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19 maggio 2009

L'INTERVENTISTA CARLO REDONDI

 

Nuovo regolamento nel piccolo comune bergamasco: al bando anche i pornoshop. Guinzagli corti per i cani

Covo, paese dei divieti, dove l' arrotino non può gridare

COVO (Bergamo) - Articolo 22: vietato aprire sexy shop. Articolo 23: vietato appendere biancheria gocciolante. L' articolo 51 zittisce l' arrotino: sono vietate le grida degli ambulanti. E ancora il campeggio ai nomadi, la «circolazione dei cani di grossa taglia» privi di guinzaglio che ha da essere «non superiore a centimetri 80». Multa a chi si lava o lava in luogo pubblico cose o animali. La cascata di divieti del ferreo regolamento di polizia urbana , 79 articoli, appena approvato in consiglio dalla maggioranza della lista civica di destra «Prospettive per la libertà», fa del paese di Covo la Svizzera della Bassa Bergamasca. Dura lex sed lex. Anche se, opposizione di centrosinistra a parte, gli abitanti, più di tremila, non sono scossi più di tanto. Molti si dicono soddisfatti delle norme mirate a trasformare il borgo in un condominio retto dalle regole del bon ton. Ma troppi divieti non rischiano di diventare repressivi? Invadere la privacy, come sostiene l' opposizione? Carlo Redondi trentenne sindaco dal giugno scorso, difende questo che chiama «il testo unico della convivenza civile». «Sono norme di sempre che mantengono la loro attualità anche se possono sembrare obsolete. Nei piccoli paesi tutto si riversa sul sindaco, perfino le minuzie. Che fare quando sono assente? Adesso il vigile può bastare». «Ci sono problemi più seri - replica Enzo Tirloni di Demokrazia Covese - i divieti ai pornoshop o ai nomadi sono una concessione ai bacchettoni». Comunque a Covo con la legge non si scherza. La ricorrenza locale è la «Festa delle anime giustiziate». Ricorda la decapitazione del 1798 di tre briganti armati. Autori di rapine in villa.

Pacchioni Pietro

tratto da  " IL  CORRIERE DELLA SERA"




15 maggio 2009

La sinistra del NO




Carlo Redondi , eletto non ancora trentenne sindaco di Covo , una cittadina in provincia di Bergamo , è riuscito nell'ardua impresa d'essere gradito a elettori tradizionalmente legati alla sinistra , oltretutto essendo stato eletto nelle liste di Alleanza Nazionale.


Infatti Covo è un enclave rossa (ora rossiccia) in un territorio storicamente legato prima alla DC e poi a Forza Italia e Lega Nord. Nella cittadina vi è una sede di Rifondazione e una del PD, oltre a una delle poche "case del popolo" ancora esistenti in provincia.

Già questa è un anomalia di per se : essere eletti militando in Alleanza Nazionale in una città rossa ( o rossiccia ) per giunta con i "poteri forti " che in una cittadina sono "poterini fortini " , che gli remavano apertamente contro.

E nelle piccole comunità, i "poterini fortini" hanno voce in capitolo.Ma sa suo tempo i covesi premiarono le idee nuove. la voglia di fare, la freschezza.La squadra di Redondi era composta da giovani. 

Durante la sua amministrazione le opposizioni hanno dato battaglia  usando argomenti di scarsissimo spessore . Ma del resto le sinistre locali sono un riflesso di quelle nazionali , per cui è difficile stupirsi.

Non di meno, elettori "fidelizzati" alla sinistra, fortemente radicata nella città, dichiarano apertamente che lo voteranno. Segno che alla propaganda la gente preferisce i fatti.

Ma è paradossale che i covesi apprezzano l'operato del sindaco , mentre fuori da Covo arriva solo l'eco delle polemiche  fatte di nulla  create ad arte da certa sinistra del NO .

Ma restiamo su un singolo FATTO : l'amministrazione Redondi ha una fortissima sensibilità ambientale: ha fatto piantare 800 piante riqualificando aree verdi ormai spoglie di verde, bruciate dall'agricoltura intensiva ed ha  avviato un progetto per dotare la città di un impianto fotovoltaico, realizzato a costo zero per le casse comunali.


Contro l'uso di aree comunali per l'installazione di pannelli fotovoltaici ,   Redondi ha chiesto all'azienda fornitrice la realizzazione di opere pubbliche su cui peraltro verranno installati parte dei pannelli , opere che  verranno realizzate a costo zero per la comunità e oltretutto il contratto prevederà la fornitura di energia rinnovabile gratis .


Inoltre è stato messo in cantiere una centrale a biomasse : dovete sapere che a Covo vi sono molti allevamenti di maiali e per rispettare i severi parametri europei di inquinamento delle falde , le aziende avrebbero dovuto dotarsi di costosi depuratori; il liquame dei maiali contiene nitrati che vanno smaltiti con costi folli per le aziende con le logiche ricadute sull'economia locale .

Redondi ha risolto il problema  varando il progetto di una centrale a biomasse, che produrrà  energia pulita, risolvendo il problema dello smaltimento dei liquami animali creando energia verde, rinnovabile.

Ma la "sinistra del no" monta una polemica contro il fotovoltaico e la centrale a biomasse !

Io non mi capacito del fatto che un'amministrazione attenta all'ambiente venga criticata perchè vara un progetto ambientalista sulle energie rinnovabili, che alla comunità costerà zero euro , fornirà energia rinnovabile a costo zero e darà ai covesi opere pubbliche  a costo zero.

Mi sembra una follia, un assurdità assoluta, non me ne capacito proprio.La sinistra "ambientalista" rinnega se stessa, la propria anima,  dicendo NO al fotovoltaico.

Ma se pensiamo all'incapacità della sinistra di porsi propositivamente, al fatto che la sinistra deve essere anti qualchecosa o qualcuno -  e dire sempre NO , sempre e comunque e -senza se e senza ma- o deve sempre e solo fare "resistenza" , non c'è molto di cui stupirsi.



Succede a Covo come nel resto della Nazione.

Pike


 




 




5 maggio 2009

Carlo Redondi: un sindaco vicino ai cittadini

 
Carlo Redondi, giovane Sindaco di Covo , gode di  un consenso trasversale. I motivi ? è di destra sulle politiche della sicurezza ed altro ma " di sinistra " -si notino le virgolette- sulle politiche sociali e  ambientali .

Ha soccorso diverse famiglie covesi che avevano comprato una cassa in cooperativa, fallita prima di andare al rogito .Malgrado i compratori avessero già pagato gran parte dell'immobile alcuni covesi rischiavano di dover ripagare la casa. Redondi  ha venduto delle proprietà comunali per finanziare ai cittadini coinvolti nel fallimento , il riacquisto.Beccandosi tra le altre , dalla benpensante sinistra covese l'accusa d'essere un "populista". Ad avercene di "populisti", se per "populismo" si intende l'attenzione ai deboli , se per "populismo" si intende occuparsi concretamente dei propri cittadini.

Il primo cittadino di Covo ha concesso i muri perimetrali dello stadio di Covo ai writers,  anche questo gesto molto "di sinistra" ( spero che Redondi non me ne vorrà ).

Ora l'Amministrazione comunale di Covo vara il suo «Piano prima casa» con la disponibilità a dare un contributo fino ad un massimo di 10 mila euro per l'acquisto della prima casa in paese e per abitazioni che non superino il valore di 170 mila euro rilevabile dall'atto notarile.

La Giunta comunale ha approvato all'unanimità la delibera - che è immediatamente esecutiva - in cui viene stabilito un fondo di 100 mila euro per finanziare il piano, a cui verrà sommata la differenza tra i 660 mila euro e il ricavo effettivo dell'asta pubblica che il Comune farà prossimamente per vendere un'area di 4.775 metri quadri di sua proprietà in località Bredina, nella zona del paese verso Calcio.

Redondi per essere vicino ai suoi concittadini , ha aperto una gruppo su facebook dove dialoga con i covesi, dove si confronta con i cittadini senza filtri di sorta .

Elettori di sinistra conclamati mi hanno dichiarato che lo voteranno . La locale sinistra radical chic gli può opporre giusto  un antifascismo di maniera . Ma gli elettori dell'antifascismo se ne fottono badando invece al sodo . 

Di certo politici come Carlo Redondi ce ne sono troppo pochi.Purtroppo.

Pike 




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