RECONQUISTA - secondo capitolo | CaffeNero | Il Cannocchiale blog
.

  CaffeNero [ Meta blog delle Destre e non solo... ]
         









NOTE LEGALI. L’autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti dai lettori. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all’autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo spazio non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore dello spazio
che provvederà alla loro pronta rimozione."


Blog\Autori;

Politiche Giovanili:

- kinasafronte
 
www.Made_in_Italy.ilcannocchiale.it

- Simone 
www.simoneinarcadia.altervista.org

Controstoria e Revisionismo:

- Pike

- Caposkaw

Politica Attuale:

- mauromauro



Blog aderenti:

www.colognoinazione.ilcannocchiale.it 
www.forza_e_onore.ilcannocchiale.it
www.ercolinamilanesi.com




30 aprile 2008

RECONQUISTA - secondo capitolo

 

RECONQUISTA
secondo capitolo - teologia e conversione 

Con lenta, meticolosa pazienza , il sergente mandò avanti la mano destra. La gamba destra avanzò con la stessa lentezza. Una mano e una gamba, una mano e una gamba. Il passo del leopardo.

Nascosto sotto un telo mimetico, il sergente si muoveva lentamente verso il suo obbiettivo, una postazione in cemento sul fianco della montagna. Dietro di lui, strisciava un’altra massa informe.

Senza guardare la fioca luce che emanava dalla feritoia, si fermò davanti a essa.

Si sentivano delle voci ilari e un forte odore di hascisc gli aggredì le narici. Un pensiero malevolo:“Si fanno di guardia. Imbecilli.”. Guardò l’orologio. Era ora. Brandì la brutta e tozza arma. Alzò le braccia sopra la testa, puntandola verso la feritoia. Premette il grilletto. Con un botto sorprendentemente limitato, una palla di scintille uscì dalla canna da 40. Dalla feritoia uscì qualche stridio , che si spense dopo pochi secondi. Altre esplosioni soffocate fiorirono nelle vicinanze. Il sergente si affaccio alla feritoia puntando l’arma. Due corpi giacevano nella postazione , parecchio tostati e contorti. Al profumo aromatico si era sostituito il lezzo di cotenna bruciacchiata e di metallo caldo. Il sergente scivolò dentro il nido di mitragliatrici ,uscendo dal telo mimetico mentre il suo compagno, un caporale, lo copriva col suo corner shot 9mm. Con lo sguardo fisso al tunnel di lato, ricaricò la canna centrale con un proiettile che prese dal giubbetto. Il suo compagno gli si mise a fianco. Altre ombre mimetiche si affacciarono dalla feritoia . Uno di loro si tirava dietro un cavo. il sergente entrò nel tunnel debolmente illuminato, guardando avanti attraverso il mirino dell’arma. L'aria calda e secca della galleria iniziò a asciugare dalle divise l'umidità della notte. Metodicamente , il gruppo penetrò nella fortezza. Il tiratore con il corner shot controllava gli angoli e il sergente procedeva. Ad ogni incrocio, i soldati dietro i battistrada minavano i corridoi che non percorrevano. Ad un certo punto, si sentirono una serie di lontane esplosioni….

“Qualcuno ha dato una craniata...”

Osservò il sergente.

Una sirena cominciò a ululare. Nello stesso istante , le luci si spensero. I soldati indossarono gli intensificatori di luce, senza che nessuno lo ordinasse. Il sergente non ne aveva bisogno. Si accese anzi un toscano con aria rabbiosa. Soffocate e lontane , si sentivano sparatorie e esplosioni.

Il primo scontro avvenne dopo qualche minuto. Cinque nemici gli arrivarono davanti al galoppo . Il sergente sparò 3 colpi con l'arma multi canna e gli sforacchiò tutti in due secondi. La galleria ora puzzava di sangue. Serrando il sigaro tra i denti , li oltrepassò. Uno dei corpi emise un flebile gemito e si svuotò gli intestini. Il quarto della fila, una donna rotondetta e attraente, in un gesto rabbioso , gli sfondò il cranio con una piccola mazza.

Cagone!”

Sibilò con odio.

“Silenzio'!”

Ululò sottovoce il sergente.

“Abbiamo un lavoro da fare!”

Andarono avanti.

Il compagno del sergente posò il ginocchio a terra e puntò l'arma oltre l'angolo. Immediatamente alzò il braccio sinistro a angolo retto con il pugno chiuso.

I soldati dietro trattennero il respiro e strinsero le armi. Il caporale si alzò e sibilò sottovoce nell'orecchio del sergente.

“Ci aspettano. Di là c'è una barricata di sacchetti di sabbia.”

Il sergente annuì

“Bene. Controllali. “ ordinò sottovoce.

Col dito, selezionò tre soldati, uno con delle tracolle e due col C.C.W.

Si abbracciarono come una squadra di rugby.

“C'è una barricata . Butteremo un paio di Dietrich sataniche e poi spazzeremo. Capito?”

“Ok”

Il bombardiere tirò fuori due enormi bombe col manico e ne porse una al sergente. Con le bombe in mano si piazzarono al lato opposto del tunnel dove c'era il tiratore col cornershot . Gli altri due stavano dietro.

Tirarono le sicure.

Uno, due, tre.

Si affacciarono un attimo all'angolo lanciando le granate, ritirandosi subito dopo.

Si sentì un ruggito. Poi due violentissime esplosioni, leggermente distanziate. Un arto staccato atterrò davanti a loro.

Il sergente e i due fucilieri oltrepassarono la curva e iniziarono a sparacchiare come matti fino a quando oltrepassarono la barricata abbattuta. Si fermarono e si guardarono attorno. Resti dilaniati dappertutto. Polvere, odore di sangue , di frattaglie e di esplosivo. Uno di loro tossì.

Accorsero gli altri ,e r iniziarono a avanzare.

Non molto lontano, si sentì una raffica, seguita da urli e maledizioni nella lingua nemica e nella loro.

I soldati si scambiarono degli sguardi interrogativi. Si sentì uno scalpiccio che sia avvicinava. Il sergente fece passare avanti il suo compagno con il corner shot per controllare l'angolo avanti. Nel suo visore , il milite vide un soldato nemico che da solo correva nella loro direzione , guardando continuamente dietro di sé.

“C'è uno che scappa, sergè.”

“Scappa dove?”

“Verso di noi.”

“Ah si? Blindiamolo!”

il sergente usci dall'angolo, puntando l'arma multi canna.

“FERMO!”

Ordinò alla figura che correva.

La figura si arrestò e alzò immediatamente le mani.

“MI ARRENDO! MI ARRENDO!”

Strillò senza accento nella lingua del sergente.

“FERMO! STA FERMO! MANI IN ALTO E IN VISTA! INDIETREGGIA DI DIECI PASSI!”

La figura obbedì.

“SPOGLIATI! TOGLITI TUTTI I VESTITI! NON FARE GESTI BRUSCHI O TI UCCIDO!”

Velocemente, l'uomo rimase in mutande.

“TOGLITI TUTTO! SUBITO!”

Il poveretto rimase nudo.

“VIENI AVANTI ! MANI ALZATE!”

L'uomo si avvicinò timorosamente, con le braccia che volevano toccare il soffitto, mentre il sergente lo teneva sotto tiro.

Da vicino si rivelò molto giovane, così giovane che , nonostante l'odio del nemico per i barbieri, aveva solo un velo di pelo sulle guance.

“INGINOCCHIATI!”

Dall'angolo emerse il terzo del gruppo, il quale lestamente portò una mano e poi l'altra del paziente dietro la schiena e le ammanettò. Spinto il ragazzo a terra, gli controllò la bocca e gli spinse le parti molli dell'addome, lo volse sulla schiena , si infilò un guanto chirurgico e gli infilò un dito nel retto.

“PULITO!”

Il sergente che stava coprendo il fondo della galleria da quando il ragazzo era ammanettato, ordinò:

“Portalo in zona sicura.”

.......

Il capitano era rannicchiato dietro un angolo, a un ingresso del salone adibito a luogo di culto, e masticava imprecazioni e oscenità varie. Il salone era diventato l’ultima ridotta del nemico, che si ostinava a non cedere. I proiettili nemici stavano lentamente rosicchiando il cemento del suo riparo. Rabbiosamente , gettò una bomba a mano verso la direzione del nemico. Dopo l'esplosione , il fuoco aumentò d'intensità. Un poco più dietro, i suoi uomini sfoggiavano facce pallide.

“DOVE DIAVOLO SONO GLI ALTRI!?!”

Ruggì ad loro esclusivo beneficio.

“Non lo so, signore”

Sussurrò l’ uomo radio.

“Il cavo è stato tagliato.”

“COMINCIATE A RITIRARVI. SPARANDO!DOBBIAMO TENERLI LONTANI!”

Mentre cominciavano a indietreggiare, si sentirono da un lato, i boati caratteristici dei C.C.W. Urla inferociti, e ancora esplosioni. Poi più nulla...

“LIBERO!”

“LIBERO!”

Echeggiarono delle voci.

Un corner shot si affacciò all'imbocco della galleria.

Una voce amica.

“E' il capitano!”

Rinfrancato, il gruppo del capitano uscì dal tunnel. Un tanfo di sangue, escrementi e di carne (cruda e cotta) gli investì.

Prova evidente dell’efficacia dei proiettili da 12 assortiti e delle mini granate, il luogo di culto era stata trasformata nella macelleria di un orco. A terra cadaveri nemici assortiti e spezzettati, alcuni piuttosto pallidi, sopra uno strato di sangue che copriva il pavimento. Non c’erano feriti. I soldati si mescolarono dandosi pacche sulle spalle. Qualche novellino vomitò.

Il capitano chiamò a rapporto i sottufficiali.

“Abbiamo fatto buona caccia, signore!”

Fece un sergente dalla faccia ilare di filippino

“A giudicare dalla barba, questo quadrupede è un ufficiale”

Affermò trascinando per le manette un fecondatore grasso e pelato ,dotato di grande barba rossa la quale lo faceva assomigliare a un puttaniere dell'anno mille, e da un sacco di nastrini e patacche.

“Bene!”

“Abbiamo catturato almeno 5 talibonni” fece una donna dalla faccia dura e angolosa.

“Uno ha disertato. Lo abbiamo acchiappato noi” fece il sergente, serafico come sempre.

“.....mmmmhhh.... trovate un posto dove eseguire l'ordine permanente.... e conducetevi il disertore.

Per ora, diamo un'occhiata alla tua tana, hai capito bello?”

Disse il capitano, rivolgendosi al barbuto.

Il caprone rimase zitto.

Il sergente estrasse il suo charu , si bagnò il pollice di saliva e ne controllò l'affilatura.

“Confidiamo nella TUA collaborazione, piena, sincera e incondizionata.”

Affermò in tono leggermente ironico, guardando di sbieco il nemico.

Una goccia di sudore scese lungo la tempia e si perse nella barba. Con quelle terribili lame castravano i credenti!

“il mio ufficio è di là.”

Sussurrò nella lingua dei suoi nemici , con un leggero accento e senza balbettio.

“Andiamo” ordinò il capitano.

 

.......

 

Nell'alloggio sfarzoso nel comandante nemico , il capitano si sedette sulla poltroncina e allungò voluttuosamente i piedi sulla scrivania mentre il sergente si interessava alla libreria. Il caprone era fermo al centro dell’ufficio, tra due soldati satelliti. Sotto lo sguardo furente del nemico, il sergente cominciò a esaminare e poi a buttare per terra i libri. Trovò quello che cercava. Un grosso volume del culto. Lo aprì , ne sfogliò le prime pagine e, deliberatamente, ci scaracchiò sopra. Il comandante nemico fremette. Il sergente strappò qualche pagina e non soddisfatto, ci si soffiò il naso. Il barbuto non resistette.

“PROTESTO! La convenzione di Ginevra vi vieta simili atti!” quasi urlò nella lingua degli avversari, con una intonazione di comando.

il sergente e il capitano fissarono il nemico come se gli fosse cresciuto un tulipano sulla fronte, e si guardarono a vicenda. Il capitano fece un cenno al soldato a destra del comandante. Immediatamente il soldato affibbiò un sonoro schiaffone sulla nuca dell'idiota. Il barbuto barcollò in avanti per lo sgrugnone. Il sergente gli si avvicinò e lo guardò con aria interessata:” La convenzione di Ginevra? Cosa sai te della convenzione di Ginevra? E comunque, questi pezzi di carta sono superiori alla convenzione di Ginevra, alla dichiarazione dei diritti dell'uomo, a tutto, no?” chiese il sergente protendendo il libro.

Il barbuto non rispose, emanando una capronica dignità offesa.

Il sergente continuò.

“Spiegami un cosa , caro. Mi sembra che uccidere o violentare qualcuno sia meno importante che strappare una paginetta di questo libercolo. No?

il nemico non si trattenne più.

“quella è la parola di dio , cani ...”

Secondo sgrugnone , dato con moto autonomo dal soldato e assolutamente approvato dai superiori, che spezzò a metà il concione animalesco.

Il sergente cominciò a agitare il volume in modo ridicolmente esagerato sotto il naso del comandante.

“Che c'è?! Che c'è che non va? Questa è carta da culo e io la userò come carta da culo! Non ti va bene , cane figlio di una iena e di 5 cani?”

il comandante nemico lo squadrò con uno sguardo pieno d'odio.

Il sergente sorrise e si volse verso il capitano.

“Questo affare mi è proprio antipatico! Lo posso massacrare, capitano?”

“No. Ci serve vivo, che canti.” rispose il capitano , sollevandosi con aria seccata dai documenti che stava esaminando

“Vivo e intatto, signore?” chiese speranzoso il sergente.

“Solo vivo...”

“Benissimo!”

A un cenno del sergente i soldati afferrarono le braccia del prigioniero.

Il sergente portò lentamente la mano sulla guancia sinistra del nemico, come se volesse accarezzarlo mentre il nemico lo fissava rabbiosamente. Infilò le dita nella barba. Cominciò a tirare. Il nemico spalancò gli occhi e iniziò a muggire. Con voluta lentezza, il sergente gli strappò la barba su tutto un lato del viso.

L'idiota gemette dal dolore mentre le lacrime scorrevano, tenuto in piedi dai due soldati. Il sergente ordinò :”Lasciatelo cadere.”

L'animale cadde in ginocchio.

Quello in cui dite di credere voi è una divinità che sta con chi vince. Non vi siete mai chiesti perché da 500 anni riuscite a essere solo dei pidocchiosi? E perché non riuscite mai a vincere se vi scontrate faccia a faccia con noi?

Chiese il sergente con cattiveria.

Il nemico non rispose.

Il capitano si alzò:” Stiamo perdendo tempo. Andiamo sul luogo del supplizio!” disse con una strana intonazione ironico-trionfale.

 

.....

 

Il capitano e il sergente spinsero il comandante nemico ammanettato nella stanza disadorna. I due satelliti erano stati messi in libertà.

I 5 “talibonni” sopravvissuti erano stati denudati e legati a una parete con le braccia e le gambe divaricate. Tutti avevano una specie di museruola che gli spalancava la bocca. Su un tavolo , una piccola tenaglia da fabbro e una grossa tenaglia da fonderia, lunga più di un metro, erano infisse in un braciere acceso. Vicino al braciere , dei grossi guanti ignifughi.

Dall’altra parte della stanza, il più lontano possibile da quegli uomini nudi, il disertore, immerso in pantaloni e camicia di due misure più grandi, era accovacciato in un angolo, sorvegliato da una milite impassibile.

I nuovi arrivati guardarono la scena, due con aria indifferente e uno con aria inquieta.

“Vedo che è tutto pronto e si può procedere.”

Esordì il capitano

“ Lei, se non vuole assistere, può andare.”

Disse rivolgendosi alla soldatessa.

“Grazie, signore.”

Rispose lei. Salutò e uscì dalla porta.

“Guarda bene quello che succederà. Sarà molto istruttivo.”

Disse il capitano al comandante nemico, che adesso cominciava a spaventarsi.

“Avanti.”rivolgendosi alla figura rannicchiata. “Deve dimostrare che possiamo fidarci di lei. Deve strappare la lingua e evirare questi traditori.”

La figura ebbe un fremito violento.

“NO!”

“Se non possiamo fidarci di lei, finirà come loro.” Sentenzio impassibile il capitano.

Il sergente si avvicinò al disertore e gli posò gentilmente la mano sulla spalla.

Il corpo rannicchiato tremava.

Oggi non è più possibile tirarsi da parte. Dobbiamo tutti prendere una posizione. Adesso sei costretto a scegliere. Con noi o contro di noi.”

Il disertore guardò il sergente in faccia. Si alzò traballando e si avvicinò al tavolo con gli strumenti.

 

…..

 

Il comandante capronico, in preda a una crisi isterica, era stato incassonato (rinchiuso in un cassone). Dato che aveva fatto il bravo , era stato sedato. I 5 ex pene & lingua-muniti erano stati sommariamente medicati e tradotti nelle retrovie, con lo stesso elicottero che aveva portato via il cassone. Arrivati a destinazione, sarebbero stati separati. L'ufficiale sarebbe stato spremuto come un limone, e poi, forse, sarebbe impazzito, mentre i 5 ex sarebbero stati fatti impazzire per poi essere spediti nel territorio nemico, come monito per i collaborazionisti.

I soldati liberi dal servizio mangiavano le loro razioni nel sala mensa. La carnaccia nemica era stata rimossa ed era stata buttata segatura sulle pozze di sangue.

Il disertore era seduto da solo a un tavolo. Si teneva la testa con le mani e teneva la sguardo fisso avanti a se, con gli occhi vuoti senza vedere niente. Sul tavolo, giaceva un piatto abbandonato.

Il sergente si sedette nel posto a lato, tirò fuori una fiaschetta piatta dalle tasche e bevve un sorso del liquido contenuto. Schioccò le labbra dal piacere. Il disertore non si mosse, perso nel suo vuoto. Il soldato gli toccò la spalla. Il disertore si scosse e girò la testa. Il sergente gli offrì la fiaschetta.

“ Prendi. Questa roba aiuta.”

“ Che ... che cosa è?”

“Una cosa vietatissima. Bevi.”

Il giovane prese la fiaschetta e l'accostò alle labbra. Mentre la mandava giù , faceva delle smorfie.

Smise di bere.

“E' terribile!”

Esclamò con la bocca storta.

“Fa bene e scalda. E la cosa di cui hai più bisogno adesso , è un po' di calore.” Replicò il sergente, riprendendosi la fiaschetta.

Il ragazzo lo fissò con gli occhi spalancati.

“Io non avevo mai fatto del male a nessuno... io non volevo far male a nessuno...volevo solo non aver fame.... per questo mi sono arruolato negli illuminati!”

Spiegò con aria terrorizzata.

“Ne sono sicuro, figliolo.” fece paterno il sergente.” Ammetterai però che non bastano le tue parole a convincerci. Ci vogliono dei fatti.

I... fatti? Quello che ho già fatto ... non basta?”

No. Lavorerai con noi contro di loro. E noi non chiediamo riti fasulli o parole insincere. Guardiamo solo la realtà delle azioni.”

il ragazzo lo guardò esterrefatto.

“Considerati abile e arruolato” esclamò il sergente e si alzò.

Pietosamente, li lasciò la fiaschetta.

 ....

 

 

L'arma da combattimento ravvicinato (Close Combat Weapon) maneggiata del sergente è un'arma multi canna simile al colt defender in calibro 12 (http://www.guntech.com/hillberg/index.html)con l'aggiunta di una canna da 40mm (http://en.wikipedia.org/wiki/M79_grenade_launcher)

 

Il corner shot è un arma di fabbricazione israeliana che guarda e spara oltre gli angoli http://cornershot.com/

 

Charu : arma bianca derivata dal pennato toscano. In pratica ,un insieme tra una roncola e una accetta. (http://caposkaw.deviantart.com/art/CHARU-PROJECT-66338201)

 

Dietrich satanica : Kartoffel Stampfer versione della vecchia bomba tedesca col manico (ho sempre

pensato che sia l'arma migliore per ripulire corridoi e trincee.

 

Talibonni è una corruzione di “Taliban johnny” , occidentale convertito al culto nemico e arruolato nell'esercito.

 

cassone : originariamente una contenitore- barella per feriti, poi trasformato in una mezzo di contenzione per prigionieri preziosi. Effetti simili a una camera di deprivazione sensoriale.

 

 

 

 

 



sfoglia     marzo        maggio
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom