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30 aprile 2009

25 aprile a Milano, TODAY.

  

25 aprile a Milano, TODAY.

Ecco qua!

Dopo un anno, un altro corteo del 25 aprile da raccontare. E incominciamo.

Scendo dalla metro prima di Loreto e comincio a camminare verso il Corso Buenos aires. Casualmente, camminano con me un gruppetto di poliziotti con caschi e scudi trasparenti. Sembrano tranquilli, parlano tra loro (con accenti tipicamente sudisti! Per caso Bossi ha ragione?) di cose futili e disimpegnate.

Mentre siamo ancora sul viale Monza, gli extracomunitari stanziali fissano i poliziotti con occhi sbarrati... che ne abbiano paura?

Arrivato a piazzale loreto, si vedono i carabinieri, di quelli duri, con le vere tenute antisommossa.

Ma anche loro sono tranquilli e aspettano.

Camminando camminando, arrivo nella zona della manifestazione. Noto subito alcune differenze rispetto all'anno scorso. Non ci sono i venditori di salamelle. Ci sono invece degli spacciatori di magliette con delle curiose rastrelliere semoventi. Quando la coda del corteo si muove, le sollevano e si spostano pure loro. Oddio, la magliette sono piuttosto banali, tutte CCCP, AEROFLOT (?) il chec'ho ghevara, tranne una con l'immortale Abatantuomo che grida “VIUUULENZA”...

Resisto a fatica all'impulso di comprarla e proseguo.

Mi rendo conto di una cosa. C'è meno gente dell'anno scorso, e sembrano meno nervosi...magari rassegnati?

E ci sono più bandiere tricolori dello scorso anno! Questo non può che farmi piacere. Le bandiere del PD sono in un gruppo compatto, e non vedrò altre.

Tranquilamente, risalgo il corteo camminando sul marciapiede. Noto un giovane che attacca un adesivo su una vetrina... ma lo fa di soppiatto, cercando di non essere notato, e poi scappa via.

Guardo l'adesivo :”un pendente è per sempre” con la figura di mussolini...

Il tizio aveva una brutta faccia, e anche paura di quello che stava facendo.

Passando attraverso il corteo da una parte e dall'altra, rilevo la presenza di molti negri che cercano di vendere dei libri ai manifestanti, ma il poppolo demmograttico li snobba... dobbiamo considerarlo razzismo o semplicemente mancanza di pecunia?

Teso come sono all'ottimismo, lo considero razzismo progressista. I negri (e gli zingari) stanno bene nell'orto del vicino, nello stesso posto dove il progressista butta nottetempo la spazzatura...

Il corteo è più corto, e riesco senza problemi (e senza fretta) a risalire fino quasi fino alla cima della manifestazione, dove c'è la banda musicale e i rappresentanti dei sopravvissuti dei lager.

Intermezzo comico.

Mi si avvicina un simpatico ragazzo (orientale, forse filippino) e mi chiede, in un inglese migliore del mio, se è una manifestazione religiosa, cristiana, per usare le sue testuali parole... Effettivamente, a ripensarci adesso, mi vengono dei dubbi... cristiana no di sicuro, religiosa probabilmente...

Al momento, però, gli rispondo che è una manifestazione politica. Discorrendo, mi dice che cerca un negozio “Dolce & Gabbana”. Poveretto! Avrà molto da camminare. Lo indirizzo verso il centro.

Nel frattempo, la manifestazione si muove lentamente.

Dopo i sopravvissuti dei campi, un vecchio signore in camicia rossa e berretto garibaldino avanza dignitosamente....

Noto un capannello di persone che si muove compatto, sul marciapiede dove sto, e noto una faccia conosciuta. Il mitico trebbiatore! Oppure cappellaio, dato che cerca di mettere il cappello un po' a tutto....

Il trebbiatore coi suoi schiavi mi passa a meno di 5 mt di distanza. Vorrei esprimere il mio apprezzamento su di lui, ma mi manca il treppiede, e sputargli addosso potrebbe essere considerato offensivo, senza considerare che se dovessi misurare in saliva la mia stima verso il personaggio, non basterebbe una cisterna...

il bisaccese, salvato dall'inondazione, si allontana velocemente.... ho mancato una buona occasione per entrare nella cronaca.

Per nulla dispiaciuto, ricomincio a attraversare di qua e di là.

Un demente agita come un pazzo una bandiera palestinese enorme, più grande delle bandiere italiane che ho visto... a livello simbolico, significa che questa è diventata una manifestazione palestinese? Comunque un gruppetto di ragazzi dotati di camicia azzurra con stella di davide, passa in mezzo al corteo senza essere molestati...

Un sacco di volantinaggio, un sacco di sigle diverse..dipietro Italia dei valori (immobiliari), uaar, carc, milano città aperta, comitato nazionale di ricostruzione del partito comunista d'Italia (marxista-leminista) eccetera eccetera.... nessuna voce comune, anzi no. L'unica cosa comune :

Berlusconi cattivo! (a me sembra un po' puerile). Passano persone avvolte nel tricolore, e anche questo lo considero un buon segno.

Staziono nella zona dei camioncini dei centri sociali. Musica alta, soliti insulti, le solite cose, insomma. Uno sbarbato attacca col nastro adesivo dei manifestini a una vetrina. Una donna, evidentemente la proprietaria, esce dal negozio e li strappa subito. Allo sbarbato che la guarda risponde “insomma, devi capire!”. Lo sbarbato fa cenno di si, si allontana di qualche passo e attacca velocemente l'ultimo manifestino alla vetrina e scappa. Un dispetto infantile.

Bandiere dei pirati, bandiere nere anarchiche, ma in sottotono...

casi umani... due donne innalzano un cartello con sopra la sigla di un'organizzazione lesbica... ammazza che grugni! Ma sono lesbiche per intimo sentire o per disperazione?

Associazione uomini casalinghi, con uomini in grembiule che brandiscono fieramente degli spazzoloni..

Qua e là, zaffatine di mariagiovanna…

Un tale con i vestiti da skin e l’aspetto da skin, passeggia poco lontano ?!?

Il corteo si avvicina al duomo, e dato che i discorsi mi fanno venire il latte alle ginocchia me ne vado a vedere le vetrine (perdendo così la kontestazione a Formigoni, ma tant’è…)

Ritorno un’oretta dopo, e il corteo si sta smobilitando. Poca gente, poche facce convinte.

Paragonando questo corteo a quello dell’anno scorso, mi vengono in mente due parole:

normalizzazione e scherzi da bambini…

normalizzazione.

Il PD è riuscito a addormentare tutti. Il governo è una realtà e lo si contesta solo per abitudine, senza convinzione e senza una vera alternativa. La manifestazione, immaginata come contrasto al governo, è ormai diventata una stanca cerimonia.

Scherzi da bambini.

I Kosidetti alternativi erano molti di meno e molto meno incattiviti di un anno fa. Suppongo che la mamma gli abbia detto di fare i bravi. Le uniche eccezioni sono appunto scherzi da bambini dell’asilo , fischi a Formigoni compresi (1).

(1) casualmente, ho visto al fedegiornale una scenetta emblematica.

Alla manifestazione, un pistolotto stava imbrattando un muro con uno spray. Una signora sui 50 se ne accorge e lo spintona. Il vigliaccone fugge.

Dato quello che ho visto alla manifestazione, non ho nessun dubbio che sia realmente avvenuto…

Caposkaw




29 ottobre 2008

IV NOVEMBRE E ISTERICI COMUNISTI

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(IV novembre; clamorosa protesta di militanti del centro sociale Laboratorio Aq 16 di Reggio Emilia)


Non si parla del miserabile sostegno che un giornale finanziato coi soldi pubblici (il comunista alla fine , è sempre un parassita. Ha bisogno di attaccarsi alla tetta dello stato, se no deperisce e muore ) dà a quattro deficienti che vogliono restare 'gnoranti , ma del corposo mal di pancia, (il quale si esplica nella proposta di boicottaggio) che la festa del 4 novembre suscita nel direttore di liberazione.

E quindi il personaggio eiacula un articoletto :

"Suscita polemiche la nostra proposta di disertare le cerimonie del 4 novembre che La Russa vuole trasformare in una occasione di apologia bellicista e retorica nazionalista (e come? facendo sfilare i soldati delle repubblica ?).

Mentre gli elicotteri del nostro esercito precipitano (
ahh, ma questo è sciacallaggio! ma loro non sono superiori moralmente?), il ministro della propaganda di guerra (propaganda? il ministero si chiama ministero della difesa , e da almeno 63 anni l'Italia non ha mai fatto guerre di aggressione... fooorse l'intervento in jugoslavia, ma quelllo tutti i comunisti lo vogliono dimenticare...) spende milioni di euro (ehhh, esageriamo miliardi! ma non lo sa il fesso che i carri armati devono muoversi ogni tanto per non arruginire? il fesso mi sembra creda che i soldati e i mezzi si tendano in frigorifero nei periodi di pace) per esaltare il grande massacro di vite umane che fu il primo conflitto mondiale (mah! mi sembra che si commemori il coraggio dei soldati italiani e la vittoria, non altro) . Costato a tutta l'Europa 8 milioni e mezzo di morti (650 mila in Italia), 21 milioni di feriti e mutilati, 7 milioni e mezzo di prigionieri e dispersi (ma che bella contabilità, molto dettagliata! mi punge vaghezza che se qualcuno cominciasse a enumerarli i costi della guerra civile russa o le vittime del kgb, il miserabile tenderebbe al ribasso, oppure protendendo il petto orgoglione direbbe: quelli erano capitalisti! oppure direbbe che non è vero niente.) .

Gelmini toglie i maestri, al loro posto andranno i generali a spiegare ai nostri figli che le guerre purificano i popoli, il nazionalismo rinforza il paese (una affermazione di fede, fessa quanto ottusa. se i soldati vanno nelle scuole a spiegare un po' di storia, e sicuramente non come crede lui, la cultura dei ragazzi non potrà che migliorare). Per questo rinnoviamo il nostro appello a boicottare le cerimonie e le parate militari che si terranno l'8 e il 9 novembre (
beh, se TU e quelli simili a TE non ci sono, si potrà solo affermare che l'aria sarà più pulita e respirabile...).

Questa è la misera eiculata del miserabile copiata paro paro da liberazione...

Non voglio entrare nel discorso più di tanto. Mi limito a far notare che se non si festeggia il 4 novembre 1918, una vittoria dell'Italia, che senso ha festeggiare il 25 aprile 1945 , una sconfitta della medesima?

Ma , ma...
quando un cane abbaia, tutti gli altri cani abbaiano di rimando.

Ecco il cane  (1):

A Villafranca Padovana, gli insegnanti hanno deciso di non mandare gli alunni alla commemorazione del 4 novembre, festa della vittoria e soprattutto ricordo delle vittime.
...
La direttrice, Maria Grazia Bollettin, non parla coi giornalisti. Peccato, sarebbe interessante chiederle cosa c’è di razzista nell’inchinarsi alla memoria delle migliaia di morti senza nome seppelliti nel fango sull’altopiano di Asiago, o dei più fortunati arrivati fino al sacrario di Redipuglia. Oppure sapere chi offenderà, il 4 novembre, il capo dello Stato, quando visiterà Vittorio Veneto, il paese dove è terminata la carneficina. Il dirigente scolastico provinciale, cioè il responsabile amministrativo di tutte le scuole pubbliche della Provincia di Padova, intervistato dal Gazzettino se l’è cavata così: «Questa decisione è profondamente sbagliata, ma noi non possiamo far nulla. Ogni scuola ha il potere di decidere a quali cerimonie partecipare e a quali no»

dal Giornale

C'è poco da dire che non sia già stato detto dall'articolista del Giornale.

A parte i vaneggiamenti del parassita di liberazione, quali motivi hanno questi insegnanti?

La prima guerra mondiale è parte della storia italiana, e sapere che è avvenuta e come è avvenuta non può che far capire meglio il successivo corso della storia italiana...

E poi dove è l’insulto alle minoranze? Se si trattasse della conquista di Addis Abeba nel ’37 potrei anche capire che gli etiopi si innervosiscano (ma non è affatto detto che lo facciano. Mica sono fessi loro) ma qua si tratta della 1° guerra mondiale… si offendono gli austriaci? I croati? Ma se non si offende nessuno!

Ma… forse è tutto più semplice. A liberazione e a questi cattivi maestri i soldati italiani piacciono solo da morti e sconfitti. E’ così semplice!

"10,100,1000 Nassirjah!(2)"

Questo semplice slogan, magari indica il nocciolo della questione.

I cattivi maestri e quelli che si ispirano a liberazione non sono italiani. Tutto qui.

Sono italiani quanto un pidocchio è una persona... già perchè non basta vivere su un territorio , parlare la lingua del territorio e sopratutto succhiarne le risorse nel ricevere un finanziamento statale o uno stipendio immeritato, per essere parte della popolazione di quel territorio... bisogna sentirsi di quella popolazione.

E questi , evidentemente non se ne sentono parte. Sono comunisti , loro, mica italiani.

Caposkaw






(2)    Per i nostri soldati a Nassirjah , vale un motto latino : ”i 300 romani caduti non furono sconfitti. Furono solo uccisi.”





29 ottobre 2008

Sedicenti "antifascisti" aggrediscono studenti del "blocco studentesco"



Riceviamo e pubblichiamo da CASAPOUND ITALIA BERGAMO

 Oggi 29 Ottobre, intorno alle ore 11, mentre si svolgeva il corteo di
protesta degli studenti sotto al senato, i ragazzi del Blocco
Studentesco sono stati caricati da sedicenti studenti antifascisti un
pò troppo avanti con l'età, che volevano escluderli dalla
manifestazione.

Alle cariche sono seguite le proteste di tutto il
corteo per questo tentativo di esclusione di una parte di studenti
dalla protesta anti-gelmini. Gli studenti in piazza hanno cominciato
ad intonare il coro "ne rossi ne neri solo liberi pensieri" per
condannare l'episodio di violenza contro i ragazzi del blocco
studentesco. "
rifiutiamo questo tentativo di spaccare il fronte unito
degli studenti da parte di alcuni idioti antifascisti
" commentano i
ragazzi del Blocco Studentesco.

L'aggressione premeditata ha lasciato due ragazzi del blocco studentesco feriti.
"Alcune agenzie riportano i fatti in maniera distorta, addossando
addirittura la responsabilità al Blocco Studentesco
" proseguono "
ma
abbiamo filmati che pubblicheremo su youtube e su facebook, unici
media liberi, che come al solito dimostreranno una realtà ben precisa:
gli scontri e le divisioni fra studenti sono fomentate dagli
antifascisti che non accettano che nella protesta studentesca ci sia
unità generazionale fra ragazzi di destra e di sinistra
."
Intorno alle 12, inoltre, i ragazzi del Blocco Studentesco, sono stati
nuovamente caricati da un centinaio di antifasciti organizzati con
bastoni e caschi.

"Molti dei nostri sono rimasti feriti per mano degli antifascisti" la
vicenda si è svolta sotto gli occhi attoniti di tutti gli studenti
romani e di numerosi giornalisti. "
Il tentativo di spaccare il fronte
unito degli studenti escludendo il Blocco Studentesco prosegue con una
ferocia inaudita da parte degli antifascisti
" proseguono gli esponenti
del Blocco. "
Per spaccare il fronte degli studenti non è arrivata la
auspicata polizia di Berlusconi, ma la violenza antifascista
"..
 
Cossiga docet.

Casapound Italia




7 giugno 2008

Immigrati clandestini; primi sequesti di case affittate in nero

 
Un esempio di come sono ridotte le vie di Zingonia
 

Denunciati gli affittuari nordafricani

E' scattato nella Bergamasca il primo sequestro di appartamenti affittati a clandestini da quando è entrato in vigore il pacchetto sicurezza emanato il 23 maggio. I carabinieri hanno messo i sigilli a due abitazioni di Zingonia, affittate a cinque marocchini dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. I 5 immigrati, arrestati, pagavano "in nero" i proprietari degli immobili - anche loro nordafricani, ma regolari - che sono stati denunciati.

L'operazione è stata portata a termine dai carabinieri della Compagnia di Treviglio. I cinque marocchini pagavano circa 500 euro al mese per ciascun appartamento. I proprietari degli appartamenti sono stati denunciati per favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina. Le abitazioni potrebbero essere presto confiscate, così come previsto dalla nuova normativa. 

Le indagini proseguono in queste ore per verificare l'eventuale attività di un'organizzazione criminale finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
La zona di Zingonia, in provincia di Bergamo, è nota per la concentrazione di immigrati irregolari e già più volte alla ribalta delle cronache per episodi di criminalità.

Mi auspico che questa operazione sia la prima di molte,perchè , a differenza di chi gli extracomunitari li vede alla festa della "straminchia equa e solidale" , io vivo in un condominio degradato, so quindi di cosa si tratta e di cosa si parla.

Si tratta di convivere con " caporali " che acquistano o affittano appartamenti , per poi subaffittare " posti letto " . Si tratta di convivere con  un " turn over " di immigrati del 100% e spesso con  ubriaconi e violenti , quando non criminali.

Si tratta di convivere NON con persone che vengono a mettere radici nel nostro paese e quindi cercano di integrarsi,che meritano di essere aiutati ad integrarsi , ma con  avventurieri, che ( fino a poco tempo fa  ) sapevano di trovare nel nostro paese una tolleranza di natura ideologica slegata da ogni pragmatismo.   

I "caporali "  e i loro " clienti" hanno potuto spadroneggiare , in barba alle Leggi della Repubblica, per una malintesa idea dell'integrazione basata sulla  tolleranza di gesti criminali  o antisociali compiuti dai " migranti "  ,  messa in atto " senza se e senza ma "  in nome della " diversità culturale" . 

Questo approccio imbecille, di matrice catto-comunista ha contribuito a creare xenofobia, facendo quasi passare l'idea che i migranti sono al di sopra delle Legge.Da proteggere quasi fossero il panda gigante cinese, da proteggere sempre e comunque, anche quando delinquono e anche quando sono  chiaramente non VITTIME ma CRIMINALI.

Vivere in un condominio degradato , nel quale i " caporali " affittano i posti letto, costringe alle volte, in concreto a pulire il vomito o la piscia dell'immigrato e/o migrante , che s'è ubriacato ed ha avuto la bella idea di pisciare o vomitare sotto la tue finestre.E se gliel'hai fatto notare, magari t'ha pure mandato affanculo.

Le astrazione sono belle, i principi sono bellissimi.Ma talvolta cozzano la la puzza di piscia e l'odore di vomito, meno belli ma ahime, spesso ben più concreti e di tante belle parole che si dicono , alla
festa della straminchia equa e solidale.



 Pike




6 giugno 2008

"Fascista, non puoi fare l'esame"Uova e insulti degli autonomi: una studentessa di destra, Augusta Montaruli, cacciata dall'università

  

MASSIMO NUMA
TORINO

Alla fine ha rinunciato. Niente esame di procedura penale, il terz’ultimo prima della laurea. Augusta Montaruli, 24 anni, studentessa di legge a Torino e dirigente di An-Azione Giovani, ieri mattina è stata affrontata da un gruppetto di autonomi, decisi a impedire le prove d’appello per ricordare gli incidenti alla Sapienza. Lei gira da quattro anni sotto scorta. Tre amici che la proteggono da insulti e anche aggressioni fisiche. «Sono abituata a questo clima, ma oggi era proprio impossibile. Ho ceduto per difendere gli studenti nella mia situazione. Assurdo».

«Fascistella, te ne devi andare. Qui non puoi entrare», le urlano. C’è anche uno slogan dedicato e lei: «Le donne di destra non sono liberate, sono solo serve e non emancipate». Le più accanite sono le ragazze. Neanche fosse una questione personale. Augusta è anche protagonista di un fumetto, pubblicato su un sito anarchico. Con una conclusione agghiacciante: «Premi con forza la faccia dell’Augusta per capire che pensa». L’Augusta ha 24 anni, di cognome fa Montaruli. Autonomi e sinistra radicale avevano organizzato il presidio. Immediata la contro-manifestazione dei ragazzi di destra. Lei è un tipo gracile, indossa un trench bianco e resta immobile per ore davanti all’ingresso, circondata dai militanti di An. Di fronte, una ventina di autonomi del collettivo universitario. Nasce così un’interminabile, bizzarra mattinata. Da una parte, verso l’uscita, il gruppetto di antagonisti. In mezzo un robusto cordone di poliziotti, diretti dal capo della Digos di Torino in persona, il vice-questore Giuseppe Petronzi. Ricapitolando: quelli del presidio di An, secondo gli antagonisti (striscione: «Via i nazi-fascisti dall’Università») non dovevano assolutamente uscire dall’ingresso principale, semmai da quello posteriore, tanto da rimarcare una fuga ingloriosa. Gli avversari non hanno ceduto di un millimetro, sino a quando gli appelli non sono finiti. La pazienza dei poliziotti è stata messa a dura a prova. Quando il leader, il dottorando Davide Grasso, ha tentato di aggirare gli agenti del reparto mobile, ed è stato allontanato senza se e senza ma, e quando, al 90’, la polizia è avanzata con decisione, sino a sospingere fuori dai cancelli gli autonomi, fradici di pioggia.

Cortine di fumogeni, lanci di uova e slogan funerei: «Camerata basco nero il tuo posto è al cimitero». Poi richiami nostalgici alle fucilazioni di massa delle «camicie nere». Scene di una guerra virtuale, come non accadeva da tempo, e seguite con estrema nonchalance dalla grandissima maggioranza dagli altri studenti. Acqua a dirotto; sotto le tende del chiosco-bar «Il rettore», gelati e coca-cola per ingannare il tempo, in attesa che lo spettacolo finisse. Chissà, magari con uno scontro vero, e non solo a parole. Risate e battute.

Ezio Pelizzetti, il rettore, non ride affatto. «Non credo assolutamente che sia giustificato questo clima di intolleranza. Tutti hanno il diritto a manifestare le proprie idee. L’università è un luogo di confronto, di scambi di idee e di pensiero. Devo dire che gli studenti torinesi sono 75 mila e solo una piccolissima percentuale ha scelto la strada della violenza. Spiace che le forze dell’ordine siano costrette a intervenire per garantire un clima libero. Noi, d’altra parte, che possiamo fare? Spiace per la studentessa, che ha rinunciato a sostenere l’esame».

( Fonte : La Stampa )



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