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14 febbraio 2008

PIEGHE

 

In questi scritti, voglio parlare di alcune piccole pieghe tra le pagine , o meglio , o spazi bianchi tra le righe, fatti avvenuti ma non riportati nella storia ufficiale del periodo 1943/45 , l'epopea della RESISTENZA ....

Il periodo in questione può essere tranquillamente definito la guerra civile italiana.

Col questa sola affermazione si può ancora essere tacciati di bestemmiare la fulgida pagina della guerra di liberazione condotta dai partigiani.(...)

Questo è un comodo modo di nascondere la realtà dei fatti .

Se questa Nazione ha bisogno di una cosa , questa cosa è la Verità.

Quindi è necessario dire tutto, aprire ogni archivio, non dimenticare nessuna vittima.

Ecco alcuni nomi:

Olimpio Corti, fotografo e barbiere.

Emilio Campeggi, agente di polizia

Giuseppe Casari, agente di polizia

Aderigo Cassanelli, agente di polizia

Alessandro Castellari, agente di polizia

Raffaele Del Bue, agente di polizia

Angiolino Germiniasi, agente di polizia

Angelo Giubbolini, agente di polizia

Guerrino Gozzi, agente di polizia

Nando Montorri, agente di polizia

Silvio Moscardini, agente di polizia

Luigi Piana, agente di polizia

Riccardo Quadrelli, agente di polizia

Livio Varagnoli, agente di polizia

Enrico Visciano, agente di polizia

Nomi di vittime. Ma queste vittime non sono celebrate. Sono a malapena inserite in qualche archivio polveroso.

Perché? Perché sono stati uccisi in circostanze che i custodi della storia ufficiale preferiscono nascondere, occultare, uccidendoli così di nuovo.

Il gruppo di poliziotti disertò nel Giugno 1944 dalla questura di Modena. Il loro intendimento era di raggiungere la zona di Montefiorino nell'appennino emiliano , dove erano attive grandi formazioni partigiane (1).

il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Modena aveva loro fornito una lettera di presentazione, la quale certificava il loro antifascismo e la volontà di unirsi ai partigiani. Questo documento si può definire , senza ombra di dubbio , un atto ufficiale.

Giunti nella zona furono intercettati da un gruppo di partigiani comandati da Nello Pini (nome di battaglia Nello), il quale, nonostante la lettera del CLN modenese, li giustiziò sommariamente il 15 Giugno in località Montemolino di Palagano, sotto l'accusa di spionaggio.

Il signor Olimpio Corti abitava a Montefiorino e si divideva nell'attività di barbiere e fotografo itinerante (questo per motivi economici) ed era una persona molto conosciuta in zona per la sua abilità di ritrattista. Dopo l'otto settembre 1943 non si schierò, e continuò la sua attività di fotografo, ritraendo a richiesta sia soldati della RSI sia partigiani, sia persone comuni. Per far questo si recava nelle varie località della zona , come aveva sempre fatto prima e durante il conflitto.

Il giorno 30 aprile 1944 il signor Corti venne fucilato dai partigiani comandati da Nello sotto l'accusa di essere una spia (2). Questa accusa non era suffragata da riscontri di nessun tipo.

Come si può vedere , il comandante Nello ha la responsabilità della morte di 16 persone innocenti, senza considerare che i poliziotti uccisi erano addirittura degli antifascisti. 16 vittime conosciute , di cui c'è traccia negli archivi. Non si sa quante possano essere le persone semplicemente scomparse, di cui non esiste memoria.

I dati in mio possesso non permettono di stabilire con precisione il nome del gruppo partigiano di Nello e la sua appartenenza politica (sembrerebbe di estrazione comunista, ma non ci sono riscontri chiari (3)).

Questi e altri episodi (4) convinsero il comando partigiano della zona a intervenire contro Nello i suoi accoliti. Nello e alcuni suoi sottoposti furono arrestati , e successivamente fucilati il 31 Luglio 1944 da un plotone d'esecuzione di partigiani.

Questa piccola storia emerge un attimo dal mare magnum dell'agiografia resistenziale. L'insieme si può definire un avvenimento atipico, essenzialmente perché il maggiore responsabile di queste uccisioni ingiustificabili , il comandante Nello, è stato bloccato e punito dagli stessi partigiani nel periodo bellico.

La storiografia ufficiale ha una nota di pagina per il comandante Nello, e nulla per le sue vittime.

La Giustizia e la Verità , due cose che sembra facciano parte dei VALORI DELLA RESISTENZA (5) , ci impongono di ricordare queste vittime. E anche del loro boia.

Chi si dimentica il passato, è costretto a riviverlo.

(1) Successivamente si instaurò una repubblica partigiana ( Repubblica di Montefiorino ) della durata di 45 giorni dal 17 giugno 1944 al 30 luglio 1944. Durante questo periodo si reputa che in zona fossero presenti 5000 partigiani di varie formazioni e tendenze politiche.

(2) La ricostruzione degli avvenimenti operata del figlio del signor Corti, Aldo, propese per un motivo slegato dal conflitto. Secondo Aldo Corti l'esecuzione di suo padre fu commissionata da un fotografo concorrente , invidioso del successo di Olimpio.

(3) Questa ossessione paranoica sulle spie era una mania del comunismo dell'epoca, oltre a essere un'ottima scusa per qualsiasi prevaricazione.

(4) Nella storia orale della zona, Nello è ricordato con infamia.

(5) Non ho ancora incontrato qualche arrabbiato difensore dei partigiani che mi sapesse enunciare i VALORI DELLA RESISTENZA. Di conseguenza sono costretto a andare a caso

Fonti:

sito non ufficiale dei caduti della polizia italiana

http://www.cadutipolizia.it/1943-1945resistenza.htm

mostra del 2005 delle fotografie di Olimpio Corti

http://www.fotomuseo.it/mostre/archivio/2005/obiettivo.asp

la repubblica di Montefiorino

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=64

ricercando sul sito dello ANPI il nome di Nello Pini, si ottiene solo un richiamo che non porta a nulla e nel quale è ricordato come solo come predecessore di un altro comandante partigiano.

ARTICOLO DI CAPOSKAW




permalink | inviato da kinasafronte il 14/2/2008 alle 12:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (74) | Versione per la stampa


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