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28 aprile 2009

Gianni Alemanno firma petizione dell'ANPI

 

Gianni Alemanno ha firmato la petizione promossa dall'ANPI per non concedere il vitalizio ai reduci della RSI .

Si noti che suo suocero Pino Rauti è un reduce della RSI .Chissà che discussioni quest'anno al pranzo di natale.

Io sono un realpolitiker , un realista; Nella vita si può e si deve cambiare idea.

Ma odio i paraculi e il confine della decenza non va valicato.

I colonnelli di Alleanza Nazionale hanno avuto il buon senso e la decenza di tacere , non così Gianni Alemanno, che dovrebbe perlomeno vergognarsi per l'infamità che ha commesso.

Pike




27 aprile 2009

no di Silvio Berlusconi al DDL per i reduci della RSI



Giorni fa leggevo sul "Secolo d' Italia"  che è giusto che i momenti fondanti di una nazione possano essere  anche momenti di divisione come nella fattispecie la ricorrenza della fine di una guerra civile.

Si preparava evidentemente il terreno per la svolta antifascista dei gemelli diversi  Fini & Berlusconi. D'altronde l'antifascismo era diventato  qualcosa di talmente astratto e lontano dal significato letterale,che il definirsi antifascista di GianFranco Fini non m'ha scandalizzato più di tanto e d'altronde era previsto e prevedibile.

Ma s'è passato il segno con il no secco di Silvio Berlusconi a concedere una pensione vitalizia ai reduci della RSI.S'è valicato il limite della decenza.

Facciamo un breve passo indietro : in tutte le nazione europee dove ci sono state  guerre civili, sono considerati "belligeranti" ed hanno diritto alla pensione cosidetta "di guerra" sia  vincitori che  vinti .

In Spagna la pensione da "belligeranti" la percepiscono i reduci  repubblicani come  i franchisti. Idem in Francia ed in Grecia lo status di "belligeranti" è riconosciuto agli sconfitti, ossia ai francesi che optarono per Vichy e ai Greci che combatterono da partigiani comunisti contro il legittimo governo democratico. Andando più indietro nel tempo lo status di belligeranti venne riconosciuto ai reduci confederati dopo la guerra di secessione  .

La cosiddetta "pensione di guerra" venne persino riconosciuta a quei friulani e trentini nati nei territori dell'Impero Asburgico poi annessi  all' Italia alla fine della prima guerra mondiale . Si riconobbe il diritto di percepire una pensione di guerra a chi partecipò alla guerra contro l'Italia , servendo nell' Imperiale e Regio Esercito austroungarico.

Ora parliamoci chiaro: con questa svolta antifascista di Berlusconi si serve un assist formidabile a Dario Franceschini, che può urlare alla vittoria (?) e alla redenzione dei reietti .

Franceschiello Franceschini può tirare il fiato e sperare di riguadagnare qualche punto .

Non a caso il più irritato dalla svolta antifascista di Berlusconi è il vero competitore del PD, ossia l'agguerrito Di Pietro che già sognava di fagocitare la sinistra.Silvio Berlusconi ha tutto l'interesse di reggere il moccolo al PD per salvare il progetto bipolarista e viceversa il PD rischia di essere pressoche azzerato, quindi se anche l'aiuto arriva dal nemico , poco male.

Quanti saranno i superstiti della RSI ? qualche migliaio di persone sopra gli ottanta anni . Concedere lo status di "belligeranti " ai superstiti non sarebbe stato equiparare reduci della RSI e partigiani ma prendere atto che nella tragedia della guerra civile vi furono due parti in conflitto e che tra le parti in causa, ambedue, c'erano persone che in buonafede credevano di fare il bene della nazione, non necessariamente tutti assassini e tutti torturatori.

Per assurdo, il riconoscimento dello status di belligeranti ai reduci della RSI avrebbe tolto benzina dal fuoco che sta consumando il mito resistenziale. Ora c'è da scommettere che chi aveva fatto della "denigrazione" della resistenza una ragione d'essere  si impegnerà ancora più a fondo a svelare i retroscena non sempre limpidi della guerra civile.

S' è persa l'ennesima occasione di pacificazione , s'è buttato altro sale nelle ferite per meri interessi di bottega.

E da parte deI parlamentari del disciolto partito di Allenza Nazionale, che pure portava nel simbolo la fiamma che arde sul feretro di Benito Mussolini e nel nome del MSI  contenuto nel simbolo di AN un richiamo esplicito alla Repubblica Sociale ,
non ho sentito dire " ne ai ne bai " .

I tempi cambiano e le ideologie sono morte; quelli che girano con le magliette "identitarie" li trovo  patetici , ma la decenza vorrebbe che chi ha militato in un partito che reca nel simbolo un esplicito richiamo al fascismo e alla persona di Mussolini, almeno abbia la decenza di vergognarsi un pochino a dichiararsi "antifascista".

Ma anche la decenza oramai è merce rara.

Pike










9 aprile 2009

L'armata dell'anello vive e lotta insieme a noi

 




25 febbraio 2009

PER LA DONNA PER LA FAMIGLIA PER TUTTI NOI - CONVEGNO SUL RUOLO DELLA DONNA NEL III MILLENNIO

 

Ricordiamo l'importante appuntamento di questa settimana



Durante la serata interverranno anche:

- per l'autodifesa il Maresciallo dell'Esercito Italiano Vincenzo Ippolito, istruttore della nazionale di karate.

- per l'aspetto psicologico il dott. Stefano Lamera, già relatore in materia.

Alla fine della serata, ci tratterremo per un rinfresco .

Per informazioni:

www.circolonuovaitalia.ilcannocchiale.it





10 dicembre 2008

Il Comune di Bergamo nega la medaglia d'oro a Mirko Tremaglia

Il Comune di Bergamo ha deciso di negare la medaglia d'oro, annualmente conferita ai concittadini più meritevoli  all' Onorevole  Mirko Tremaglia.

Laureato in giurisprudenza, all'età di 17 anni aderì alla Repubblica Sociale Italiana e fu per questo rinchiuso nel campo di concentramento di Coltano. Esponente storico e dirigente del MSI, sin dalla nascita della Repubblica Italiana nel 1948, ha svolto importanti compiti nel comitato centrale e nella direzione nazionale del partito. Fu quindi nominato responsabile del dipartimento di politica estera del MSI-DN, nel 1969. È stato uno dei più stretti collaboratori del segretario Giorgio Almirante. Tremaglia è stato eletto alla Camera per la prima volta nel 1972. Dopo la "Svolta di Fiuggi" del gennaio del 1995 aderiva al progetto finiano di Alleanza Nazionale, evidenziandosi fra i sostenitori dei valori di identità nazionale e dell'italianità nel mondo. Il figlio Marzio, uno dei più brillanti dirigenti giovanili del Fronte della Gioventù e quindi assessore alla Cultura della Regione Lombardia, vicino a Gianfranco Fini, scomparve a soli 42 anni nel 2000, segnandone in modo indelebile la vita affettiva e politica. Alle elezioni politiche del 2001 fu eletto deputato nel collegio uninominale di Bergamo come esponente della Casa delle Libertà. Dall'11 giugno 2001 al 17 maggio 2006 ha ricoperto l'incarico di Ministro per gli italiani nel mondo (Governi Berlusconi II e III). Tremaglia è stato il ministro più anziano in carica, oltre ad essere stato il primo ex "repubblichino" a diventare ministro nella storia del dopoguerra. Nel 2006, candidato al secondo posto della lista bloccata di Alleanza Nazionale in Lombardia 2, è stato rieletto alla Camera.

E' vergognoso che il Sindaco di Bergamo perori la causa di Abou Elkassim Britel , ma poi non onori il politico più longevo della città orobica, che molto s'è speso per la città.

Verrebbe da pensare che un figlio di un partigiano, come il Sindaco Bruni, non possa e non voglia onorare una persona meritevole , come Tremaglia, ma molto si spenda per il discusso Abou Elkassim Britel, da lui definito "cittadino bergamasco"http://www.caffenero.ilcannocchiale.it/?yy=2008&mm=1&p=3.

Ma è ancora più vergognoso che il PDL e il centrodestra bergamasco,non siano in grado di mettere in campo una candidatura non meramente di bandiera, che possa essere realmente un'alternativa a Roberto Bruni. 

Pike



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