CaffeNero | Il Cannocchiale blog
.

  CaffeNero [ Meta blog delle Destre e non solo... ]
         









NOTE LEGALI. L’autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti dai lettori. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all’autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo spazio non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore dello spazio
che provvederà alla loro pronta rimozione."


Blog\Autori;

Politiche Giovanili:

- kinasafronte
 
www.Made_in_Italy.ilcannocchiale.it

- Simone 
www.simoneinarcadia.altervista.org

Controstoria e Revisionismo:

- Pike

- Caposkaw

Politica Attuale:

- mauromauro



Blog aderenti:

www.colognoinazione.ilcannocchiale.it 
www.forza_e_onore.ilcannocchiale.it
www.ercolinamilanesi.com




30 aprile 2009

25 aprile a Milano, TODAY.

  

25 aprile a Milano, TODAY.

Ecco qua!

Dopo un anno, un altro corteo del 25 aprile da raccontare. E incominciamo.

Scendo dalla metro prima di Loreto e comincio a camminare verso il Corso Buenos aires. Casualmente, camminano con me un gruppetto di poliziotti con caschi e scudi trasparenti. Sembrano tranquilli, parlano tra loro (con accenti tipicamente sudisti! Per caso Bossi ha ragione?) di cose futili e disimpegnate.

Mentre siamo ancora sul viale Monza, gli extracomunitari stanziali fissano i poliziotti con occhi sbarrati... che ne abbiano paura?

Arrivato a piazzale loreto, si vedono i carabinieri, di quelli duri, con le vere tenute antisommossa.

Ma anche loro sono tranquilli e aspettano.

Camminando camminando, arrivo nella zona della manifestazione. Noto subito alcune differenze rispetto all'anno scorso. Non ci sono i venditori di salamelle. Ci sono invece degli spacciatori di magliette con delle curiose rastrelliere semoventi. Quando la coda del corteo si muove, le sollevano e si spostano pure loro. Oddio, la magliette sono piuttosto banali, tutte CCCP, AEROFLOT (?) il chec'ho ghevara, tranne una con l'immortale Abatantuomo che grida “VIUUULENZA”...

Resisto a fatica all'impulso di comprarla e proseguo.

Mi rendo conto di una cosa. C'è meno gente dell'anno scorso, e sembrano meno nervosi...magari rassegnati?

E ci sono più bandiere tricolori dello scorso anno! Questo non può che farmi piacere. Le bandiere del PD sono in un gruppo compatto, e non vedrò altre.

Tranquilamente, risalgo il corteo camminando sul marciapiede. Noto un giovane che attacca un adesivo su una vetrina... ma lo fa di soppiatto, cercando di non essere notato, e poi scappa via.

Guardo l'adesivo :”un pendente è per sempre” con la figura di mussolini...

Il tizio aveva una brutta faccia, e anche paura di quello che stava facendo.

Passando attraverso il corteo da una parte e dall'altra, rilevo la presenza di molti negri che cercano di vendere dei libri ai manifestanti, ma il poppolo demmograttico li snobba... dobbiamo considerarlo razzismo o semplicemente mancanza di pecunia?

Teso come sono all'ottimismo, lo considero razzismo progressista. I negri (e gli zingari) stanno bene nell'orto del vicino, nello stesso posto dove il progressista butta nottetempo la spazzatura...

Il corteo è più corto, e riesco senza problemi (e senza fretta) a risalire fino quasi fino alla cima della manifestazione, dove c'è la banda musicale e i rappresentanti dei sopravvissuti dei lager.

Intermezzo comico.

Mi si avvicina un simpatico ragazzo (orientale, forse filippino) e mi chiede, in un inglese migliore del mio, se è una manifestazione religiosa, cristiana, per usare le sue testuali parole... Effettivamente, a ripensarci adesso, mi vengono dei dubbi... cristiana no di sicuro, religiosa probabilmente...

Al momento, però, gli rispondo che è una manifestazione politica. Discorrendo, mi dice che cerca un negozio “Dolce & Gabbana”. Poveretto! Avrà molto da camminare. Lo indirizzo verso il centro.

Nel frattempo, la manifestazione si muove lentamente.

Dopo i sopravvissuti dei campi, un vecchio signore in camicia rossa e berretto garibaldino avanza dignitosamente....

Noto un capannello di persone che si muove compatto, sul marciapiede dove sto, e noto una faccia conosciuta. Il mitico trebbiatore! Oppure cappellaio, dato che cerca di mettere il cappello un po' a tutto....

Il trebbiatore coi suoi schiavi mi passa a meno di 5 mt di distanza. Vorrei esprimere il mio apprezzamento su di lui, ma mi manca il treppiede, e sputargli addosso potrebbe essere considerato offensivo, senza considerare che se dovessi misurare in saliva la mia stima verso il personaggio, non basterebbe una cisterna...

il bisaccese, salvato dall'inondazione, si allontana velocemente.... ho mancato una buona occasione per entrare nella cronaca.

Per nulla dispiaciuto, ricomincio a attraversare di qua e di là.

Un demente agita come un pazzo una bandiera palestinese enorme, più grande delle bandiere italiane che ho visto... a livello simbolico, significa che questa è diventata una manifestazione palestinese? Comunque un gruppetto di ragazzi dotati di camicia azzurra con stella di davide, passa in mezzo al corteo senza essere molestati...

Un sacco di volantinaggio, un sacco di sigle diverse..dipietro Italia dei valori (immobiliari), uaar, carc, milano città aperta, comitato nazionale di ricostruzione del partito comunista d'Italia (marxista-leminista) eccetera eccetera.... nessuna voce comune, anzi no. L'unica cosa comune :

Berlusconi cattivo! (a me sembra un po' puerile). Passano persone avvolte nel tricolore, e anche questo lo considero un buon segno.

Staziono nella zona dei camioncini dei centri sociali. Musica alta, soliti insulti, le solite cose, insomma. Uno sbarbato attacca col nastro adesivo dei manifestini a una vetrina. Una donna, evidentemente la proprietaria, esce dal negozio e li strappa subito. Allo sbarbato che la guarda risponde “insomma, devi capire!”. Lo sbarbato fa cenno di si, si allontana di qualche passo e attacca velocemente l'ultimo manifestino alla vetrina e scappa. Un dispetto infantile.

Bandiere dei pirati, bandiere nere anarchiche, ma in sottotono...

casi umani... due donne innalzano un cartello con sopra la sigla di un'organizzazione lesbica... ammazza che grugni! Ma sono lesbiche per intimo sentire o per disperazione?

Associazione uomini casalinghi, con uomini in grembiule che brandiscono fieramente degli spazzoloni..

Qua e là, zaffatine di mariagiovanna…

Un tale con i vestiti da skin e l’aspetto da skin, passeggia poco lontano ?!?

Il corteo si avvicina al duomo, e dato che i discorsi mi fanno venire il latte alle ginocchia me ne vado a vedere le vetrine (perdendo così la kontestazione a Formigoni, ma tant’è…)

Ritorno un’oretta dopo, e il corteo si sta smobilitando. Poca gente, poche facce convinte.

Paragonando questo corteo a quello dell’anno scorso, mi vengono in mente due parole:

normalizzazione e scherzi da bambini…

normalizzazione.

Il PD è riuscito a addormentare tutti. Il governo è una realtà e lo si contesta solo per abitudine, senza convinzione e senza una vera alternativa. La manifestazione, immaginata come contrasto al governo, è ormai diventata una stanca cerimonia.

Scherzi da bambini.

I Kosidetti alternativi erano molti di meno e molto meno incattiviti di un anno fa. Suppongo che la mamma gli abbia detto di fare i bravi. Le uniche eccezioni sono appunto scherzi da bambini dell’asilo , fischi a Formigoni compresi (1).

(1) casualmente, ho visto al fedegiornale una scenetta emblematica.

Alla manifestazione, un pistolotto stava imbrattando un muro con uno spray. Una signora sui 50 se ne accorge e lo spintona. Il vigliaccone fugge.

Dato quello che ho visto alla manifestazione, non ho nessun dubbio che sia realmente avvenuto…

Caposkaw




25 aprile 2009

la sinistra radicale e il valoroso compagno Jeeg robot d'acciaio

 .




IN PRESA DIRETTA , IL CORTEO DEI MORTI CHE CAMMINANO




Ovvero la sinistra radicale e il valoroso compagno Jeeg robot d'acciaio

Ho fatto una cosa mai fatta.


Io, che non ho mai partecipato a un corteo o a una manifestazione in vita mia, spinto da una curiosità da cronista, sono andato al corteo del 25 aprile alla mia città , Milano.

Arrivato in metropolitana alla stazione di Loreto, scendo. C'è un banchetto grillesco per i tre referendum. Da bravo , faccio la fila per firmare (così il caro pike è contento (ahr ahr ahr!) e riparto.


Stranamente, c'è relativamente poca gente in giro. Per chi non conosce Milano, da piazzale Loreto c'è un viale diretto che porta al centro , dove c'è il Duomo e dove c'è la coclusione del corteo. Cammino cammino e accendo la prima sigaretta della giornata. Dove finisce il corso Buenos Aires (e inizia il la zona centrale della città) ci sono i vigili urbani che deviano il traffico. D'ora in poi è diventata una zona pedonale. Dopo i vigili ci sono dei camioncini (due ) che vendono salsicce e frittelle. Un buon odore di ciccia permea l'aria. Dei tali spacciano il PROGRAMMA DEL PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE e giornali consimili (?)....


Continuo ad ad andare avanti.


Il corteo.


Prima impressione.


È una festa nazionale italiana? Ci sono troppe bandiere rosse. C'è anche una bandiera cubana, bandiere anarchiche, una bandiera del paese basco, tante bandiere del PD... ma una sola bandiera italiana... grande si, in cima al corteo , ma solo quella... (ne vedrò un'altra , solo una)


Continuo a camminare. Mi sento un virus in mezzo alle cellule. Sbarbati, tantissimi. Anche persone più vecchie con bambinaggio al seguito. Anziani, ma non molti. Striscioni vari , autocarri con altoparlanti che sbraitano musica... ma non inni della resistenza , canzoni rock o , il primo che incontro, una bella canzone sulla mariagiovanna che gli riempie la vita (c'è da chiedersi se il personaggio la coltiva o la compra al marocchino all'angolo...) . La cosa che mi basisce (ma non tanto) è che ogni tanto un autocarro ulula la canzone dell'armata rossa (1).... sui camion dei centri sociali l'oratore sbraita contro berlusconi , MA ANCHE contro Veltroni , Prodi e Bertinotti...


Alcuni arterio fanno discussioni accalorate: Mao Tze Dong ha cercato di costruire l'uomo nuovo....interessanti come il sesso degli angeli.


In mezzo al corteo degli uomini trascinano delle vasche di plastica con dentro del ghiaccio e dei beveraggi, tra le quali , mi stupisco, la capitalistica e multinazionale Coca-cola. Prezzi poppolari, grazie al cielo.


Ogni tanto , degli sbarbati attaccati agli striscioni intonano Bellaciao... fate pupi, fate.


Attorno al corteo non si nota una divisa... immagino per non eccitare gli sbarbati (è iniziato il periodo dell'allergia...e gli sbarbati sono portati all'allergia, complice qualche birra e qualche spinellone).


Mi infilo in mezzo a loro, e continuo a camminare. E forse percepisco qualcosa... un senso di annullamento... essere massa. Qualcosa che si prova allo stadio o ai concerti rock.


Mi riscuoto subito e proseguo. Arrivo a San Babila, mi infilo nel corso Vittorio Emanuele. I mimi in bianco, con un fissità di statue, assistono al passaggio di tanta gente , tutti con un qualcosa di rosso, una camicia , un fazzoletto. La cosa interessante è che non sono poi tantissimi. Altra gente mangia il gelato o guarda le vetrine , sbattendosene alquanto.


Piazza del Duomo è una calca di gente che assiste al discorso di un oratore. Non ho voglia di infilarmi là in mezzo e entro nel Duomo. Altra scoperta. Dentro il Duomo, una calma millenaria. Gli ululati dell'oratore e della folla si sentono sommessi, scompaiono. Dopo questa parentesi spirituale, mi rituffo nella folla. Risalgo all'indietro il corso vittorio emanuele e all'altezza del Disney Shop un incidente ridicolo. Uno sbarbato sui 17 anni (buttati nel cesso) ulula: I PUPAZZI SONO FATTI DAI BAMBINI DEL TERZO MONDO E VOI LI DATE AI VOSTRI BAMBINI e via delirando. Particolare curioso, i suoi amichetti attorno sembrano imbarazzati... magari, a loro, Topolino piace ....


Sempre rinculando, compro una birretta da un tizio con un vasca. 2 Neuro, bella fresca.


Forse rigalluzzito dalla birrozza, compio un autentico atto controcorrente e anticonformista:


VADO IN MEZZO ALLA STRADA E CAMMINO IN SENSO CONTRARIO ALLA MANIFESTAZIONE.


Coraggio da leone? Sicuramente no.

Ma di certo pari al coraggio di questi qua che ululano in mezzo alla folla.

Dopo questo atto , che molti dei miei lettori giudicheranno da fascista intollerante, esco dalla fine del corteo, dove c'è il camion dei leoncavallini.


Dietro la coda del corteo, a una ventina di metri, una dozzina di carabinieri in assetto antisommossa. Davanti a loro , un gigante in divisa , evidentemente il loro comandante.


L'oratore dei leoncavallini sbraita sull'assoluzione al processo per i fatti di Genova e invoca il tribunale per Bush, Berlusconi eccetera eccetera. Sembra che se la prenda proprio con il gigante, che da parte sua, freme incazzoso.


Dietro i carabinieri, gli spazzini che puliscono la strada , dall'immondizia che i compagnuzzi hanno seminato.

....

(piccola parentesi sclero. Alla stazione delle metropolitana del ritorno , nella banchina opposta alla mia , un 50/60 enne fa versi e gesti da jeeg robot d'acciaio. Si è capito che perdere le elezioni dà alla testa....)



Kaposkaw

(1) spiegatemi cosa c'entra con la resistenza italiana....





3 ottobre 2008

CRAPA PELADA - jazz fascismo & repressione

Noi sappiamo che nella Germania nazista, venne proibito il jazz, considerato genere musicale "degenerato", d'origine negroide-semita musica-degenerata, decandente e estraneo alla cultura tedesca e europea.

Viceversa in Italia , nel 1936 venne stampato il trascinante motivo jazz  CRAPA PELADA, di Gorni Kramer, poi intepretato nella versione più nota ma meno incisiva meno rabbiosa insomma  meno " swing" e più melodica  dal "Quartetto Cetra".

Rileggiamone il testo, contestualizzandolo al periodo storico, pensando che era in corso la guerra d'Etiopia e che i " turtei e la fritada" potevano essere benissimo un' allusione all' Etiopia che l'Italia si voleva annettere, "  e i  fredei che ne dan minga a crapa pelada"  gli stati membri della Società delle Nazioni e la "crapa pelada" più importante dell'Italia, ossia Benito Mussolini. Ammettiamo pure che Gorni Kramer fosse in assoluta buona fede( cosa che non credo assolutamente)  resta il fatto che la canzone si prestava a sapide allusioni e a paralleli irriverenti. Non di meno la canzone ebbe un successo strepitoso e venne pubblicata, suonata e canticchiata, forse proprio perchè allusiva quel tanto che bastava , ma non troppo per fare scattare la censura.

Del resto il titolo " Crapa Pelada" pare un evidente allusione alla calvizie di Benito Mussolini. Mi risulta inconcepibile che gli italiani, popolo di maliziosi e di pettegoli, non associassero " Crapa Pelada" al Duce. 

Ma leggiamone il testo :

Crapa Pelada la fà i turtei,
ghe ne dà minga ai sò fradei.
I sò fradei fan la fritada.
ghe ne dan minga a Crapa Pelada.
Oh! Oh! Oh! Oh!

 



Io dubito fortemente che nella Germania nazista come nell'URSS di Giuseppe Stalin, fosse concepibile canticchiare una canzone pregna di doppi e tripli sensi o  che solo  si prestasse all'ironia popolare sulle fattezze fisiche dei rispettivi dittatori .

Pensate se nella Germania nazista  sarebbe stato concepibile un motivo musicale che alludesse a degli  strani baffi a scopettone o a ciuffi bizzarri   (come quelli di Adolf Hitler )   oppure nell'URSS di Stalin se sarebbe stato solo pensabile un motivo che avesse canzonato o fatto più o meno esplicita  allusione  mettiamo il caso a un tizio con dei grandi baffi o che fosse stato anche vagamente allusivo.

Io credo che non solo le canzoni sarebbero state vietate , ma che gli autori della stesse avrebbero fatto una pessima fine, che avrebbero immancabilimente condiviso i malcapitati che fossero stati colti a canticchiarle .

Come oggi, se si canticchiasse una canzone su un tizio che s'è fatto fare il trapianto di capelli e fosse di bassa statura, verrebbe spontaneo associare il personaggio a Silvio Berlusconi, credo a maggior ragione che nel ventennio Fascista al titolo " CRAPA PELADA" fosse abbastanza automatico associarlo al calvo più importante d'Italia e d'Europa ( e forse del mondo )  : Benito Mussolini, più o meno benignamente sopprannominato     "  crapun " oppure " testun " oppure più a sud " capone ".

Ma Gorni Kramer non si accontentò di musicare "Crapa pelada": si ripetè con "Maramao    perché sei morto
(1939), composta dopo la morte del gerarca Costanzo Ciano, consuocero di Benito Mussolini, padre di Galeazzo (detto anche con feroce ironia " il genero del Regime" ) , fascista della primissima ora, chiaccheratissimo per presunti casi di malaffare e di corruzione e per l'evidente e improvviso arricchimento personale, culminato con il matrimonio del figlio Galeazzo con Edda Mussolini .

Il titolo del brano fu infatti allusivamente scritto da alcuni studenti sul piedistallo del monumento che il governo aveva deciso di costruire in memoria nella sua città natale,  Livorno. C'è da notare che la canzone poi ebbe un ritorno di fiamma, di successo, dopo la morte di Italo Balbo.

Insomma si associava con malizia la vicenda del defunto gatto Maramao  cui " pane e vin non gli mancava " alle scomparse di due gerarchi di primissima grandezza.Magari non c'era malafede degli autori, ma certamente il testo si prestava all'ironia .Che gli italiani colsero appieno . Magari fischiettando allusivamente sul muso di qualche Federale l'allegro motivo .  Difatti mi risulta che qualche Federale meno tollerante e forse meno ottuso, cogliendone  le allusioni abbia cercato di proibire i motivi ( senza esito ) e che qualche ceffone sia stato distribuito ai burloni colti a intonare gli allegri motivetti .

Per non parlare di 
"Pippo non lo sa": nel protagonista  che "quando passa ride tutta la città ", si riconosce l'esibizionista ( e oggettivamente clownesco )  Achille Starace, segretario del Partito Nazionale Fascista, che amava passeggiare impettito in divisa , sbertucciato e odiatissimo  per l'introduzione del saluto romano reso obbligatorio invece della stretta di mano, cunsurato e vietato,  e per il divieto di usare il "Lei" e per l'obbligo forzato ad adottare uno stile "fascista" anche nella vita privata, che lo resero in breve l'uomo più detestato del Regime, tant'è che venne scaricato brutalmente ( e cinicamente ) dallo stesso Mussolini e quindi messo in un angolo:C'è da dire che si riscattò morendo  con dignità  ,  ma questa è un altra storia.
 
Insomma, quando si usa il termine "nazi-fascismo" si offende la reltà storica, che attesta l'enorme differenza tra Fascismo e Nazismo . C'è chi sostiene  che la possibilità di  contestare il Regime, stando in limiti tollerabili, fosse offerta come valvola di sfogo per evitare contestazioni o fronde di maggiore spessore e portata , può essere, ma ciò non toglie  che  è impensabile in URSS o nella Germania hitleriana nella stessa epoca , una satira  evidente e gustosa , sebbene camuffata (male) , di esponenti dei Regimi oppure ed è il caso  di "Crapa Pelada" addirittura  del Capo del Governo   .

Si noti che questo tipo di satira, magari bonaria ma  immediata e popolare, non giungeva  a delle elites culturali peraltro in larga parte già antifasciste, ma attraverso l' Eiar e le "Radio Balilla" prodotte a basso prezzo per fare arrivare gli apparecchi radiofonici alle masse,  questi brani  popolari e orecchiabili e le orchestre nelle sale da ballo, le evidenti allusioni al Regime arrivavano a masse di persone e perdipiù attraverso un genere musicale , il jazz, inviso e proibito nella Germania nazista come nella Spagna di Franco come nella Francia di Vichy e in generale in tutti i Regimi "fascistoidi" .

Ma si pensi anche al film " Ossessione " di Luchino Visconti ( altro antifascista fuori tempo massimo,  definizione del caustico  Curzio Malaparte )  come Moravia e molti molti  altri ) . Il film è un  "noir" a forte contenuto erotico che forse sarebbe finito sotto la censura in un paese democratico ,comunque   quanto più lontano dall'estetica del Regime, uscito nelle sale nel 1943 , in piena guerra.


 
Tornando ai rapporti tra musica jazz e fascismo, è curioso notare che la radio della R.S.I. trasmetteva brani jazz a pochi giorni dal 25 aprile 1945 , suscitando non poche perplessità negli alleati nazisti e in molti gerarchi più ortodossi , che avrebbero volentieri censurato il genere, trovando però l'opposizione di Romano Mussolini  , cultore del jazz e infatti jazzista di fama internazionale nel dopoguerra e probabilmente di valore, posto che raggiunse il successo malgrado il cognome e la parentela divenuta ingombrante .

Facciamo un parallelo tra la Germania nazista e l'Italia fascista.Mentre in Italia la fronda interna del Regime veniva accettata , sopportata e talvolta finanziata dal munifico Giuseppe Bottai  , Ministro della Cultura Popolare,  tant'è che Alberto Moravia pubblicò il romanzo "Gli indifferenti" nel 1929 , peraltro con un notevole  successo di vendite.

Nella Germania nazista sarebbe stato inconcepibile che un dissidente e per giunta di padre ebreo, già vigenti le leggi razziali  scrivesse ad Adolf Hitler per poter tornare a pubblicare i suoi lavori  (su questo credo saremo tutti d'accordo)  in Italia il presunto criptoantifascista Moravia supplicava Benito Mussolini perchè gli fosse  tolto il veto di esercitare la professione di giornalista ( vedi link 
http://caffenero.ilcannocchiale.it/2008/09/24/il_fascista_alberto_moravia_ri.html .La stessa Spagna franchista, aveva un sistema di censura  sulla cultura "pop" molto più rigido di quello italiano.Dell'URSS di Stalin non accenno neppure, posto che è evidente che gli artisti, fossero registi, scrittori o pittori  dovettero rifarsi rigidamente  a canoni predeterminati dal PCUS , pena la deportazione nei gulag o la soppressione fisica .  

Si cerca di ridurre il Fascismo a una barzelletta, a una serie di stereotipi indigesti e farlocchi come il "Federale" interpretato da Tognazzi nel film di Dino Risi ma più si cerca di eludere la verità , più risultano evidenti i limiti della storia ufficiale concepita da una parte politica per la maggioranza degli italiani, ma ormai contestata per l'evidente faziosità e scorrettezza .

Riparlare del Fascismo, della condizioni degli italiani sotto dentro e durante il Regime, non significa necessariamente riabilitarlo, come credono molti antifascisti "fuori tempo massimo" ottusi o in malafede , ma cercare la verità. O almeno così la penso io.

Pike






22 luglio 2008

Taliban antifascisti - il raradosso dei democratici antidemocratici

 "Le chiedo se non sia possibile fare qualcosa per convincere gli esponenti del Pd di San Giuliano che studiare il neofascismo non significa negare i principi costituzionali e che boicottare la presentazione di un saggio di storia non è certo il miglior modo per onorare il valore della memoria collettiva. ",

Si conclude così la lettera che Antonio Carioti, giornalista del Corriere della Sera e autore del saggio "Gli orfani di Salò" (Mursia, 2008) ha inviato ieri a Walter Veltroni chiedendone l´intervento per mettere fine alla polemica che si è scatenata attorno alla presentazione del saggio organizzata dal gruppo comunale di An per il 19 luglio prossimo.

La querelle in breve è questa. Il capogruppo di An di San Giuliano chiede e ottiene alla fine di giugno la sala consiliare per la presentazione del libro di Carioti, un saggio storico sui movimenti giovanili neofascisti del dopoguerra.

La concessione della sala da parte del presidente del consiglio comunale scatena le reazioni degli esponenti locali del Pd, Rifondazione Comunista e Sinistra democratica che, sospettando il libro di simpatie fasciste, invocano la revoca della sala in nome dei valori antifascisti. Sulla vicenda interviene la casa editrice Mursia che manda ai contestatori il libro pregandoli di leggerlo e di verificare di persona che si tratta di un´opera storica sulle radici della destra italiana.

Nel frattempo appaiono in rete, su siti no global e della sinistra, appelli alla "mobilitazione antifascista" nella data prevista per la presentazione, l´amministrazione comunale prende tempo e al momento la concessione della sala pubblica è dubbia. Carioti, che ha ricevuto attestati di solidarietà da parte di storici ed esponenti di diverse parti politiche, sinistra inclusa, ha deciso oggi di chiedere l´intervento del segretario del Pd per chiarire, una volta per tutte, che "discutere di fascismo e neofascismo si può" senza per questo essere tacciati di simpatie revisioniste o peggio ancora di apologia di fascismo.
 
"Il caso San Giuliano Terme (Pisa) esce dai confini pisani e diventa emblematico della difficoltà di discutere della nostra storia senza asservirla o piegarla alle logiche della politica. ", dice Fiorenza Mursia, presidente della casa editrice. "Quello di usare la Storia a scopi politici è un vecchio vizio del nostro Paese, a destra come a sinistra. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: siamo prigionieri di un passato irrisolto perché di fatto mai compreso, metabolizzato e superato. E´ comprensibile che le parti politiche si confrontino anche duramente ma mi aspetto che le istituzioni, anche quelle locali, svolgano il loro ruolo di garante della libertà di espressione consentendo un dibattito libero e pubblico. "

Sulla vicenda è intervenuto anche Luigi Ganapini, professore di storia contemporanea all´Università di Bologna e direttore dell´istituto di storia dell´Età contemporanea di Sesto San Giovanni (Milano) che dice: "La "sinistra" non deve imitare la destra quando quest´ultima non sa discutere e non sa capire; non deve imitarla quando emette bandi di proscrizione contro gli Istituti della Resistenza; non deve imitarla quando la paura del diverso la fa feroce e ottusa. Quello di Carioti è un libro di storia che ci fa capire; ci fa capire cose sgradevoli e cose difficili da accettare. Ma la storia di un paese, di questo paese, dobbiamo davvero affrontarla e per farlo abbiamo bisogno di coraggio, non di anatemi. "

Il testo integrale della lettera di Carioti al segretario del Pd Walter Veltroni:

Gentile onorevole Veltroni, può darsi che lei si ricordi di me. Anni fa svolsi il ruolo di moderatore in un dibattito cui partecipò anche lei, con Franco Cardini e Giampiero Mughini. Si presentava nell´occasione il libro "Fascisti immaginari", in cui Filippo Rossi e Luciano Lanna (attuale direttore responsabile del quotidiano di An "Secolo d´Italia") avevano analizzato la cultura diffusa e i miti della destra nell´Italia repubblicana. Ricordo che il suo intervento fu davvero apprezzabile, molto equilibrato e aperto al dialogo con un ambiente politico assai distante da quello cui lei appartiene. Rievoco quell´episodio perché di recente ho scritto un saggio, edito da Mursia, su un argomento contiguo: s´intitola "Gli orfani di Salò" e ricostruisce le vicende dei giovani neofascisti dal 1945 al 1951, narrando le loro battaglie nelle piazze, i loro conflitti interni, le loro illusioni e anche alcuni momenti di dialogo con i coetanei comunisti (incontri promossi all´epoca da Enrico Berlinguer), senza trascurare aspetti caratteristici di quel mondo come il rifiuto della democrazia parlamentare e l´uso della violenza politica. Il 19 luglio prossimo sarebbe in programma la presentazione del libro presso la sala del Consiglio comunale di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, ma gli esponenti della sinistra locale, compresi quelli del Partito democratico, sono insorti, denunciando l´iniziativa, organizzata da Alleanza nazionale, come un´offesa ai sentimenti antifascisti della cittadinanza. In realtà si tratta di un clamoroso fraintendimento, perché la mia opera non è affatto un´esaltazione del neofascismo, ma una pacata analisi storica, apprezzata anche da studiosi di sinistra come Mimmo Franzinelli, che l´ha presentata con me a Gorizia, e Luigi Ganapini, che l´ha presentata con me a Milano. La casa editrice Mursia ha cercato di chiarire l´equivoco inviando in omaggio una copia del volume ai contestatori, ma non è servito a nulla. Pare che ora la maggioranza di sinistra voglia convocare un Consiglio comunale, sul tema "la memoria collettiva della Resistenza e della Liberazione dal fascismo radice della Costituzione italiana", proprio il 19 luglio, per impedire così la presentazione del libro. Dato che ho avuto modo di apprezzare personalmente il suo spirito aperto e tollerante (tra l´altro sono anche, per quel che conta, un elettore del suo partito), le chiedo se non sia possibile fare qualcosa per convincere gli esponenti del Pd di San Giuliano che studiare il neofascismo non significa negare i principi costituzionali e che boicottare la presentazione di un saggio di storia non è certo il miglior modo per onorare il valore della memoria collettiva. Con stima e cordialità Antonio Carioti .




7 giugno 2008

Immigrati clandestini; primi sequesti di case affittate in nero

 
Un esempio di come sono ridotte le vie di Zingonia
 

Denunciati gli affittuari nordafricani

E' scattato nella Bergamasca il primo sequestro di appartamenti affittati a clandestini da quando è entrato in vigore il pacchetto sicurezza emanato il 23 maggio. I carabinieri hanno messo i sigilli a due abitazioni di Zingonia, affittate a cinque marocchini dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. I 5 immigrati, arrestati, pagavano "in nero" i proprietari degli immobili - anche loro nordafricani, ma regolari - che sono stati denunciati.

L'operazione è stata portata a termine dai carabinieri della Compagnia di Treviglio. I cinque marocchini pagavano circa 500 euro al mese per ciascun appartamento. I proprietari degli appartamenti sono stati denunciati per favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina. Le abitazioni potrebbero essere presto confiscate, così come previsto dalla nuova normativa. 

Le indagini proseguono in queste ore per verificare l'eventuale attività di un'organizzazione criminale finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
La zona di Zingonia, in provincia di Bergamo, è nota per la concentrazione di immigrati irregolari e già più volte alla ribalta delle cronache per episodi di criminalità.

Mi auspico che questa operazione sia la prima di molte,perchè , a differenza di chi gli extracomunitari li vede alla festa della "straminchia equa e solidale" , io vivo in un condominio degradato, so quindi di cosa si tratta e di cosa si parla.

Si tratta di convivere con " caporali " che acquistano o affittano appartamenti , per poi subaffittare " posti letto " . Si tratta di convivere con  un " turn over " di immigrati del 100% e spesso con  ubriaconi e violenti , quando non criminali.

Si tratta di convivere NON con persone che vengono a mettere radici nel nostro paese e quindi cercano di integrarsi,che meritano di essere aiutati ad integrarsi , ma con  avventurieri, che ( fino a poco tempo fa  ) sapevano di trovare nel nostro paese una tolleranza di natura ideologica slegata da ogni pragmatismo.   

I "caporali "  e i loro " clienti" hanno potuto spadroneggiare , in barba alle Leggi della Repubblica, per una malintesa idea dell'integrazione basata sulla  tolleranza di gesti criminali  o antisociali compiuti dai " migranti "  ,  messa in atto " senza se e senza ma "  in nome della " diversità culturale" . 

Questo approccio imbecille, di matrice catto-comunista ha contribuito a creare xenofobia, facendo quasi passare l'idea che i migranti sono al di sopra delle Legge.Da proteggere quasi fossero il panda gigante cinese, da proteggere sempre e comunque, anche quando delinquono e anche quando sono  chiaramente non VITTIME ma CRIMINALI.

Vivere in un condominio degradato , nel quale i " caporali " affittano i posti letto, costringe alle volte, in concreto a pulire il vomito o la piscia dell'immigrato e/o migrante , che s'è ubriacato ed ha avuto la bella idea di pisciare o vomitare sotto la tue finestre.E se gliel'hai fatto notare, magari t'ha pure mandato affanculo.

Le astrazione sono belle, i principi sono bellissimi.Ma talvolta cozzano la la puzza di piscia e l'odore di vomito, meno belli ma ahime, spesso ben più concreti e di tante belle parole che si dicono , alla
festa della straminchia equa e solidale.



 Pike



sfoglia     marzo        maggio
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom