LA STRANA MORTE DI FEDERICO BALBIANO DI BELGIOIOSO - PARTIGIANO CADUTO DURANTE LA LIBERAZIONE DI MILANO | CaffeNero | Il Cannocchiale blog
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22 aprile 2009

LA STRANA MORTE DI FEDERICO BALBIANO DI BELGIOIOSO - PARTIGIANO CADUTO DURANTE LA LIBERAZIONE DI MILANO

 

LA STRANA MORTE DI FEDERICO BALBIANO DI BELGIOIOSO - PARTIGIANO CADUTO DURANTE LA LIBERAZIONE DI MILANO

Questa immagine è la versione agiografica della resistenza impostaci dai "guardiani della memoria" nel dopoguerra:



Ma io credo che la realtà della "resistenza" assomigli di più a questa immagine



Un episodio del 25 aprile forse è illuminante e merita di essere illustrato.


Il comandante partigiano Giovanni Pesce " visone" Medaglia d'Oro alla Resistenza e eroe nazionale, così si esprime, circa l’uccisione, per "fuoco amico" ,del partigiano di Giustizia e Libertà, Federico Balbiano di Belgioioso:

A Milano nei giorni della liberazione, , non tutto è luce e eroismoci sono ombre che occorre denunciare con fermezza “ 1

In effetti, l’episodio relativo all’assassinio di Balbiano di Belgioioso è ha ben poche luci e molte ombre. Balbiano bloccò un auto di militari della R.S.I. tagliati fuori dalla fuga di Mussolini e dalle resa della Whermacht, che cercavano di uscire da Milano per aver salva la vita, e li passò per le armi.

I partigiani comandati da Balbiano, salirono sulla vettura catturata, per recarsi al loro comando a riferire.

Vennero però bloccati da una squadra partigiana della Divisione Pasubio, che li “scambia “ per fascisti. Balbiano invitò i partigiani della Pasubio a telefonare al Comando di “Giustizia e Libertà “, ma il comandate della “Pasubio “ si rifiuta.

A proposito di questo inspiegabile rifiuto , così si esprime Giovanni Pesce :

E’ difficile capire perché non fu fatta quella telefonata, perché non fu mandato qualcuno al Comando di Giustizia e Libertà

Sta di fatto che i partigiani della “ Pasubio “ trucidarono i partigiani di “Giustizia e Libertà “ al seguito di Balbiano di Belgioioso.

Malgrado questo episodio sia documentato e anche narrato da un eroe e uomo simbolo della lotta partigiana, quale Giovanni Pesce, la bibliografia e le fonti sul web, sono assai scarse, facendo pensare a una sorta di omertà.

L’episodio farebbe pensare ad una resa dei conti interna alla resistenza (analogo a quello occorso al conte Cattaneo di Rovellasca, di cui parlerò poi, o alla strage del Porzus, di cui ho già parlato e altre ancora ) o a un atto di violenza gratuita.

Va però notato, che anche in questo caso, partigiani “rossi “ giustiziarono in circostanze oscure e con motivazioni oscure, partigiani d’opposta fazione, come già avvene a Graglia, al Porzus,a Montefiorino , facendo pensare non alla “resistenza “ come a una lotta univocamente rivolta contro i fascisti della R.S.I. ed ai tedeschi, ma anche contro i partigiani con idee politiche divergenti tra loro.


Malgrado questo episodio sia avvenuto , durante la " liberazione " di Milano, data simbolo e abbia quindi una forte rilevanza simbolica,una cappa d'omertà è calato sulla vicenda.

Per quanto, fare chiarezza su certi episodi, potrebbe solo giovare alla memoria della resistenza, togliendo argomenti a chi, sbagliando si incaponisce testardamente a ridurre il periodo a una mera guerra civile, e non a una fulgida pagina di storia, che dovrebbe essere condivisa, anzichè appartenere solo ad una parte.

Pike

1 - "quando cessarono gli spari " di Giovanni Pesce




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