio avviso retaggio diretto se pure inconscio del "Sabato Fascista " in camicia nera.

E' disgustoso , girando per blog vedere come manchi assolutamente spirito critico dei commentatori di sinistra, come dai libertari venga la più assolta antidemocraticità , invettive per le invettive attenzione ,non durante dibattiti accesi, quando ci potrebbero stare , ma invettive e insulti in via preventiva , quasi degli anatemi, a conferma della politica vissuta come "religione laica" .

E si noti come, relativamente alle vicenda israelo-palestinese, vi sia un sostanziale sintonia tra destra radicale e sinistra radicale. Segno di una comune radice?

Quanto fascismo negli antifascisti.

Pike

* : Giuseppe Bottai, peraltro sospetto d'essere d'origine ebraica ,tant'è che veniva chiamato per dileggio "Pino er giudio" fu tra i gerarchi, uno di quelli più attenti alla cultura ed intellettuale esso stesso e uno dei più accessi antisemiti del Regime . Non a caso molti " giovani turchi" già protetti da Bottai, dopo essre stati reverginati continuarono ad essere se non antisemiti almeno antisionisti. 




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