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28 aprile 2009

Gianni Alemanno firma petizione dell'ANPI

 

Gianni Alemanno ha firmato la petizione promossa dall'ANPI per non concedere il vitalizio ai reduci della RSI .

Si noti che suo suocero Pino Rauti è un reduce della RSI .Chissà che discussioni quest'anno al pranzo di natale.

Io sono un realpolitiker , un realista; Nella vita si può e si deve cambiare idea.

Ma odio i paraculi e il confine della decenza non va valicato.

I colonnelli di Alleanza Nazionale hanno avuto il buon senso e la decenza di tacere , non così Gianni Alemanno, che dovrebbe perlomeno vergognarsi per l'infamità che ha commesso.

Pike




9 aprile 2009

L'armata dell'anello vive e lotta insieme a noi

 




23 marzo 2009

si spegne la fiamma

 




16 settembre 2008

Lettera aperta ad ogni Italiano - Riflessioni sull' anti - fascismo

Dal sito www.azionegiovaniroma.org


Carissimo,


non ti scrivo per riaprire il dibattito sul ventennio fascista, non credo infatti che questa debba essere la mia prima preoccupazione di eletto nelle istituzioni e di dirigente politico. Penso piuttosto che sia materia per gli storici e, da questo punto di vista, mi riconosco appieno nelle posizioni di Renzo De Felice e Gianpaolo Pansa. Penso anche che sia materia sulla quale, giustamente, si interrogano le più alte cariche istituzionali, che in questo modo cercano di portare a compimento il difficile processo di pacificazione nazionale. Ti scrivo invece a proposito del dibattito sulla necessità o meno di dirsi anti-fascisti, per condividere con te alcune riflessioni.


Circa due anni fa, non nel 1943, il più importante sito della rete antifascista italiana, Indymedia, pubblicò un articolo di commento a una iniziativa di Azione giovani di Roma e ritenne utile mettere vicino al mio nome anche il mio indirizzo di casa, con l'evidente intento di puntare l'indice contro di me e di indicarmi come bersaglio da colpire. Ho pensato: “Come potrei aderire alla cerchia dei miei aguzzini? Come potrei dichiararmi antifascista?”. Ma sono andato oltre per non farne una questione personale.


Mi sono ricordato poi che negli ultimi 5 anni, non nel 1943, almeno per una ventina di volte le nostre sedi sono state bersaglio di assalti, devastazioni, attentati incendiari, da parte di personaggi che si vantavano di essere antifascisti. Mi ci vedi a tirare le bombe molotov contro una sede di partito? Addirittura contro una sede del mio partito? Mi sono detto no, non posso essere antifascista. Poi riflettendo ho fatto autocritica e ho pensato che magari sono troppo legato a questa idea delle sedi quelle che una volta si chiamavano "sezioni". Allora sono andato avanti.


Mi sono ricordato, però, che negli ultimi cinque anni, non nel 1943, i ragazzi di Ag in tutta Italia hanno subito numerose aggressioni nel nome dell'antifascismo, aggressioni verbali e fisiche, bastonate, sprangate per capirci. Ti sembra possibile che il presidente di Azione giovani a Roma si aggiri per la sua città a sprangare i propri ragazzi? “No, non posso proprio essere antifascista”, ho pensato ancora fra me e me. Poi per non lasciare nulla di intentato ho detto magari sono troppo sentimentale, così legato a questi ragazzi con i quali condivido un percorso umano prima che politico.


Sono andato un po' indietro nel tempo fra gli anni Settanta e Ottanta, comunque non nel 1943, e mi è venuto alla mente che alcune decine di ragazzi come me, che facevano quello che faccio io oggi, sono stati uccisi dall'odio degli antifascisti e francamente a quel punto sono crollato.


Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l'ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo.


A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antifascismo ha ucciso giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti.


Federico Iadicicco

(Presidente Azione Giovani Roma)


Io vi risponderò con Paolo di Tarso, che non faccio il bene che pure voglio, ma il male che non voglio, ed aggiungerò che l’angelo che in noi dorme, suole svegliarsi quando la bestia lo trascina, e destandosi piange la sua schiavitù e la sua disgrazia. Quanti buoni sentimenti nascono dalle cattive azioni in cui la bestia ci precipita”

Miguel De Unamuno




7 giugno 2008

Immigrati clandestini; primi sequesti di case affittate in nero

 
Un esempio di come sono ridotte le vie di Zingonia
 

Denunciati gli affittuari nordafricani

E' scattato nella Bergamasca il primo sequestro di appartamenti affittati a clandestini da quando è entrato in vigore il pacchetto sicurezza emanato il 23 maggio. I carabinieri hanno messo i sigilli a due abitazioni di Zingonia, affittate a cinque marocchini dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. I 5 immigrati, arrestati, pagavano "in nero" i proprietari degli immobili - anche loro nordafricani, ma regolari - che sono stati denunciati.

L'operazione è stata portata a termine dai carabinieri della Compagnia di Treviglio. I cinque marocchini pagavano circa 500 euro al mese per ciascun appartamento. I proprietari degli appartamenti sono stati denunciati per favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina. Le abitazioni potrebbero essere presto confiscate, così come previsto dalla nuova normativa. 

Le indagini proseguono in queste ore per verificare l'eventuale attività di un'organizzazione criminale finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
La zona di Zingonia, in provincia di Bergamo, è nota per la concentrazione di immigrati irregolari e già più volte alla ribalta delle cronache per episodi di criminalità.

Mi auspico che questa operazione sia la prima di molte,perchè , a differenza di chi gli extracomunitari li vede alla festa della "straminchia equa e solidale" , io vivo in un condominio degradato, so quindi di cosa si tratta e di cosa si parla.

Si tratta di convivere con " caporali " che acquistano o affittano appartamenti , per poi subaffittare " posti letto " . Si tratta di convivere con  un " turn over " di immigrati del 100% e spesso con  ubriaconi e violenti , quando non criminali.

Si tratta di convivere NON con persone che vengono a mettere radici nel nostro paese e quindi cercano di integrarsi,che meritano di essere aiutati ad integrarsi , ma con  avventurieri, che ( fino a poco tempo fa  ) sapevano di trovare nel nostro paese una tolleranza di natura ideologica slegata da ogni pragmatismo.   

I "caporali "  e i loro " clienti" hanno potuto spadroneggiare , in barba alle Leggi della Repubblica, per una malintesa idea dell'integrazione basata sulla  tolleranza di gesti criminali  o antisociali compiuti dai " migranti "  ,  messa in atto " senza se e senza ma "  in nome della " diversità culturale" . 

Questo approccio imbecille, di matrice catto-comunista ha contribuito a creare xenofobia, facendo quasi passare l'idea che i migranti sono al di sopra delle Legge.Da proteggere quasi fossero il panda gigante cinese, da proteggere sempre e comunque, anche quando delinquono e anche quando sono  chiaramente non VITTIME ma CRIMINALI.

Vivere in un condominio degradato , nel quale i " caporali " affittano i posti letto, costringe alle volte, in concreto a pulire il vomito o la piscia dell'immigrato e/o migrante , che s'è ubriacato ed ha avuto la bella idea di pisciare o vomitare sotto la tue finestre.E se gliel'hai fatto notare, magari t'ha pure mandato affanculo.

Le astrazione sono belle, i principi sono bellissimi.Ma talvolta cozzano la la puzza di piscia e l'odore di vomito, meno belli ma ahime, spesso ben più concreti e di tante belle parole che si dicono , alla
festa della straminchia equa e solidale.



 Pike



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